No alle politiche migratorie assassine dell’UE! Dichiarazione congiunta.

26 aprile 2015 di

Su iniziativa del  KKE, i partiti comunisti dei 4 paesi europei del Mediterraneo , che ricevono le maggiori ondate di profughi e immigrati, denunciano la linea politica dell’UE e puntualizzano le cause del problema, così come la direzione della lotta dei comunisti su questo tema. La dichiarazione comune è la seguente:

Di fronte all’indicibile tragedia che si sviluppa nei mari dei nostri paesi in relazione ai rifugiati e immigrati, il KKE, il PC (Italia), il PCM e il PCPE vogliono sottolineare quanto segue:

L’attuale tragedia ha un nome: è la linea politica dell’UE e di altri paesi, come gli USA, responsabile delle guerre nel Mediterraneo Orientale, Medio Oriente e Nord Africa. Questa tragedia fonda la sua radice nel sistema capitalista stesso, che genera povertà, sfruttamento di classe e oppressione della classe operaia e dei popoli da parte di regimi reazionari, così come l’acutizzazione delle contraddizioni imperialiste che causano guerre e interventi imperialisti.

Le guerre e gli interventi imperialisti realizzati in Siria, Libia, Iraq, Mali e in altri paesi del Medio Oriente e Africa hanno un profondo impatto sui popoli di questi paesi, che sono costretti a rischiare le loro vite per spostarsi in altre aree.

Non si può risolvere il problema delle ondate migratorie senza affrontare le cause che lo creano. Le “recinzioni”, il Frontex, e le altre misure repressive servono solo a incrementare il numero di morti e i prezzi dei trafficanti di schiavi.

I governi del denominato “Sud” europeo, che siano di “destra” o di “sinistra”, hanno una enorme responsabilità, dato che partecipano a questo crimine e ai piani imperialisti della NATO e l’UE.

Noi lottiamo per farsì che si mettano in pratica misure di soccorso e che i governi garantiscano forme immediate di centri di accoglienza temporanei degni per i rifugiati e che li forniscano di documentazione per poter viaggiare nei loro veri paesi di destinazione. Dobbiamo sfidare i Regolamenti di Dublino e il Trattato di Schengen.

Infine, vogliamo sottolineare che questa questione non può esser affrontata separatamente dalle sue cause. È necessario rafforzare la lotta dei nostri popoli contro gli interventi imperialisti dell’UE e della NATO, contro lo stesso sistema capitalista marcio.

22 Aprile 2015

 

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