«SYRIZA N.2» e il nuovo intento di ingannare il popolo.

29 agosto 2015 di

L’antico filosofo Eraclito diceva che “Non si può entrare due volte nello stesso fiume”, ma alcuni greci oggi sembrano ignorare questo detto. Si tratta delle forze politiche che recentemente si sono staccate da SYRIZA e hanno annunciato la creazione di un nuovo partito, ”Unità Popolare” (UP). Il Segretario Generale del Comitato Centrale del KKE, Dimitris Koutsoumpas, in riferimento a questo sviluppo, ha sottolineato che “lo stesso scenario non deve esser ripetuto a spese del popolo. In ogni caso, il seguito è solitamente peggiore della pellicola originale”.

Il sistema ha usato la sua “riserva di sinistra”

Per comprendere gli ultimi sviluppi politici in Grecia, vale la pena ricordare alcuni fatti sulla storia di SYRIZA. SYRIZA è stata costituita come unione di distinti gruppi opportunisti, con SYNASPISMOS (SYN) come nucleo fondamentale, ossia le forze che lasciarono il KKE negli anni ’90, influenzati dalle idee di Gorbaciov, dopo che avevano cercato, senza successo, di socialdemocratizzare e auto-liquidare organizzativamente il KKE. A queste forze si aggiungessero quelle forze che in precedenza, nel 1968, avevano lasciato il KKE, sotto l’influenza della corrente opportunista eurocomunista.

Il programma di SYN è sempre stato un programma di gestione socialdemocratica, tramite riforme.

Dai primi anni del 2000 in poi, soprattutto dopo l’incorporazione di vari gruppi (trotskisti, maoisti, ecc.) e la trasformazione di SYN in SYRIZA, questo programma socialdemocratico è stato abilmente racchiuso in un involucro “radicale”, “antisistema”, “di movimento”. Cosa che è stata rafforzata dopo il 2010, con lo scoppio della crisi economica capitalista. La firma degli accordi antipopolari (memorandum) dei governi del PASOK e ND con le organizzazioni imperialiste (UE, FMI, BCE), accompagnate da dure misure antipopolari, ha portato all’adozione della torbida linea “anti-memorandum” da parte di SYRIZA. Allo stesso tempo, il rapido crollo del partito socialdemocratico PASOK ha portato all’assorbimento di molti quadri di questo partito da parte di SYRIZA. Il falso dilemma “memorandum-antimemorandum” ha dato a SYRIZA la possibilità di dirottare le idee, per ingannare le forze popolari, promettendo che si può avere un sollevio per il popolo dalle dure misure antioperaie dentro il quadro dell’UE, del percorso di sviluppo capitalistico, promuovendo la domanda per la riduzione di parte del debito pubblico, accettando quindi in sostaza che il debito creato dai governi della plutocrazia debba essere pagato dal popolo.

Nel contesto della ricomposizione dello scenario politico nel 2012, SYRIZA è stata sostenuta da una parte della borghesia e ha incrementato enormemente la sua forza elettorale, riuscendo a vincere le elezioni di gennaio 2015. Ha formato un governo con un altro partito, ANEL, il cui nucleo di base proviene dal partito conservatore di ND e ha tendenze nazionaliste.

Dopo sei mesi di governo di SYRIZA-ANEL, il popolo greco si trova di fronte a un 3° memorandum, che include nuove misure antioperaie-antipopolari.

Il linguaggio “di sinistra” al servizio del capitale

Se qualcosa è stato dimostrato nel modo più evidente dagli sviluppi degli ultimi mesi per quanto concerne SYRIZA e il suo governo borghese, è il fallimento totale della linea politica che sostiene che si può servire sia i monopoli che il popolo. Che si può, tramite un governo borghese all’interno dell’Unione Europea e delle alleanze imperialiste e nelle condizioni della barbarie capitalista, servire gli interessi del popolo. Il nuovo massacro del popolo greco, della classe operaia e delle famiglie popolari avvenuto con la firma del governo di coalizione SYRIZA-ANEL, con i voti degli altri partiti borghesi (ND, PASOK, POTAMI), ha dimostrato che questo è un degno successore del governo di coalizione ND-PASOK.

