Lettera di Fidel Castro sull’incontro coi 5 eroi.

04 marzo 2015 di

(nella foto) Incontro del segretario Rizzo e del responsabile per le Americhe Costanzi con la nuova ambasciatrice di Cuba in Italia, la compagna Alba Beatriz Soto Pimentel, a cui vanno tutti i nostri auguri militanti.

….Li ho ricevuti sabato 28 febbraio, 73 ore dopo che avevano toccato la terra cubana. Tre di loro avevano consumato 15 lunghi anni, nel pieno della loro gioventú, respirando l’aria umida, maleodorante e ripugnante dei sotterranei delle prigioni yanquis, dopo essere stati condannati da giudici corruttibilli. Gli altri due, che cercavano anch’essi di impedire i piani criminali dell’impero contro la loro Patria, furono condannati a vari anni di carcere brutale.

Gli stessi organismi investigativi, estranei totalmente al piú elementare senso della giustizia, parteciparono alla disumana partita di caccia.

I servizi cubani non aveva assolutamente bisogno di seguire movimenti di nessun installazione militare degli Stati Uniti, perché potevano osservare dallo spazio tutto ció che si muoveva sopra il nostro pianeta attraverso la Base di Esplorazione Radioelettrica “Lourdes”, a sud della capitale di Cuba. Quesdto centro era capace di rilevare qualsiasi oggetto che si muovesse a migliaia di miglia dal nostro paese.

I Cinque Eroi antiterroristi, che non hanno arrecato alcun danno agli Stati Uniti, cercavano di prevenire ed impedire atti di terrorismo contro il nostro popolo, organizzato dagli organi dei servizi nordamericani che l’opinione pubblica mondiale conosce anche troppo bene.

Nessuno dei Cinque Eroi ha eseguito il proprio compito in cerca di applausi, di premi o di gloria. Hanno ricevuto i loro titoli d’onore perché non li hanno cercati. Essi, le loro mogli, i loro genitori, i loro figli e fratelli, i loro concittadini, tutti noi abbiamo il legittimo diritto a sentirci orgogliosi.

Nel luglio del 1953, quando attaccammo la caserma Monada, io avevo 26 anni e molto meno esperienza di quella che loro hanno dimostrato. Se si trovavano negli Stati Uniti non era per arrecare danno a quel paese, o per vendicarsi dei crimini che lí venivano organizzati, con la fornitura di esplosivo, contro il nostro paese. Cercare di impedirli era assolutamente legittimo.

La cosa principale al loro arrivo era salutare i propri familiari, gli amici ed il popolo, senza trascurare un solo minuto lo stato di salute e procedere ad un rigoroso controllo medico.

Pero ore ieri sono stato felice. Ho ascoltato racconti meravigliosi di eroismo del gruppo capeggiato da Gerardo e assecondato da tutti, compreso il pittore e poeta che conobbi mentre costruiva una delle sue opere nell’aerodromo di Santiago di Cuba. E le moglie? I figli e le figlie? Le sorelle e le madri? Non  li aspettano? Bisogna celebrare il ritorno e l’allegria conla famiglia!

Ieri, volevo immediatamente conversare con i Cinque Eroi. Per cinque ore é stato quello il tema. Da ieri, fortunatamente, dispongo del tempo sufficiente per chiedere loro di investire una parte del loro immenso prestigio in qualcosa che sará estremamente utili al nostro popolo.

Fidel Castro Ruz

1 marzo 2015

Ore 22.12

 

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