C’ERA UNA VOLTA LA CGIL…Cronache dal congresso-Comunicato del coordinamento nazionale del documento “il sindacato è un’altra cosa”.

19 marzo 2014 di

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I  dati  ufficiosi  della  partecipazione  al voto non hanno riscontro con quanto da noi verificato empiricamente: oltre 650.000 voti non hanno giustificazione.

Per questo non certificheremo i risultati finali.

Visto che ‐ incredibilmente ‐ a congressi provinciali già conclusi, in tutta Italia, mancano ancora i risultati nazionali, diamo noi i nostri risultati elaborati da dati ufficiali che rappresentano oltre il 97%
del corpo elettorale della CGIL.

Dai  dati  delle  commissioni  di  garanzia  territoriali  e  regionali  emerge  che  la partecipazione  segnerebbe  soltanto  una leggera flessione  rispetto  al  precedente  congresso, mentre noi abbiamo  registrato,  quasi  ovunque  siamo  stati  presenti, una forte caduta rispetto al 2010: secondo i nostri calcoli  ci sono almeno 650.000 voti non giustificati e non giustificabili.

Per  queste ragioni i nostri  rappresentanti nelle  commissioni di garanzia congressuali ai vari  livelli hanno deciso, salvo eccezioni,  di  non  certificare  i  risultati  congressuali e per questo, se  non  vi saranno novità positive, non verranno certificati neppure da noi a livello nazionale.

Questo sarà il primo congresso della CGIL con una certificazione dei risultati decisa a maggioranza.

LA PARTECIPAZIONE AL VOTO

La  CGIL  ha  oltre  5.700.000  iscritti  e  iscritte,  ma  di  questi  oltre  1  milione  non  è  stato  raggiunto  dal  congresso.

Sottolineiamo  la  gravità  di  questo  fatto,  come  se  in  intere  regioni  del  paesealle  elezioni politiche  non  fossero  stati  neppure aperti i seggi.

La  platea  formalmente  coinvolta  è  di  circa  4.680.000  iscritti,  tra  questi  cioè  si  è  svolto  formalmente  il  congresso.

Attualmente i votanti registrati sono 1.555.700, potrebbero alla fine essere oltre
1.600.000.

I congressi si sono svolti in molti casi senza permettere alla minoranza di esercitare
i suoi diritti, in diversi casi si sono  rilevate  sopraffazioni  e  violazioni  che  sono
state  denunciate  e  che  le  commissioni  di  garanzia  quasi  sempre  hanno  respinto  con  assurde  motivazioni procedurali;  a  volte,  addirittura,  senza  neanche  motivare.  Ci sono casi scandalosi che non  intendiamo  lasciar  cadere. Per questo stiamo raccogliendo un dossier che cresce e che renderemo pubblico nella sua versione completa al congresso nazionale della CGIL.

Oltre  le  diffuse  violazioni  rilevate,  emerge però un dato di grande importanza e che colpisce l’intera  attendibilità  dei risultati:  la  differenza  enorme  di  partecipazione  al  voto  tra i congressi  dove  entrambi  i  relatori  dei  due documenti erano presente e quelli dove era presente soltanto la maggioranza.

Dai  dati  che  abbiamo  raccolto,  i  relatori  del  documento  2  hanno  partecipato  a  circa  il  15%  delle  assemblee  di  base,  per una platea congressuale di riferimento di circa 1.053.000 iscritti, pari al
22,5% della platea complessiva. In queste assemblee  la  media  dei  votanti  è stata  pari  al  19,3%  degli  aventi  diritto  per  un  totale  di  circa 203.300  iscritti.  Tra questi ci sono anche quelli  con procedure che noi  abbiamo subìto, con numerosissimi seggi in cui si è votato nelle 48 ore successive allo svolgimento delle assemblee.

