Dichiarazione dell’INIZIATIVA contro l’anticomunismo, la messa al bando dei partiti comunisti e dei loro simboli

27 marzo 2014 di

14/03/2114

Le vicende e fatti storici devono essere valutati sulla base dell’esperienza storica, col criterio della lotta e degli interessi dei lavoratori.

Dagli anni Novanta assistiamo alla continua falsificazione della storia. La volgare e intellettuale ondata di anticomunismo che ossessiona l’Europa sta tentando di screditare il contributo storico del socialismo in Unione sovietica e negli altri paesi socialisti. Questa campagna è in incessante aumento, proporzionalmente al continuo peggioramento del tenore di vita della maggioranza della popolazione dei paesi dell’Unione europea.

La “INIZIATIVA dei Partiti comunisti e operai per lo studio, lo sviluppo delle questioni europee e il coordinamento delle loro attività” denuncia l’immoralità degli argomenti delle forze anticomuniste, che oggi hanno il potere e il controllo dei meccanismi di propaganda.

1. Le modifiche del codice penale approvate dai parlamenti di alcuni paesi ex socialisti dell’Ue sono una continuazione dell’offensiva ideologico-politica della classe dominante per imporre i propri interessi.

2. La modifica del codice penale si basa sulle prevalenti teorie del totalitarismo, tracciate durante il XX secolo negli Stati uniti come arma ideologica nella lotta contro l’Unione sovietica, contro il socialismo. Esse stabiliscono un parallelismo tra nazismo e comunismo. Quella del totalitarismo è divenuta l’ideologia ufficiale dell’Unione europea e dei governi di molti stati membri, come di quelli di altri stati capitalisti. Il fine della legislazione anticomunista è il rafforzamento della dittatura del capitale. I sostenitori del sistema sono consapevoli del fatto che la maggioranza dei lavoratori non ha un’opinione positiva sul sistema, e si concentrano quindi sull’indottrinamento, la manipolazione e l’intimidazione dei popoli. L’obiettivo è la criminalizzazione della lotta per il socialismo, la vera alternativa al capitalismo, in modo che le persone siano intimidite e rinuncino alla lotta per l’abolizione dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo.

3. L’intensificazione dell’offensiva anti-comunista nel suo complesso e in particolare nei paesi ex socialisti, con il divieto dei simboli comunisti, è cresciuta durante la crisi del capitalismo, peggiorando la situazione della classe operaia, disilludendo gli strati popolari e accentuando la paura e l’insicurezza per il futuro. Caratteristico è il caso dell’Ucraina, dove Stati uniti e Unione europea sostengono un governo a cui partecipano anche i partiti fascisti. Denunciamo l’anticomunismo e gli atti di vandalismo contro i monumenti di Lenin e gli altri monumenti antifascisti. Condanniamo i piani per vietare il Partito comunista e l’ideologia comunista in Ucraina.

La campagna anticomunista ha anche esempi concreti in altri paesi europei, dove è portata avanti con meccanismi giuridici incentratati sull’impedimento delle attività dei Partiti comunisti e operai, con una campagna ideologica volta a screditare la lotta per il socialismo, mostrando quindi la paura della classe dirigente circa la possibilità di una crescita dell’azione rivoluzionaria tra le masse lavoratrici.

L’offensiva anticomunista va anche di pari passo con l’aumento dell’aggressività imperialista e tenta di ostacolare la lotta dei comunisti contro la guerra e gli interventi imperialisti di Usa, Nato ed UE dalle dolorose conseguenze per i popoli.

4. Dentro tali sviluppi si segnalano la crescita delle forze del fascismo ed il rafforzamento delle tendenze filo-fasciste, il razzismo, la xenofobia e il militarismo. Il capitalismo è la matrice del fascismo, il suo strumento contro la lotta del movimento operaio e comunista.

5. La modifica del codice penale rappresenta un supporto legale per i processi e gli interventi politici che ostacolano la ricerca storica oggettiva, pregiudicando le sue conclusioni e utilizzandole per calunniare socialismo.

La “INIZIATIVA dei Partiti Comunisti e Operai d’Europa ” invita i lavoratori ad una maggiore resistenza contro la persecuzione e la messa fuori legge dei partiti comunisti e operai e dei loro simboli, per abolire nella pratica ogni misura anticomunista. La lotta della classe operaia deve considerare quest’azione come una priorità, in quanto la campagna anticomunista cerca di impedire sempre più il raggiungimento dell’obiettivo finale di emancipazione di tutti gli sfruttati. Portiamo avanti la nostra lotta nonostante queste leggi anticomuniste. I loro argomenti sono deboli, si sgretolano e possiamo combatterli con decisione in una lotta comune insieme alle forze popolari.

Iniziativa dei Partiti comunisti e operai d’Europa | initiative-cwpe.org

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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