16 gennaio 2015.NO ALLA GUERRA, SENZA SE’ E SENZA MA.

16 gennaio 2016 di

In merito alle manifestazioni contro la guerra, in occasione del venticinquesimo anniversario dallo scoppio della Guerra del Golfo, è utile e necessario ribadire  l’utilità a mobilitarsi, anche localmente,  per il “No alla Guerra” senza sacrificare questa impegnativa parola d’ordine per piattaforme dannose per il loro esasperato eclettismo tendente a costituire nuove soggettività politiche.

Riteniamo dannoso l’oscillare tra il tipico moralismo e pseudo-pacifismo di stampo cattolico e il rivendicazionismo riformista tutto interno al mantenimento dei simulacri della democrazia borghese e non al loro rovesciamento rivoluzionario.

Ad esempio, per quanto concerne il Medio Oriente, è sbagliata la tesi in cui si evidenzia la presenza di “due popoli – due stati”. Non si può cioè avere una presunta equidistanza tra uno stato aggressore, quello di Israele, ed un popolo, quello Palestinese, che sta subendo un genocidio nel silenzio più assoluto.

Impossibile per il Partito Comunista sottoscrivere appelli in cui nello scenario attuale, per dire No alla guerra, si eviti strumentalmente di affrontare il nodo di quanto è avvenuto e sta continuando ad avvenire in Ucraina. E ancora, soprattutto, si evita colpevolmente di affrontare la questione siriana.

Contro l’imperialismo servono nettezza e rigore ed il NO alla Guerra, alla NATO e all’UE non può passare attraverso piattaforme talmente inclusive e generalizzate da permettere la partecipazione alle manifestazione addirittura a chi appoggia i cosiddetti “ribelli siriani”, creati a tavolino e foraggiati proprio da UE e NATO.

Riteniamo infine originale che la logica inclusiva ed eccessivamente generalizzata della piattaforma messa in campo serva, in realtà, a far passare sotto traccia, (male)usando strutture sindacali,  la creazione di quello che si configura come un vero e proprio soggetto politico,simile alla pessima Syriza greca, il tutto a partire da un’analisi volutamente e colpevolmente parziale degli scenari internazionali.

Sappiamo, tuttavia, che fare chiarezza non basta, ma che parte fondante del ruolo dei comunisti è anche quella di affrontare e di risolvere le contraddizioni antagonistiche, nell’ esclusivo interesse della classe operaia e del proletariato. È per questa ragione che sabato 16 Aprile terremo a Napoli, lì dove ad Ottobre questo ciclo di mobilitazioni nazionali contro la guerra è cominciato, un’assemblea internazionale dei comunisti ,che vedrà coinvolti i nostri partiti fratelli, un’assemblea dalla quale urleremo il NO dei Comunisti a Guerra e Terrorismo, contro UE e NATO, per il SOCIALISMO.

Condividi
  • Twitter
  • Facebook
  • email
    RUBRICHE

    Autore

    L'autore non ha ancora aggiunto informazioni al suo profilo
    Commenti Chiusi.