18 MARZO 2016. IL PARTITO COMUNISTA CON I LAVORATORI IN SCIOPERO CONTRO LA GUERRA.

13 marzo 2016 di

Il  Partito  Comunista  appoggia  e  sostiene  con  tutte  le  sue  organizzazioni  ed  i  suoi  militanti  lo  SCIOPERO  GENERALE  indetto  dalla  C.u.b.,  dall’  S.G.B.  e  da  tutto  il  Sindacalismo  di  base  e  conflittuale  italiano  contro  la  Guerra  per  il  18  di  questo  mese.

Il  Partito  Comunista  è  ben  consapevole  come  solo  il  Sindacalismo  di  Classe  sia  oggi  in  grado  di  sviluppare  una  critica  adeguata  sull’ attuale  situazione  di  GUERRA  MONDIALE  PERMANENTE  creata  dall’ imperialismo,  quello  americano  in  primo  luogo.

Il  Partito  Comunista,  nel  condividere  l’ impostazione  e  la  piattaforma  dello  sciopero,  sottolinea  come  sia  oggi  necessario  mettere  in  campo  forme  di  lotta  vera  e  concreta,  scioperi  veri  che  danneggino  gli  interessi  della  borghesia  monopolista  imperialista  e  non  fantasiosi  scioperi  sociali,  rispetto  ai  quali  i  fabbricanti  di  armi  e  di  morti  non  possono  che  sorridere  compiacenti.

Tutto ciò  può  e  deve  avvenire  in  un  contesto  di  lotte  internazionali  e  segnatamente  europee,  a  partire  da  quelle  promosse  ed  organizzate  dai  compagni   Comunisti   greci,   che   mettano   in   stretta   relazione  i  conflitti  di  classe  nei  singoli  contesti  con  il  quadro  generale  di  guerra  mondiale  messo  in  atto  dalle  forze  imperialiste.  Quindi  non  generiche  guerra  interna  e  guerra  esterna,  bensì  la  guerra  di  classe  nazionale  o  di  teatro  dentro  la  guerra  imperialista,  il  tutto  inquadrato  negli  interessi  economici, specifici  e  generali,  del  capitale.

La  vera  lotta  contro  la  guerra  non  la  può  condurre  un  falso  pacifismo  piccolo-borghese,  disarmante,  ipocritamente  “umanitario”,  quello  che  da  quasi  trent’anni,  dall’ammainamento  della  Bandiera  Rossa  dal  Cremlino,  non  fa  altro che  lamentarsi   alla   luna,  con  forme  spettacolari,  colorate,  pittoresche  quanto  disarmanti,  permettendo  così  passivamente  il  proliferare  di  centinaia  di  guerre,  sempre  più  sanguinose  e  sempre  più  estese,  che  nascondono  dietro  false  motivazioni,  di  religione,  di  civiltà,  di  etnia,  la  loro  autentica  natura  di  classe.

La  vera  lotta   contro  la  guerra  la  conduce  invece  la  classe  lavoratrice,  colpendo  gli  interessi  materiali  della  borghesia  e  dei  suoi  servi,  anche  quelli  rappresentati   dai  sindacati  concertativi  vecchi  e  nuovi,  e  difendendo  senza  sconti  gli  interessi  del  proletariato  internazionale. 

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