Le misure di questo insopportabile 3° memorandum includono nuovi drammatici tagli dei salari e delle pensioni, negativi cambiamenti nelle relazioni lavorative, un nuovo ciclo di oneri fiscali, la riduzione dei servizi sanitari, istruzione, assistenza sociale, nuove privatizzazioni, così come il colpo di grazia contro i contadini poveri e i lavoratori autonomi. E tutto questo mentre si mantengono i memorandum precedenti e le 400 leggi antipopolari applicative.

Di fronte allo smascheramento e al fallimento della socialdemocrazia di nuovo stile in questi pochi mesi, che il KKE aveva previsto con esattezza e di cui aveva avvertito il popolo, è ovvia la necessità del sistema politico borghese di creare nuovi muri di contenimento alla radicalizzazione del popolo.

Così, lo scenario che si svolse dal 2012 fino al 2014 con SYRIZA come protagonista, si ripete adesso in Grecia con la nuova formazione “Unità Popolare” di P.Lafazanis, fino a poco tempo fa ministro dell’Energia del governo di SYRIZA-ANEL. Il gruppo parlamentare, sorto con questo nome venerdì 21 agosto, dopo che 25 deputati di SYRIZA si sono staccati, cerca di essere il precursore di una nuova formazione politica, un “ammortizzatore” per quei militanti di sinistra, radicali, che negli anni precedenti avevano avuto illusioni su SYRIZA, il suo governo e la possibilità di aprire una nuova prospettiva a favore del popolo per il paese. UP promuove come alternativa il ritorno alla moneta nazionale e rigurgita apertamente posizioni e proposte neo-keynesiane, che SYRIZA aveva usato negli ultimi anni per promuovere illusioni su una gestione di sinistra a favore del popolo del capitalismo.

Campioni nell’ingannare

Questa divisione di SYRIZA è stata condotta da forze che avevano cariche di primo rango come ministri del governo SYRIZA-ANEL e hanno attuato con precisione tutto quello che prevedevano i due primi memorandum e hanno accettato senza proteste tutte le decisioni che preparavano il terreno per il più duro 3° memorandum.

Queste forze, che già stavano in SYRIZA come “piattaforma di sinistra”, hanno accettato l’accordo del governo con la UE, la BCE e il FMI del 20 febbraio, che prevedeva l’attuazione di tutte le misure antioperaie dei memorandum precedenti e l’accettazione di tutte le richieste del grande capitale.

Hanno accettato in tutto questo tempo le proposte del governo alla Troika per un nuovo memorandum con dolorose misure antioperaie. E’ indicativo che non hanno fatto cadere il governo SYRIZA-ANEL prima dell’adozione del barbaro memorandum e hanno continuato ad assicurare in tutti i modi che avrebbero appoggiato il governo nonostante le loro divergenze… fino a che lo stesso primo ministro Tsipras ha annunciato le dimissioni del suo governo…

Queste forze sono state in silenzio anche quando il governo SYRIZA-ANEL ha promesso agli Stati Uniti e la NATO una nuova base militare nel mar Egeo, quando il loro governo teneva esercitazioni militari congiunte con gli USA e Israele, quando votava per la continuazione delle sanzioni dell’UE contro la Russia, quando il ministro della Difesa dichiarava che il paese avrebbe partecipato a tutte le missioni imperialiste della NATO e l’UE.

Adesso si presentano come “sposi traditi” e come i veri rappresentanti del “radicalismo” di SYRIZA e parteciperanno alle elezioni del 20 settembre in modo indipendente.

