L’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento, sostegno alle mobilitazioni studentesche

13 ottobre 2017 di

Il Partito Comunista sostiene le mobilitazioni studentesche che oggi, con la parola d’ordine dello sciopero dell’alternanza hanno portato in piazza migliaia di studenti. In particolare il PC appoggia la piattaforma rivendicativa promossa dal Fronte della Gioventù Comunista, che ha avuto il merito di coinvolgere decine di migliaia di studenti delle classi popolari, degli istituti tecnici e professionali e delle scuole di periferia delle grandi città.
Il progetto dell’alternanza scuola-lavoro promossa dai governi Renzi-Gentiloni non rappresenta un percorso formativo per gli studenti, ma uno strumento per lo sfruttamento di manodopera gratuita. Si insegna agli studenti ad essere futuri lavoratori sfruttati e privi di diritti, perché ciò risponde alle esigenze della società capitalistica oggi. Non è un caso che Confindustria abbia applaudito a un tale scempio, né che le principali aziende italiane e internazionali siano corse ad accaparrarsi con protocolli migliaia di lavoratori gratuiti nelle scuole per i prossimi anni.
Bene hanno fatto gli studenti a scendere in piazza oggi per richiedere salario e diritti in alternanza. Una richiesta che mira a spezzare ogni ricorso all’alternanza come strumento di competizione con i lavoratori e come forma per abbattere il costo del lavoro a vantaggio delle imprese.
Il PC si associa alle loro richieste e invita a proseguire nella lotta per una scuola realmente formativa, in cui le scelte di indirizzo siano determinate dalle capacità e dalle attitudini degli studenti e non dalla condizione economica delle famiglie di provenienza. Una scuola del genere potrà esserci solo in una società in cui il potere sia nelle mani dei lavoratori e non dei grandi monopoli; in cui l’istruzione sia concepita come fattore di inclusione e progresso sociale, e non come strumento di divisione di classe e oppressione; in cui il rapporto tra scuola e lavoro sia visto nell’interesse generale della società e specialmente nell’interesse dello studente, futuro lavoratore e non come strumento per garantire ulteriori margini di profitto al capitale. Per questo invitiamo gli studenti – conclude la nota – a legare le proprie giuste rivendicazioni con quelle dei lavoratori, a lottare fianco a fianco, a partire dal prossimo sciopero generale del 27 ottobre.

Uff. Politico
Partito Comunista

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