NO ALLE MANOVRE DI GUERRA. FUORI L’ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL’ITALIA!

06 ottobre 2015 di

Dal 3 ottobre al 6 novembre prossimo si svolgeranno le esercitazioni NATO chiamate “Trident Juncture 2015”, le più importanti e imponenti “dalla fine della Guerra Fredda e, probabilmente, della storia della NATO”.

In Italia saranno dispiegati complessivamente 41 aeromobili (di cui 26 italiani), mentre un totale di circa 3.500 militari italiani saranno schierati tra Spagna, Portogallo e Italia. Le forze aree saranno distribuite su sei aeroporti militari: Trapani Birgi, Decimomannu, Pratica di Mare, Pisa, Amendola e Sigonella, mentre le forze navali della NATO andranno a bombardare il poligono di Teulada, in Sardegna. In Italia sono posti due Centri di Comando NATO a Poggio Renatico (Ferrara) e a Lago Patria (Napoli). L’aeroporto civile/militare di Trapani Birgi sarà il centro delle operazioni aeree, con il dispiegamento di circa 5.000 militari di cui 1.000 italiani e una trentina di velivoli; la base di Bétera, Valencia (Spagna) sarà il centro delle operazioni terrestri; mentre in Portogallo è situato il centro delle manovre navali.

Le esercitazioni sono finalizzate a incrementare le capacità offensive verso Sud e Est e minacciare lo scontro diretto con la Russia. Ciò testimonia come vi sia dal punto di vista militare, che fa seguito a quello economico e politico, la “chiamata alle armi” di tutta la piramide imperialista NATO, mettendo in secondo piano le “divergenze” tattiche, se pure esistenti, tra le varie borghesie nazionali. In questo quadro, non solo Spagna e Portogallo dimostrano di essere parte attiva di questa piramide, ma soprattutto l’Italia assume un ruolo di guida subordinata di un importante settore militare e strategico. Si conferma così l’analisi del nostro Partito e dell’Iniziativa dei Partiti comunisti e operai, già approfondita in merito ai fatti relativi alla Grecia, che non si può e non si deve assolutamente parlare di “colonie” a proposito di questi paesi, ma di attori pienamente corresponsabili delle strategie imperialiste, pur ciascuno col proprio peso e ruolo.

Gli smacchi diplomatici e strategici che stanno ripetutamente subendo da parte dei concorrenti imperialisti in Ucraina e nel Medio ed Estremo Oriente, insieme alla irreversibile crisi economico-finanziaria, rendono la NATO, e gli USA in particolare, desiderosi di immediate rivincite e di riaffermare il proprio ruolo internazionale dentro e fuori il  perimetro delle alleanze.

Le conseguenze di questa esacerbata competizione si riversano sui diritti e le condizioni di vita dei lavoratori di tutti i paesi. In particolare in Italia assistiamo al peggiore attacco dal dopoguerra (Jobs Act, decreti contro il diritto di sciopero, Decreto Sblocca Italia, Buona Scuola). I flussi migratori, creati dalle guerre micidiali che l’imperialismo provoca con l’ingerenza e la sovversione, si riversano disastrosamente nei nostri paesi come esercito salariato di riserva e impoveriscono i paesi di partenza. Le spese militari sono destinate a salire sempre di più e basarsi su tecnologie sempre più costose, a beneficio dei settori più aggressivi del capitalismo, anche italiano, e a spese del residuo welfare (scuole, sanità, trasporti, ecc.). Il territorio viene sempre più asservito agli scopi militari, con l’espropriazione e la militarizzazione e con sempre maggiori pericoli per la salute delle persone coinvolte.

L’attività che deve svolgere il nostro Partito in tutti i luoghi dove si trova ad operare è quello di spiegare con chiarezza le cause e i pericoli di queste manovre, per chi sono i costi e per chi i benefici. Smascherare il finto pacifismo, che non è vero che allarga il fronte dell’opposizione ma lo rende più debole, destinandolo ad assumere il tipico atteggiamento sterile del “non nel mio giardino”. I comunisti devono convincere che ci si batta perché queste esercitazioni non si tengano né in Italia, né altrove; che a farci precipitare in questo precipizio di guerra e miseria è il capitalismo imperialista internazionale, incarnato in Italia dal governo del PD e dei suoi alleati; e che l’unica soluzione è l’uscita dell’Italia dai conglomerati imperialisti NATO e UE.

Rafforziamo e lottiamo a fianco di quei movimenti territoriali, come il movimento NOMUOS, che stanno dimostrando, con i documenti e le azioni di lotta, di avere già compreso la natura e le cause dello scontro in atto.

Chiamiamo tutti i militanti e i simpatizzanti a partecipare e far passare le parole d’ordine e le proposte del Partito in tutte le assemblee e manifestazioni e facendosi promotori di mobilitazioni attive e combattive in tutta Italia.

FUORI L’ITALIA DALLA NATO

FUORI LA NATO DALL’ITALIA

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