Per il 72° anniversario della vittoria antifascista dei popoli

10 maggio 2017 di

Cari compagni,

il Partito Comunista (Italia) saluta calorosamente i partecipanti a questo evento e ringrazia le sezioni tedesche del Partito Comunista di Grecia (KKE) e del Partito Comunista di Turchia (TKP) che lo hanno organizzato.

Settantadue anni fa, in questi giorni, l’Unione Sovietica, sotto la guida di Stalin e del Partito Comunista, rompeva definitivamente la spina dorsale del nazifascismo, ponendo fine alla sua mostruosità e alla guerra con una gloriosa vittoria, che dimostrava una volta per tutte la superiorità del Socialismo, dell’organizzazione dello stato proletario e della sua capacità di mobilitare le più nobili energie del popolo, rispetto alla barbarie imperialista. Grazie all’Armata Rossa e alla coraggiosa lotta dei comunisti e dei partigiani in ogni paese, furono create le democrazie popolari dell’Europa Orientale, estendendo l’esperienza della costruzione del Socialismo ai paesi liberati.

Dopo settantadue anni, le tante conquiste, derivate da questa grande vittoria dei popoli, sono state cancellate dalla temporanea affermazione della controrivoluzione in URSS e negli altri Paesi Socialisti. La restaurazione del capitalismo e del regime borghese hanno comportato pesanti conseguenze per i lavoratori e i popoli, non soltanto negli ex paesi socialisti dell’Europa dell’est, ma anche nell’Europa Occidentale. Il livello di vita della classe operaia e dei ceti popolari poveri sono stati drasticamente ridotti, i loro diritti quasi completamente cancellati. Ovunque disoccupazione, precarietà e povertà affliggono la condizione della classe operaia e crescono, a causa sia della crisi capitalistica, che della sua gestione. La crisi e la ristrutturazione capitalistica colpiscono anche la piccola borghesia, che subisce un processo di rapido impoverimento. Sembrerebbero sussistere tutte le condizioni oggettive di una crisi rivoluzionaria. Purtroppo, sono le condizioni soggettive per una rivoluzione che ancora mancano, a causa della persistente debolezza politica del movimento operaio nella maggior parte dei paesi e della diffusione di posizioni ideologiche opportuniste e antiscientifiche in diversi Partiti Comunisti.

La storia ci insegna che il fascismo nasce e si sviluppa in condizioni di crisi rivoluzionaria, quando il partito della classe operaia non è abbastanza forte da condurre la crisi ad uno sbocco rivoluzionario. Il fascismo è lo strumento che la borghesia capitalistica usa per colpire il movimento operaio, per scongiurare la rivoluzione e trasformare lo stato di cose corrente in una fase controrivoluzionaria. Il fascismo rappresenta una forma di continuità dello stato borghese in particolari condizioni storiche, è la forma che la dittatura borghese assume in alternativa alla democrazia borghese, quando quest’ultima non è più capace di impedire la rivoluzione e di assicurare la ristrutturazione capitalistica. Rispetto allo stato borghese “democratico” e al suo apparato repressivo, il fascismo non ha inventato nulla di nuovo, se non una nuova forma di organizzazione della piccola borghesia, ceto sociale estremamente instabile politicamente, sfruttando le sue paure e il suo malcontento di fronte alla crisi e usandola come massa d’urto.

Oggi osserviamo questo fenomeno in diversi paesi europei, dove organizzazioni reazionarie e, a volte, apertamente fasciste, stanno rapidamente diffondendosi, ad esempio Alba Dorata in Grecia, Alternativa in Germania, Lega Nord in Italia, Front National in Francia, ecc., coagulando e organizzando piccola borghesia e elementi sottoproletari sulla base dell’odio razzista contro gli immigrati, del nazionalismo, dello sciovinismo e dell’anticomunismo, spesso usando slogan rubati al vocabolario del movimento operaio.

L’Unione Europea ha una grande responsabilità per il rischio di diffusione del fascismo.

La sua sistematica falsificazione della storia recente, che nega le realizzazioni del Socialismo e il ruolo decisivo dell’Unione Sovietica e del movimento partigiano nella liberazione dell’Europa dal nazifascismo, mettendo sullo stesso piano Comunismo e fascismo, sta spianando la strada ideologica a cambiamenti politici reazionari. In alcuni paesi si stanno portando avanti tentativi di modifiche costituzionali autoritarie che comportano impedimenti alla partecipazione dei Partiti Comunisti e Operai alle elezioni. In alcuni paesi dell’Europa Orientale, i Partiti Comunisti sono, o stanno per essere, dichiarati fuorilegge, i loro simboli, le loro bandiere, la loro propaganda sono, o stanno per essere, vietati. I loro militanti subiscono repressioni politiche, procedimenti penali per reati d’opinione e anche aggressioni fisiche da parte delle bande fasciste, tollerate dai governi e protette dalla polizia. In Ucraina, i criminali di guerra nazionalisti, che avevano collaborato con gli invasori nazisti, sono stati riabilitati come eroi nazionali, mentre gli elementi fascisti al potere continuano ad alimentare la guerra in Donbass con l’aperto sostegno dell’Unione Europea.

I Comunisti devono denunciare la responsabilità dell’Unione Europea e opporsi fortemente a questi sviluppi, chiamando i lavoratori e i popoli ad mobilitarsi ed essere vigilanti contro ogni rigurgito fascista. Al tempo stesso, dobbiamo evitare di cadere nella trappola delle alleanze “antifasciste” sotto l’egemonia dei partiti borghesi. Il fascismo non è un errore della storia, dovuto alla follia di questo o quel dittatore, come argomenta la propaganda dell’Unione Europea. Come definito dal VII Congresso dell’Internazionale Comunista, il fascismo è l’aperta dittatura terroristica della parte più reazionaria del capitale finanziario, è, pertanto, un prodotto del capitalismo.

Per sconfiggere definitivamente il fascismo e il rischio di un suo ritorno, dobbiamo distruggere il grembo che periodicamente lo genera, cioè abbattere il capitalismo e instaurare il Socialismo. Le alleanze politiche “antifasciste” per difendere la democrazia borghese sono, invece, uno strumento per distrarre la classe operaia da questo obiettivo e portano alla conservazione dello status quo in favore del capitale.

Cari compagni, oggi siamo qui per onorare la memoria dei soldati e degli ufficiali dell’Armata Rossa, dei partigiani e degli antifascisti che hanno sacrificato le loro giovani vite per la libertà e per il popolo. La propaganda dell’Unione Europea e la posizione dei partiti socialdemocratici e opportunisti di “sinistra” offendono ancora una volta la loro memoria e falsificano la storia, quando cercano di ridurre quella epica lotta a una questione di sola liberazione nazionale. Il vero intento di quei combattenti che hanno sconfitto il fascismo nel 1945, non era soltanto la liberazione nazionale dei loro paesi, ma era, anche e soprattutto, la liberazione sociale dei loro popoli dal capitalismo, dal sistema di sfruttamento che aveva generato il fascismo, affinché questo non potesse mai più risorgere. Il miglior modo per commemorare quegli eroi è continuare la loro lotta fino alla vittoria finale contro l’imperialismo e il capitale. Noi abbiamo ragione e la vittoria sarà nostra!

VIVA LA GRANDE VITTORIA!

VIVA L’ARMATA ROSSA!

GLORIA ETERNA A COLORO CHE HANNO SCONFITTO IL FASCISMO!

Berlino, 7 maggio 2017

 

intervento di Guido Ricci, responsabile esteri del Partito Comunista a Berlino in occasione della riunione dell’Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d’Europa organizzata per la ricorrenza.

 

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