GRECIA: ALTRO CHE IL SOCIALDEMOCRATICO TSIPRAS. NOI STIAMO COL PARTITO COMUNISTA DI GRECIA-KKE. Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista.

06 gennaio 2015 di

Le altalenanti sorti delle borse portano spesso all’attenzione dell’opinione pubblica il destino della piccola Grecia (meno del 2% del PIL della UE), dove, in una sorta di gioco delle parti, la severissima Troika (ed i veri poteri del capitalismo internazionale) pare cerchino di metter in mora l’enfant prodige della novella sinistra Tsipras. Se vincerà, come è anche probabile che sia,  le prossime elezioni politiche potrebbe dipanarsi una situazione di “non ritorno” pare esser il monito dei potentati di Bruxelles, e da qui a seguire tutta una serie di manovre e pressioni sull’elettorato greco. Ma è davvero così? Il capitalismo, come insegna la vicenda di Allende, quando si da davvero noia ti fa fuori direttamente. E quindi? Non vogliamo qui stare a raccontare come già nelle doppie elezioni politiche del 2012 i media greci, e poi quelli internazionali (dove inequivocabilmente governa l’interesse di banche e grande capitale), hanno tirato la volata a questo ambizioso ragazzotto (che in totale simmetria con quello che capita da noi con Renzi-PD in Italia) riusciva da una parte a “scalare” dall’esterno il patrimonio di voti del corrotto Pasok (è interessante vedere l’entrata “militante” dei peggiori sindacalisti del Pireo in transito dal partito di Papandreu a Syriza) e dall’altra a ‘capitalizzare’ lo scippo di consenso della larga mobilitazione popolare alla crisi promossa principalmente dal PAME (il sindacato comunista) e dal KKE. Vogliamo solamente affermare (con certezza di non esser smentiti) che Tsipras non è quello che si vuol far vedere. Non ha alcuna intenzione di battersi (nè di uscire) contro la UE e la NATO (gli basta solo un piccolissimo “scalpo” elettorale, si ricordi in tal senso la proposta di legge sulle “35 ore” nella trattativa tra Bertinotti e Prodi), ma nulla che vada davvero a scalfire il nocciolo del potere di Bruxelles sui popoli d’Europa. Ha invece una idea di riformismo keinesiano totalmente inefficace a fermare il precipizio in cui sta calando la stragrande maggioranza della popolazione greca. Non sarà stato per caso che infatti proprio nel 2012 il succitato Tsipras abbia preso frenetici contatti sia con l’ambasciata americana ad Atene che con la Commissione UE a Bruxelles, ma che, ancor di più oggi, i rapporti tra Tsipras e l’ establishment UE si stiano intensificando nel trovare la ‘quadratura del cerchio’.In sostanza, su Tsipras “tanto rumore per nulla” o meglio tanto clamore per disorientare la popolazione greca dal prendere in mano il proprio destino capendo che l’unica soluzione alla crisi è la lotta di classe generalizzata nella prospettiva del Socialismo-Comunismo quale unica reale alternativa. Il copione peraltro si sta ripetendo in altre parti d’Europa, ad esempio con Podemos in Spagna o, in forme diverse, in Italia col Movimento 5 stelle. Giuste proteste, enormi potenziali di passione politica spinti sui “binari morti” di movimenti ideologicamente eclettici e certo non sinceramente alternativi al capitalismo . Persino Papa Francesco si è accorto che tutto il marcio che c’è nel mondo è dovuto allo ‘sfruttamento dell’uomo sull’uomo’. Chi non capisce o non vuole vedere questa centralità è destinato a non cambiare nulla. Per questi motivi la nostra organizzazione politica, il Partito Comunista che stiamo costruendo, può affermare con certezza che in Grecia NON STIAMO E NON STAREMO con TSIPRAS, bensì col nostro PARTITO FRATELLO, il PARTITO COMUNISTA DI GRECIA – KKE.

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