VIA LA MOZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SORAGNA. L’ANTICOMUNISMO NON PASSERÀ!

28 settembre 2017 di

Il Partito Comunista condanna duramente la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Soragna, nella quale si richiede al governo di procedere alla “messa al bando del comunismo”, e si impegna a promuovere mobilitazioni popolari per ottenerne il ritiro, valutando anche possibili azioni legali.

La mozione, proposta dal gruppo consiliare della Lega, chiede una misura speculare alla legge Fiano che colpisca i comunisti, perché “il Partito Comunista ha cagionato oltre cento milioni di morti” ed “è sinonimo di feroci dittature”.

Il Partito Comunista ribadisce:

• la totale opposizione alla provocazione inaccettabile dell’equiparazione tra fascismo e comunismo, sottesa alla richiesta di un provvedimento “speculare” alla legge Fiano. Questa equiparazione è il totale sovvertimento della storia. La propaganda sugli “opposti estremismi” non fa altro che gettare fango sul comunismo mentre di fatto separa il fascismo dalla sua natura di dittatura aperta e sciovinista dei settori più reazionari del grande capitale. Cercare di imporre questa equazione significa riscrivere la storia, mettere sullo stesso piano chi ha lottato per la conquista del potere da parte dei lavoratori con chi ha difeso più conseguentemente il potere delle banche dei grandi gruppi industriali e agrari. Significa porre sullo stesso piano chi ha cercato di imporre l’oscurità su tutta l’Europa e chi invece ha distrutto storicamente quel tentativo, pagando il prezzo altissimo degli oltre 20 milioni di morti causati dall’aggressione nazista all’URSS e del sacrificio di centinaia di migliaia di militanti dei movimenti di liberazione in cui i comunisti hanno giocato un ruolo fondamentale, come sicuramente fatto dal Partito Comunista durante la Resistenza in Italia.
• l’ipocrisia del DDL Fiano e del PD. Ci troviamo davanti ad una legge spot che viene usata dal PD nell’ambito di una strategia complessiva per cercare di mantenere una presa sul suo elettorato. Mentre il PD e il suo governo portano avanti sempre nuove misure antipopolari e regalano miliardi alle banche,spostano a destra la posizione sull’immigrazione e vedono alcuni loro esponenti sostenere la necessità di una legge contro il diritto di sciopero, cercano di presentarsi comeuna forza antifascista per mantenere una qualche maschera di sinistra. Nella realtà però questa mossa da parte di un governo che viene avvertito sempre di più come antipopolare apre solamente alla possibilità che ci possa essere un’identificazione sempre maggiore da parte di settori popolari con quelli che il DP presenta come “nemici”, ed in questo caso quindi con i fascisti, anche grazie alla potente opera di revisionismo storico portata avanti in Italia anche con il contributo di settori del centrosinistra. Il fascismo non si sconfigge per decreto, in questo modo anzi lo si rinforza e si apre solamente ad operazioni di equiparazione e richiesta quindi di misure “speculari” orientate a colpire invece i comunisti e la lotta dei lavoratori.
• il profondo legame tra anticomunismo e imposizione di misure e leggi antipopolari. Non è un caso che proposte di questo tipo arrivino sempre di pari passo all’imposizione di misure di massacro sociale e volte ad imporre restrizioni alle possibilità di lotta dei lavoratori. È esattamente quello che sta succedendo con il pieno supporto dell’Unione Europea, sia dentro che fuori i suoi confini, in vari paesi dell’Est e del Baltico (Ucraina, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia). In questa operazione PD e Lega mostrano strutturalmente di stare al servizio del grande capitale: esponenti di un partito impongono misure antipopolari e propongono di attaccare il diritto di sciopero, esponenti dell’altro propongono di mettere fuori legge le organizzazioni che si pongono l’obbiettivo di lottare contro le misure antipopolari e per il potere ai lavoratori e contro le idee che danno forza, coscienza ed organizzazione alle lotte dei lavoratori. La criminalizzazione delle esperienze socialiste del XX secolo è la criminalizzazione dell’idea che ci possa essere un’alternativa al capitalismo e serve ad imporre l’idea che l’unico orizzonte possibile per la grande maggioranza dell’umanità  siano fame, misera, sfruttamento, precarietà e guerra.

Inoltre invita il Consiglio Comunale di Soragna ad esprimersi con la stessa animosità contro le misure antipopolari che vengono approvate dal governo, e che sono stati approvate in passato da governi tanto di centrosinistra quanto di centrodestra. Chissà chela giunta sia pronta a dare battaglia contro il Patto di Stabilità imposto ai comuni su direttiva dell’Unione Europea, che è la causa di molti problemi e mancanze di servizi per i cittadini della loro cittadina ed essere conseguente nei confronti dei partiti di appartenenza.

Il Partito Comunista invita i lavoratori, la gioventù e tutti quanti si vogliano battere contro questa provocazione inaccettabile a mobilitarsi.

Non ci faremo piegare, l’anticomunismo non passerà!

 

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