LA PROSPETTIVA DEL SOCIALISMO-COMUNISMO RINASCE DALLA COSCIENZA CRITICA DEI POPOLI

21 agosto 2015 di

Il Partito Comunista si fonda e si riconosce nel marxismo-leninismo, nell’esperienza storica dei Paesi Socialisti, valorizzandone le conquiste sociali ed economiche ed analizzandone le cause della degenerazione approdata alla restaurazione piena del capitalismo in Unione Sovietica ed in diversi altri Paesi ex socialisti.

Dopo questi ultimi avvenimenti, nel mondo intero, si è sviluppata un’ampia e diffusa campagna ideologica e propagandistica atta a dimostrare il carattere totale, globale e definitivo della sconfitta del socialismo avvenuta alla fine del secolo scorso, al fine di dipingere il capitalismo come l’ultimo ed insuperabile approdo della storia dell’umanità.

Ultimamente, si vanno dispiegando, a livello mondiale, ma particolarmente nei Paesi e fra i popoli che hanno vissuto l’esperienza del socialismo del XX secolo, tendenze e convincimenti molto diffusi che contestano tale assioma e tornano a valorizzare gli aspetti positivi e socialmente superiori del socialismo vissuto storicamente dai popoli, rispetto al capitalismo oggi imperante nel mondo.

Ciò è dato rilevare in base ai risultati di sempre più frequenti e diffusi sondaggi di opinione pubblica che permettono di registrare un sentimento radicato di nostalgia e di apprezzamento per il passato socialista di determinati Paesi, in comparazione con i problemi e i drammi sociali odierni provocati dal presente e recente passato del modello capitalistico vigente.

Si alimenta la speranza che da tali giudizi, fondati sulla comparazione storicamente vissuta di decine e centinaia di milioni di esseri umani, possa sorgere una nuova prospettiva di rivoluzioni socialiste guidate dai partiti comunisti che stanno rinascendo in molti Paesi, al fine di ribaltare gli equilibri socio-economici internazionali oggi caratterizzati dal predominio assoluto, al di là delle sempre presenti contraddizioni interimperialistiche, delle principali potenze imperialiste nella loro lotta per la spartizione dei mercati ed il dominio nel mondo, vera fonte di ingiustizie, disuguaglianze sociali, miseria e povertà, nonché di guerra strisciante e permanente.

Relativamente alla Romania, un rumeno su due, ritiene che si vivesse meglio durante il periodo socialista e, più recentemente, ben il 59% dei rumeni considera il comunismo una buona idea. Ugualmente, la maggioranza dei tedeschi dell’Est rimpiange la DDR  e la qualità della vita da essa espressa.

Nella Repubblica Ceca il Partito Comunista di Boemia e Moravia ha superato il 20% dei consensi, mentre in Slovacchia, il 66% delle persone sostiene che si vivesse meglio nel periodo di transizione socialista-comunista, mentre in Ungheria tale percentuale raggiunge il 62% ed in Bulgaria il 55%.

Ma il dato più eclatante e politicamente significativo, secondo un sondaggio del 2013, è quello che vede il 60% dei russi rimpiangere l’Unione Sovietica, mentre, la stessa figura di Stalin, risulta fra le più popolari di tutta la storia russa.

Ciò dimostra che non tutto è andato perso, nella memoria dei popoli, del bagaglio politico e culturale e delle realizzazioni economiche e sociali dei comunisti e che stanno maturando le condizioni obiettive per far rivivere nella realtà del mondo attuale la prospettiva della rivoluzione socialista come condizione per sconfiggere la borghesia e il capitalismo e creare un mondo nuovo fondato sulla giustizia sociale, il lavoro, la pace, e la libertà per tutti.

 

di Salvatore Catello, membro della Direzione Centrale

 

 

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