TERRORE E IMPERIALISMO, L’EFFETTO E LA CAUSA. (Volantino)

16 novembre 2015 di

Quando anche Hillary Clinton confessa che “i mujaidin li abbiamo creati noi americani per combattere l’Unione Sovietica, poi la situazione ci è sfuggita di mano” significa che la verità che abbiamo cercato di spiegare tra mille difficoltà e’ sotto gli occhi di tutti.

Questo però è il momento più pericoloso, perché gravido di pericoli di guerra. A tal proposito serve che i proletari ed il popolo facciano sempre più tesoro della propria storia, nata quando Lenin denunciò il tradimento della socialdemocrazia, che si schierava per un imperialismo contro l’altro e chiamava il proletariato a combattere sotto le bandiere di questa o di quella borghesia.

Gli attentati di Parigi sono un atto dello scorpione terrorista che ha morso la mano del proprio finanziatore. Adesso il rischio è quello di esser soggetti ad una sofisticata operazione psicologica di massa per gettare i popoli europei nella fornace di una nuova guerra imperialista e, con la scusa della sicurezza, ridurre ulteriormente i margini ‘legali’ delle lotte e dell’organizzazione anticapitalista.

Non sarà certo la politica istituzionale a dare le risposte che servono. Non il PD europeista, che vanta rapporti commerciali e militari con l’Arabia Saudita. Non la destra xenofoba e leghista, che ‘scalda il pelo’ alle masse popolari disorientate ma si allinea sempre con i dettami della UE e della NATO. Nemmeno i grillini e la falsa sinistra italiana “multicolore” e pacifista, pronta a piangere i morti quando sono lambiti vicino, come è avvenuto a Parigi, ma in silenzio quando il sangue è più lontano, come l’aereo russo nel Sinai, o i morti a Beirut, in Turchia, in Palestina o in Kenia. Una sinistra che spalleggia l’eversione di piazza a Kiev o la guerra civile in Siria e che si lancia dietro al pagliaccio di turno greco o spagnolo, al solo scopo di “superare” lo sbarramento elettorale.

Lavoratore, studente, pensionato/a, operaio/a, nessuno di questi sta dalla tua parte, sanno solo sfruttarti, reprimerti quando ti ribelli o confonderti quando vuoi organizzarti.

La tua forza sta nella organizzazione indipendente che costruisci sul tuo posto di lavoro o di studio. Per questo ti serve unirti a quelli che, come te, non abboccano alle panzane che ti racconta il potere, né ai falsi oppositori. Ti serve riappropriarti della tua ideologia autonoma, ossia della visione del mondo che, unica, è riuscita a cambiarlo, dimostrando che è possibile un mondo senza sfruttatori e guerre di aggressione: il Comunismo.

Da parte nostra sappiamo quale è il nostro compito: costruire il Partito Comunista, unico strumento per cambiare questo mondo che non piace quasi più a nessuno.

www.ilpartitocomunista.it

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