NO ALLA CONTRO PIATTAFORMA DI FINCANTIERI! INTENSIFICARE LA LOTTA FINO ALLA VITTORIA!

05 aprile 2015 di

 Lavoratrici e lavoratori,

 Fincantieri ha lanciato il più duro attacco ai diritti del lavoro da oltre un trentennio. La logica del Gruppo è chiara: riduzione progressiva dei diritti, aumento dell’autoritarismo aziendale, aumento della precarietà e sensibile peggioramento delle tutele salariai e della sicurezza.

La protervia di Fincantieri – che avviene in continuità con il clima politico che mira a far pagare la crisi in atto ai lavoratori, come ben evidenziato dai provvedimenti del governo Renzi, il Jobs Act in primis -, punta ad instaurare un sistema di massimo sfruttamento all’interno dei suoi cantieri e delle sedi collegate, con l’obbiettivo della progressiva privatizzazione della cantieristica italiana.

Pertanto, le provocazioni gettate sul tavolo della trattativa sindacale per il rinnovo del integrativo del Gruppo, come il taglio dei premi di produzione, le mezze ore di lavoro gratis o il microchip negli scarponi dei dipendenti, non sono trovate tattiche, ma una vera è propria contro piattaforma: l’espressione reale del livore e dell’arroganza in cui la dirigenza aziendale intende porre i rapporti sindacali in Fincantieri, sottomettendo a questa logica gli operai, gli impiegati ed i tecnici dipendenti diretti e dell’indotto.

In questo senso, il pacchetto di ore di sciopero previsto da FIM, FIOM e UILM in risposta a Fincantieri, davanti a questo scenario ed a tanta tracotanza aziendale, appare del tutto insufficiente, frutto di una stagione di moderazionesindacale che tanti danni ha prodotto ed ancora produce agli interessi della classe operaia italiana, occorre, invece, intensificare la lotta in modo da fermare l’arroganza di Fincantieri, ma allo stesso tempo è ormai urgente innalzare il livello di conflittualità per rimettere in discussione tutta la linea di politica industriale del Gruppo, a cominciare dal fatto che lo stesso rimanga patrimonio pubblico con la garanzia della sua integrità, da Nord a Sud del nostro Paese.

Lavoratrici e lavoratori,

- E’ maturo il tempo in cui tutte/i – dipendenti diretti e dell’indotto -, abbiano gli stessi diritti e godano delle stesse tutele a partire da quelle salariali.

- Va preteso un regime d’appalti trasparente, che progressivamente sia assorbito nel sistema aziendale di di Fincantieri, senza ulteriori ricorso all’esternalizzazione di segmenti della linea di produzione e dei servizi.

- Va ripresa in mano dei lavoratori l’organizzazione del lavoro, cancellando il 6×6, ripristinando turnazioni e sistemi organizzativi che mirino alla qualità della vita dentro e fuori alle sedi di lavoro.

- Va richiesta una politica d’investimenti produttivi e di tutela della salute.

- Va proclamata l’autoconvocazione delle assemblee di operai, impiegati e tecnici che vincolino le organizzazioni sindacali a una gestione della vertenza adeguata al livello dello scontro in atto, rompendo definitivamente con la linea di compromesso in esse finora prevalente.

Va rivendicato il commissariamento dell’attuale gruppo dirigente di Fincantieri, fino alla messa sotto

controllo operaio dell’intero Gruppo.

COMITATI REGIONALI DEL PARTITO COMUNISTA DEL VENETO E DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

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