1 MAGGIO. ALTRO CHE EXPO. LAVORO SICURO NON PRECARIO.

27 aprile 2015 di

Come ormai tutti sapranno, il prossimo 1 Maggio verrà inaugurato Expo 2015dal titolo:

“Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Si tratterà di una grande vetrina internazionale con 144 espositori, in cui l’Italia potrà esporre, di fronte al mondo intero, le proprie “eccellenze”…..

Essa sarà un’ottima occasione per il capitalismo italiano, che potrà mostrare, a tutti, come la sua classe lavoratrice sia diventata competitiva e si sia già collocata al pari di quella di molti altri paesi riuscendo così, ad offrire una vasta riserva di manodopera con bassi salari e senza alcun diritto.

Come denunciammo a tempo debito, ricordiamo che già nel Luglio 2013, venne concordata (con le parti sic!) la contrattazione calibrata su Expo 2015. Osservando nel merito, la contrattazione Expo 2015, funge chiaramente da funesto precursore del JobsAct.

Expo 2015, la grande abbuffata per la criminalità organizzata e per i soliti noti, si è definito come un utilissimo arnese per sferrare feroci colpi al mondo del lavoro, modificandone ogni canone prestabilito in precedenza. In più, con l’avvallo della Giunta milanese, il 20 Giugno scorso, si è  votato, silenziosamente la delibera n. 1266 che fa proprie le indicazioni della cd. Legge Brunetta. Ci riferiamo al lavoro volontario, quindi gratuito che verrà abbondantemente utilizzato e, probabilmente, gestito da improbabili cooperative, peraltro, fuori controllo, dove il padrone è “più padrone del padrone”. E tutto questo  in sostituzione di un indispensabile quanto mai necessario lavoro retribuito!

L’area a disposizione di Expo, equivale ad un territorio di circa un milione di metri quadrati, resa accessibile ad ogni sorta di operazione speculativa e nei confronti della quale non vi saranno limiti o vincoli alla sua devastazione. Si edificheranno funzioni residenziali e terziarie fino a circa 500 mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento di cui solo 30 mila saranno utilizzati per la residenza sociale. Le aree per le funzioni private saranno vendute ad imprese e società immobiliari attraverso lo strumento dell’asta pubblica e c’è da scommettere che finiranno nelle mani dei soliti noti. E la rendita fondiaria? Naturalmente aumenterà!

D’altro canto il sistema politico garantisce pienamente il rispetto delle “esigenze” dei capitalisti allontanando il pericolo che queste possano essere pregiudicate da indebite interferenze da parte dei cittadini e ancor meno dei lavoratori.

Per realizzare Expo2015 un territorio enorme è stato trasformato, modificato in modo irreversibile e, quindi, reso disponibile per un unico scopo:  generare profitti!

Migliaia di lavoratori assunti con contratti di lavoro che sempre più appaiono come versioni moderne della schiavitù e retribuiti con salari ai limiti della sopravvivenza e assunti al lavoro volontario, saranno garanzia di profitti enormi destinati a finire unicamente nelle tasche di padroni sempre più avidi.

Questi stessi lavoratori, ultimato ciò per cui saranno stati assunti, verranno poi gettati in mezzo alla strada senza esitazione e senza alcuna conseguenza per i padroni, che al contrario, potranno godere della tutela e della protezione di leggi che sanciscono la precarietà, le stesse leggi che  garantiscono loro, il massimo dei profitti con il minimo dei rischi.

“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema al centro di questa manifestazione. Ma sarebbe stato molto più corretto dire:  “Nutrire le multinazionali, Energia per il profitto”!

Infatti a farla da padrone in questa grande “esposizione universale” saranno le multinazionali, le grandi società legate alla produzione agroalimentare. Alla Fondazione Barilla è stato concesso di stendere il manifesto di Expo, vale a dire la cosiddetta “Carta di Milano”.

Insomma, si è affidato ad una multinazionale dell’industria agro-alimentare il compito di dirci cosa si deve fare per sottrarre più di un miliardo di persone ai morsi della fame, suggellando il tutto con

l’ inserimento nella nostra Costituzione di un articolo ad hoc, citante  il diritto al cibo per tutti e tutte!

Come se, inserire un articoletto in Costituzione, possa risolvere la fame nel mondo….specialmente in una Costituzione come quella italiana completamente disattesa!

“Expo Milano 2015 sarà il luogo d’elezione per il confronto sui temi dell’agricoltura, dello sviluppo sostenibile, della lotta contro la fame per il benessere comune.

Le parole chiave di questo viaggio sono innovazione, risparmio energetico, rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali. (…) servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse”.

Secondo questa idilliaca immagine le multinazionali del settore agroalimentare sarebbero la soluzione ai problemi della fame nel mondo. Peccato però che l’unico scopo che spinge e guida queste stesse multinazionali sia sempre e solo uno: il profitto!

Non è la mancanza di cibo la causa della fame nel modo, in realtà le risorse alimentari sono più che sufficienti a sfamare la popolazione mondiale, fermo restando che  ci sia una equa distribuzione !

Ma cosa impedisce una equa distribuzione delle risorse alimentari? Il fatto che in questa società, ovvero nel capitalismo, anche le risorse alimentari sono una merce e l’unico modo in cui una merce può generare profitto è che non vi sia una sua “equa distribuzione”.

Per poter fare profitti, le multinazionali hanno bisogno che vi sia una parte della popolazione mondiale ridotta alla fame, hanno bisogno di regolare le produzioni non sulla base della necessità di sfamare i popoli, bensì sulla necessità di mantenere i prezzi elevati, riducendo, così, il più possibile i costi di produzione.

Le multinazionali con Expo, non faranno beneficenza…. Il lavoro  sarà sempre più un  privilegio per pochi, da accettare  cedendo in  diritti e garanzie, mentre l’esercito industriale di riserva che il capitalismo utilizza, ancor più maggiormente nella sua fase suprema e di espansione dei mercati, diventa, di giorno in giorno sempre più vasto.

Ma anche il sistema di corruzione che è emerso nella realizzazione di Expo2015 non è un’eccezione  o un “incidente di percorso” del capitalismo, ma la sua essenza. Il sistema capitalista è per sua natura predatorio, per questo si sviluppa anche al di fuori della stessa legalità borghese che non rappresenta altro che lo strumento di affermazione dei settori più forti della borghesia.

Il primo Maggio è tradizionalmente la giornate dei lavoratori.

Il 1 Maggio deve caratterizzarsi con la cifra principale dei comunisti, corrispondente al conflitto capitale/lavoro e la scelta dell’inaugurazione di Expo 2015, nel giorno del 1 Maggio, suona come la chiara ed ennesima dichiarazione di guerra nei confronti dei lavoratori tutti.

Per tutto ciò, per noi, Expo non riuscirà a cancellare il primo Maggio, non riuscirà a cancellare la lotta per il lavoro che proseguirà, nonostante lor signori.

Per tutto ciò, saremo  solidali coi lavoratori della Scala, costretti, sotto ricatto, a rappresentare la Turandot.

Per tutto ciò saremo solidali con le migliaia di lavoratori che, il 1° maggio 2015 , saranno costretti a lavorare , alla faccia  di tutte le varie  norme e le varie sentenze…..

Viva il 1 maggio!

Viva i lavoratori!

Partito Comunista Milano

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