Rizzo (Pc): «Militante di sinistra aggredito. Fermare l’escalation di violenza, no al ritorno degli anni ’70. Antifascismo è anticapitalismo»

21 febbraio 2018 di

POL01F60BIS_7193790F1_802«La recente aggressione ad un militante di sinistra a Perugia segna un confine da non valicare. L’escalation di violenza va fermata.» Così Marco Rizzo, candidato premier e segretario del Partito Comunista. «Il potere è in crisi e quindi ha bisogno di riproporre una stagione simile a quella degli anni ’70 dove un’intera generazione di giovani è stata sacrificata. Da militante del ’77 conosco molto bene le dinamiche che si possono scatenare e che il potere ha tutto l’interesse ad incentivare strumentalizzandolo a proprio favore. In quegli anni le provocazioni e la logica degli “opposti estremismi” servirono a fare il gioco del potere e a invocare la repressione. I giovani si scontravano e alla fine vincevano i padroni.»

«Oggi il fascismo si combatte riprendendo le lotte tra i lavoratori, portando le parole d’ordine della solidarietà e dell’uguaglianza nei quartieri e nelle periferie, rifiutando la guerra tra poveri e dando una reale alternativa di lotta alle classi popolari, e non certo con l’antifascismo di facciata di chi ha scelto le banche e l’Unione Europea. Oggi l’antifascismo è anticapitalismo.»

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