Invece nel restante 85% dei congressi di base, quelli dove non abbiamo partecipato, il
tasso di partecipazione al voto quasi si raddoppia. Infatti – secondo i dati ufficializzati dalle commissioni di garanzia territoriali e regionali – in queste assemblee,dove sono stati coinvoltioltre  3.629.000  iscritti,  avrebbero  votato  1.352.354  iscritti,  più  del  37%  degli  aventi diritto.  Questo  raddoppio  della  partecipazione  media al voto non ha nessuna giustificazione di  categoria,  di condizione  o  di  territorio,  ma  ha  come  unico  punto  unificante il fatto che si  verifica  laddove  non  c’è  la  presenza  e  il  controllo  della  minoranza  nello  svolgimento congressuale.  L’aumento  ingiustificato  e  ingiustificabile  dei  votanti  dove  noi non  ci siamoavviene,  certo,  in  misura  molto  diversa  a  seconda  della  categoria  e  del  territorio,  ma avviene  ovunque  e  dà  appunto  come  risultato  medio  quel  raddoppio  dei  votanti  che emerge  come  dato  assurdo.  Anche perché  come  minoranza, non avendo potuto o essendoci stato impedito di partecipare a tutti i congressi,abbiamo scelto di concentrare le nostre forze nelle realtà meglio
organizzate e più sindacalizzate.

Paradossalmente dalla fotografia  dei  dati  ufficiali  emerge  un  ribaltamento  della  geografia politica  normalmente usata  in  CGIL:  le  categorie  più  precarie,  che  lamentano  più dispersione  e  difficoltà,  i  territori  più  deboli  hanno un più  alto tasso di votanti delle realtà tradizionalmente più forti!

Cosa  sarebbe  successo  se nei  congressi  dove  non  siamo  stati  presenti  avesse  votato  la stessa  percentuale  degli altri congressi? Avrebbero  votato  700.400  iscritti  invece degli oltre 1.352.700. Questo significa che, al netto di tutte le altre nostre
contestazioni, ci sono circa 652.000 votanti che non hanno spiegazione e giustificazione
statisticamente significativa.

Va  detto  che  abbiamo  chiesto  di  verificare  questa  non  attendibilità  dei  dati  in  tutte  le sedi  e  che  ovunque  questa verifica  ci  è  stata  negata  a  maggioranza  dalle  commissioni  digaranzia,  che  si  sono  perfino  rifiutate  di  ufficializzare  il  dato  della  differenza  di partecipazione  al  voto  tra  i  congressi  dove  eravamo  presenti  e  quelli  dove  eravamo assenti,dato  chiaramente  riscontrabile  dai  verbali  congressuali.  Nessuna  verifica  dei verbali  è  stata  possibile  laddove abbiamo denunciato il rigonfiamento enorme dei voti.

I CONSENSI VERI ALLE DUE MOZIONI

Il  nostro  documento  ha  finora  raggiunto  quasi  42.000  voti,  raccolti  e  certificati  uno  peruno.  Ma  quanti  sono  i  voti  al  documento  della  maggioranza?  Secondo  i  dati  ufficiosi sarebbero  oltre  1.500.000.  Sulla  base  di  questi  dati la  percentuale finale del documento “Il sindacato è un’altra cosa” sarebbe del 2,7%.

Tuttavia,  se  scomponiamo  i  voti  tra  quelli  dei  congressi  dove  siamo  stati  presenti  e quelli  dove  siamo  stati  assenti,  emerge  che  la  quasi  totalità  dei  voti  del  documento  2  è stata  raccolta dove era effettivamente presente un nostro relatore, circa 40.000 su 42.000 voti.

Come abbiamo visto in questi congressi hanno votato poco più di 200.000 iscritti,
quindi,tenendo conto di bianche e  nulle,  la  percentuale  del  nostro  documento  è  circa  del  19,6%.  Ricordiamo  che  in  molti  congressi  di  grandi  e  significative  realtà  il  nostro  documento  è risultato  maggioritario  come,  soltanto  per  fare  alcuni  esempi,  alla  Same,  alla  Piaggio,  al Corriere  della  Sera,  negli  stabilimenti  Fiat  di  Atessa  e  di  Termoli,  alle  Meccaniche  di  Mirafiori, all’ospedale S.Orsola di Bologna, in Tiscali a Cagliari, in Fincantieri a Napoli,
ai musei di Venezia.

Sugli  altri  1.352.000  votanti  nei  congressi  senza  controllo,  abbiamo  preso  poco  meno  di2.000  voti,  pari  allo  0,15%!

