Lettera aperta sulla abolizione dei segretari comunali.

29 luglio 2014 di

Ospitiamo questa lettera aperta contro l’abolizione dei segretari comunali perchè vogliamo denunciare i processi di drastica riduzione dei diritti dei lavoratori e di proletarizzazione del ceto modio. Costruire il Fronte Unitario dei Lavoratori, unica soluzione il Socialismo-Comunismo

I 3500 segretari comunali e provinciali attualmente in servizio in Italia, non accettano di subire passivamente un licenziamento senza giusta causa e fanno appello a tutte le Autorità in indirizzo affinché intervengano a difesa della figura del segretario comunale e, in ogni caso, dei diritti di lavoratori.

1) Il segretario comunale è da sempre una figura di garanzia per la conformità dell’azione amministrativa degli enti locali alle leggi e regolamenti ed è da sempre il primo collaboratore del sindaco e del presidente della provincia. Di recente il ruolo di garanzia dei segretari comunali è stato rafforzato, ponendo in capo agli stessi la responsabilità del sistema dei controlli interni e delle misure per la prevenzione della corruzione. I segretari comunali hanno assunto questi nuovi gravosi compiti con spirito di servizio e senso di responsabilità, convinti che queste competenze si connaturassero al proprio ruolo all’interno dei Comuni.

Il nostro lavoro, sinteticamente, consiste da sempre nel fare in modo che l’ente locale, con i mezzi che ha a propria disposizione e nel rispetto della normativa vigente, possa realizzare al meglio il programma politico amministrativo degli amministratori eletti.

2) L’attuale Governo ritiene che il segretario comunale sia una figura da abolire. L’intenzione è stata dapprima preannunciata nella conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile, poi smentita da una dichiarazione del Ministro Madia ( anche a seguito delle numerose voci contrarie levatesi tra gli amministratori comunali) , ed ora ufficializzata nello schema di ddl della riforma PA diffuso in rete.

E’ ormai chiara la volontà precisa del Governo di abolire i segretari comunali e, contemporaneamente, di lasciare agli amministratori la libertà di attribuire incarichi a soggetti che siano di loro gradimento con buona pace della meritocrazia e del fatto che si accede alla Pubblica Amministrazione mediante concorsi pubblici.

Siamo di fronte ad un disegno che, di fatto, modifica pesantemente la nostra Costituzione abrogando o modificando gli artt.97 e 98 che si basano sui principi del buon andamento ed imparzialità della Pubblica Amministrazione.

3) La abolizione della figura del segretario comunale, la mancata previsione di una figura con le sue competenze nei Comuni in cui sono presenti i dirigenti, la mera facoltà per i Comuni privi di dirigenti di nominare, quale “dirigente apicale” (?), un qualsivoglia dirigente iscritto al ruolo dei dirigenti degli enti locali, presuppone che “tutti” i dirigenti degli enti locali siano “per loro natura” in grado di svolgere da subito e con tutta la necessaria competenza le funzioni che fino ad oggi hanno svolto solo i segretari comunali.

Si ignora che i segretari comunali accedono all’impiego e progrediscono in carriera (dai Comuni più piccoli ai Comuni più grandi),  attraverso concorsi severi che richiedono un alto livello di conoscenza del diritto amministrativo e anche del diritto civile, finanziario e penale, che crescono professionalmente con una dura gavetta negli enti locali di minori dimensioni e che non a caso non sono mai stati dirigenti dei Comuni ma dello Stato.

Inserire i segretari comunali in una sezione ad esaurimento del ruolo dei dirigenti (che peraltro congela i segretari di fascia C, che pure una selezione dura ed impegnativa hanno superato) significa gettare alle ortiche professionalità, ruoli e funzioni di indubbio valore per le autonomie locali e creare le condizioni perché 3.500 lavoratori formati e selezionati per questo delicato ruolo di cerniera tra politica e gestione, possano trovarsi senza lavoro. Riteniamo purtroppo  si tratti solo di un “espediente” per non farsi carico delle tutele e delle garanzie dovute a tutti i lavoratori che vengono licenziati per una scelta politica e, quindi, senza alcuna loro responsabilità.

Di fronte a questo disegno di inaudita violenza nei loro confronti, i segretari comunali rivendicano convinti ed a testa alta,

a) il fatto che il loro lavoro sia ancora oggi utile e necessario alle autonomie locali e, quindi, la necessità che la figura del segretario comunale non solo non venga abolita ma che venga riformata per consentire l’effettivo svolgimento delle proprie funzioni.

b) che, in ogni caso non si possa procedere al licenziamento in massa di una categoria di lavoratori senza prevedere alcuna forma di tutela e garanzia dei loro più elementari diritti.

In virtù di quanto sopra, facciamo appello ai Sindaci, all’Anci, ai Parlamentari, al Ministro degli Interni,  affinché nell’interesse degli enti locali e della Nazione facciano sentire la loro voce a difesa della figura del segretario comunale che, non solo non va abolita,  ma va rinforzata per rendere effettivamente possibile lo svolgimento dei compiti affidati.

Ove, poi, il disegno del Governo attuale dovesse prevalere con l’abolizione definitiva della figura del segretario comunale, facciamo appello a tutti i Parlamentari affinché si ricordino che i segretari comunali sono lavoratori come tutti gli altri e non possono essere licenziati su due piedi senza garantire loro diritti e tutele, come per tutti gli altri lavoratori.

Non possiamo certo impedire che l’attuale Governo decida effettivamente l’abolizione della figura del segretario comunale, ma in tal caso, e poiché siamo convinti di essere cittadini ancora in uno Stato di diritto, saremo pronti e determinatissimi a tutelare tutti i nostri diritti di lavoratori fino alle più estreme conseguenze e con il supporto ed il sostegno di tutti coloro che lo riterranno utile ed opportuno.

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