Sull’attentato di Nizza (dichiarazioni del S.G. Marco Rizzo)

15 luglio 2016 di

Oltre al dovuto cordoglio per le famiglie delle vittime, non possiamo per l’ennesima volta limitarci alle solite raffazzonate e ripetitive analisi. Stupiti e nauseati dall’abitudine con cui cominciamo a vedere il sangue ovunque, crediamo sia necessario a questo punto ribadire subito alcuni punti fermi.

Le origini del terrorismo islamico – a partire dai mujaidin afghani contro l’Armata Rossa per finire alle cosiddette “primavere arabe -  sono frutto di azioni sconsiderate dei settori dell’imperialismo occidentale, come ha recentemente “confessato” Hillary Clinton. Non riconoscerlo e rinnegarlo diventa un suicidio.

Questi settori imperialistici continuano imperterriti a saccheggiare risorse prime dai paesi poveri del mondo, esportando guerra e finanziando, anche tramite paesi suoi alleati come l’Arabia Saudita, il terrorismo dell’Isis. Altro che “esportazione della democrazia”.

Gli ultimi bastioni di stati laici (ieri la Libia di Gheddafi oggi la Siria di Assad) sono stati sottoposti a devastanti golpe i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, alimentando la radicalizzazione di alcuni settori islamici precedentemente minoritari.

Le possenti migrazioni, dovute a guerra ma anche alla fame e alle condizioni di vita generate dall’imperialismo, sfruttando la disperazione di milioni di persone diventano funzionali per l’Unione Europea e i grandi gruppi monopolistici, alla costituzione di un “esercito industriale di riserva” teso a indebolire ulteriormente i diritti dei lavoratori nel continente europeo (è di poche ore fa la proposta di elargire 10mila euro per l’allocazione di ogni migrante).

Non saranno ulteriori interventi della Nato, o misure di carattere militare a fermare il terrorismo. Le uniche cose sensate che si possono auspicare per l’abbattimento del terrorismo sono:

la fine di ogni intervento militare e di ogni finanziamento diretto o indiretto da parte delle organizzazioni imperialiste, degli stati alle formazioni estremiste islamiche;

la rottura immediata di ogni relazione politica ed economica con i paesi che aiutano il terrorismo come Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo;

l’istituzione di una legge sul “salario minimo”, cioè nessun lavoratore (italiano o straniero) può scendere al di sotto di un livello di salario prestabilito per legge, evitando così razzismo e guerre tra poveri. Tutto il resto è “fuffa” politica, in attesa della prossima strage oppure della terza guerra mondiale verso cui ‘galoppiamo’ velocemente.

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