Certo  è  singolare  questo  dato  schizofrenico:  da  un  lato  percentuali  di  consenso  sorprendenti,  dall’altro,  guarda  caso nelle assemblee in cui nessun rappresentante del documento 2 era presente,
percentuali da prefisso telefonico.

Basta però estendere a tutti i votanti la percentuale di partecipazione  da noi effettivamente
riscontrata nei congressi  cui  abbiamo  partecipato  e  le  cose  cambiano.  Se  infatti  ci  fosse  stata  ovunque  quella  stessa  percentuale  media  di  partecipazione,  pari  al  19,3%,  che,  lo  ripetiamo,  tiene  già  conto  delle  differenze  di  categoria  e  territoriali,  i  votanti complessivisarebbero  stati  circa  903.700,  sui  quali  la  nostra  percentuale, pur tenendo conto dell’assurdità  dei neanche 2.000 voti raccolti nella grande maggioranza dei congressi dove non
siamo stati, sarebbe stata del 4,6%

GLI EMENDAMENTI

Allo stato attuale non esiste alcun dato nazionale riassuntivo del voto agli
emendamenti all’internodel documento di maggioranza e neppure un riscontro sulla
partecipazione al voto di essi tra gli iscritti. Sappiamo che sono stati votati,  ma non
sappiamo dove e quanto.

CONCLUSIONI

Ci  sono  circa  652.000  voti  privi  di  alcuna  giustificazione  che,  se  verrà  confermato  il rifiuto  della  maggioranza  di  procedere a qualsiasi verifica, non possiamo che considerare falsi. Il  nostro  documento  senza  questi  voti  sfiora  il  5%  su  tutta  la  CGIL,  ma  raggiunge il  quasi  il  20  %  nei  congressi  dove  abbiamo  potuto  essere  presenti  e  controllare il voto. Se  si  considera  che  questi  congressi  sono  meno  di  un  quarto  della  platea  totale,  si intuiscono  le  potenzialità  che  il  documento  esprime  e  quale  sarebbe  stato  l’esito  del congresso  se ovunque ci fossero state democrazia, trasparenza e parità di condizioni.

L’assenza  di  queste  tre  condizioni  nel  percorso  congressuale  ci  porta  quindi  a  non riconoscere  i  risultati  del  voto  con  la  certificazione  e  a  considerare  ancora  una  volta decisiva  la  lotta  per  la  riforma  democratica  della  CGIL  e  di  tutto  il  sindacato.

È  ovvio  che  alla  luce  di  questa  esperienza  la  consultazione  decisa  dal  direttivo nazionale sul  Testo  Unico  sulla  rappresentanza,  che  ha  ancora  minori  regole  di  trasparenza  e democrazia  del  congresso,  per  noi  non  ha  alcuna  credibilità e validità.

Il coordinamento nazionale de Il sindacato è un’altra cosa

TABELLE RIASSUNTIVE (voti non ancora completi)

Iscritti CGIL: 5.712.642 (relativi al 2012)

Platea coinvolta: 4.682.705

Votanti ufficiosi: 1.555.700.

A ‐ Votanti dove è presente il documento 2: 203.346 ‐ Percentuale sulla platea pari al 19,3%

B ‐ Votanti dove è assente Il documento 2: 1.352.354 ‐ Percentuale sulla platea pari al 37,3%

Votanti  in  più  dove  il  documento  2  è  assente:  651.938  ‐  Percentuale  su  1.352.724  pari  al  48,2%,  su  3.629.096  pari  al 17,9%

Percentuale di presenza del documento 2 alle assemblee sul totale degli iscritti
coinvolti: 22,5%

Voti raccolti dal documento 2: 41.345. Percentuale sui voti ufficiosi pari al 2,7%

Voti  raccolti  dal  documento  2  dove  è  stato  presente:  39.980.  Percentuale  sui  voti,  al  netto  di  bianche  e  nulle,  pari  al 19,6%

Voti raccolti dal documento 2 dove è assente: 1.365.
Percentuale sui voti pari allo 0,15%

Percentuale del documento 2 se B partecipa come A (cioè se la partecipazione fosse
stata ovunque come quella che abbiamo constatato dove siamo stati presenti): 4,6%

 

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