Una Grecia capitalista con moneta nazionale

Ma che cosa propone questa forza politica? Se SYRIZA fino ad ora ha promesso che la Grecia rimarrà nella zona euro, UP parla di una “uscita ordinata dall’euro, se necessario”. Ma tuttavia non pone la questione dell’uscita del paese dall’Unione Europea e il percorso di sviluppo capitalista. Perché UP parla di una “uscita dall’euro se necessario”? Come ha spiegato il capo di UP, P.Lafazanis, ammiccando al capitale, questa uscita si verificherà solo nel caso che l’economia capitalista lo necessiti per la ripresa. Inoltre UP “ricicla” un mucchio di ben note misure neokeynesiane per gestire il sistema, ad esempio “la socializzazione delle banche affinché esse svolgano un ruolo di sviluppo”, sostenendo così la posizione che le banche possano diventare istituzioni caritatevoli che distribuiscono denaro statale pronto per sostenere la tanto decantata ripresa capitalista. In questo modo sta seminando illusioni tra il popolo, occultando le leggi fondamentali che governano l’economia capitalista che richiedono continuamente nuovi “sacrifici” dei lavoratori, la riduzione dei diritti sociali e lavorativi e dei redditi popolari con l’obiettivo di recuperare la reddittività del capitale.

Alla fine, UP parla dell’”annullamento della maggior parte del debito in modo che il paese possa respirare”, accettando in questo modo, come fanno gli altri partiti del sistema, che il popolo è responsabile del debito e per questo deve pagare.

I quadri di UP menzionano come esempio “altri paesi fuori dall’euro che avanzano molto bene”. Di quali paesi parla il capo del nuovo partito opportunista Lafazanis? La Gran Bretagna, la Danimarca che non sono nella zona euro, fatto che non impedisce la distruzione dei diritti lavorativi e popolari in questi paesi, mentre altri quadri di UP citano il Fronte Nazionale di Le Pen in Francia, gli industriali italiani, una sezione del capitale tedesco…

Che hanno a che vedere i popoli di questi paesi, il popolo della Grecia e le speranza di soddisfare le proprie necessità con gli obiettivi dei loro sfruttatori? Questi obiettivi si riflettono nelle proposte politiche sulle monete nazionali, indossando il “mantello” del radicalismo per ingannare il popolo e occultare il loro reale contenuto antipopolare. Questa nuova falsa dicotomia tra “euro e dracma” vuole occultare al popolo che le questioni fondamentali sono il capitale e il suo potere, la partecipazione nell’UE e il sistema imperialista. Il popolo deve lottare contro questo e non allinearsi con settori del capitale che flirtano con l’idea di una moneta nazionale, di un’altra alleanza monetaria.

I nuovi tentativi di ingannare il popolo devono fallire

Il tentativo di creare una SYRIZA n.2, ora che si stanno dissipando i dubbi sul ruolo della n.1, deve essere rifiutata dal popolo, che ha già ha sperimentato la confutazione dolorosa delle speranze che ha coltivato. Non c’è spazio per nuove delusioni, per lo spreco di nuovo tempo prezioso, che sarà a spese del popolo.

Il popolo ha fatto esperienza, può trarre le sue conclusioni, non deve farsi ingannare nuovamente. Non ci può essere alcuna soluzione a favore del popolo dentro il sistema capitalista, con l’alternarsi di governi di gestione borghese. Non ci può essere alcuna soluzione senza rompere con il percorso di sviluppo capitalista e il sistema imperialista. Il popolo non deve farsi ingannare da coloro che antepongono come obiettivo fondamentale la ricostruzione produttiva dell’economia capitalistica, e in realtà perseguono questo obiettivo come mebri del governo. Tutti quelli che ammiccano a sezioni del capitale, che flirtano con l’idea della Grecia capitalista con moneta nazionale, non possono seguire un cammino diverso da quello che porta al fallimento del popolo, non importa se questo avviene con o senza memorandum, non importa se questo si realizza dentro o fuori la zona euro. Ciò che importa è sventare l’intento di intrappolare il popolo dentro un’altra opzione a favore del capitale.

 

Il popolo, gli strati popolari poveri che hanno una posizione militante, non devono diventare ancora una volta in spettatori della stessa opera, di sperimentare nuove delusioni. Oggi possono riporre le loro speranze con maggiore certezza del KKE, sia per quanto riguarda la lotta quotidiana nei luoghi di lavoro e nei quartieri operai, sia nelle prossime elezioni. Perché è l’unica forza che ha una proposta di uscita di vera alternativa, realistica, promettente, i cui assi sono lo svincolamento dall’UE e la NATO, la cancellazione unilaterale del debito e la socializzazione delle ricchezze del paese, con il popolo al potere.


Articolo della Sezione Relazioni Internazionali del CC del KKE  

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