LA COSTRUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA. Lotte, radicamento, crescita militante ed elezioni.

03 maggio 2015 di

Quest’ultimo periodo, pieno di contraddizioni del sistema capitalistico in crisi, determina grossi sacrifici per la classe operaia e per larghissima parte del popolo.

La peculiare capacita’ del capitale di nascondere le proprie responsabilità tramite il molok informativo, mediatico e culturale rende difficile dispiegare la critica totale e la proposta di società socialista come unica reale uscita dalla crisi.

A questo serve la costruzione del Partito Comunista come strumento per rivoluzionare la società. Le basi ideali e teoriche per questa nostra intrapresa sono certamente adeguate, quello su cui fatichiamo e’ il complesso nodo della militanza, del radicamento nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, della presenza nelle lotte.

Stiamo facendo passi importanti sebbene ancora inadeguati rispetto ai compiti epocali che ci spettano.

Lo “stato dell’arte” e’ questo:

-una presenza nelle lotte e nelle vertenze dei lavoratori del settore privato ed in quelle del settore pubblico contro il governo Renzi e contro il ruolo collaborazionista del sindacalismo concertativo, in vista della costruzione di un largo fronte unitario dei lavoratori;

-il 25 Aprile ed il Primo Maggio con una presenza del Partito nel Paese con crescente attenzione e partecipazione. Dal riuscitissimo appuntamento internazionale di Milano coi Partiti e le Gioventu’ Comuniste d’Europa assieme ai compagni del Fronte della Gioventu’ Comunista, alle piazze di Parma, Torino, Portella della Ginestra, per ricordarne alcune;

-la raccolta delle firme per le elezioni amministrative che si terranno a fine maggio ha segnato anche qui una seria crescita anche se, il numero spropositato di firme per chi, come noi, si presentava autonomamente, non ci consentirà la presentazione ma, al contempo, abbiamo fatto conoscere il progetto arrivando ad avere nuove sezioni (in muratura), ad esempio tre nella sola Toscana; entrando in nuovi territori e conquistando nuovi compagni, come ad esempio in Campania, Umbria e Marche. Certo non abbiamo infangato le nostre bandiere nell’ottica di una poltroncina, come ha fatto il Pdci in Puglia, apparentato con Emiliano (anticomunista dichiarato) o il Prc in Veneto dove, in nome di una lista priva di nome e simbolo comunista,  per evitare la raccolta firme ha ottenuto la titolarità tramite il consigliere regionale della Lega Stefano Valdegamberi!

-saremo presenti col nostro nome e simbolo e indipendenti da altre liste, come previsto dai nostri documenti, nelle elezioni dei Comuni di Arezzo, Cava dei Tirreni e Carovigno per sperimentare particolari presenze territoriali.

Rammentiamo che la presenza elettorale ha senso solo per la propaganda delle nostre idee e del nostro progetto come in tutte le altre nostre azioni politiche; ne’ più, ne’ meno.

Questa crescita ci deve rendere ottimisti ma anche consci dei nostre carenze, per poterci migliorare, sempre nel massimo senso di responsabilità che ogni comunista deve avere, perché la costruzione della nostra organizzazione e’ questione seria e determinante.

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