UE e GOVERNO: SI ai diritti ‘civili’, VIA le pensioni di reversibilità.

16 febbraio 2016 di

La Grecia ed il Governo Tsipras fanno scuola in ossequio ai voleri della UE. Anche in Italia si consumo l’ennesimo furto infame ancora ai danni dei lavoratori.Così come in Grecia si danno diritti ‘civili’ che non ‘costano’ nulla e si perpetua il massacro sociale nei confronti del popolo, anche in Italia il Governo Renzi (tra family day e arcobaleni vari) ci ha fatto credere di essere di fronte alla madre di tutte le battaglie mentre consumava invece l’ennesimo attacco sociale,  questa volta nei confronti delle donne lavoratrici in particolare. E’ approdato infatti nella  Commissione Lavoro alla Camera il disegno di legge  delega che, tra le altre cose, trasformerebbe la pensione di reversibilità da prestazione previdenziale a prestazione sociale. Contestualmente si vuole agganciare al meccanismo infernale dell’ISEE la possibilità di usufruire di tutte le prestazioni assistenziali, compresa quindi la pensione di reversibilità. A prescindere dal fatto che si va a toccare un diritto acquisito dai lavoratori, attraverso il versamento di contributi i cui effetti dovrebbero essere goduti dal coniuge erede , legando la reversibilità al reddito del nucleo familiare e non a quello individuale, a vedersi penalizzate e ancora più sobbarcate di lavoro saranno le donne lavoratrici alle quali nell’evoluta Italia di Renzi, Poletti &’ co. ancora oggi è riservato il lavoro di cura e assistenza: senza considerare l’inevitabile impoverimento di vedovi e vedove, e’ un dato di fatto che la reversibilità venga usata principalmente per retribuire badante o infermiera dell’anziano parente convivente. Se venisse a mancare questa fonte (legittima e peraltro pagata dai lavoratori) di reddito, chi ne farà le spese in un Paese nel quale lo stato sociale significa “donna lavoratrice che si fa il mazzo”?

Dulcis in fundo, il commento “tranquillizzante” del solito ministro Poletti: la riforma non si applicherà alle attuali pensioni di reversibilità…come a dire “lavoratori, sbrigatevi a morire se volete lasciare la vostra pensione in eredità”. Anche in questo caso serve imboccare una sola strada: solo la lotta paga!

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