Sull’Ucraina.

28 febbraio 2014 di

Dichiarazione congiunta dei Partiti comunisti e operai sui recenti sviluppi in Ucraina (su proposta di KKE e DKP)


26/02/2014

I recenti e drammatici sviluppi in Ucraina non rappresentano la “vittoria della democrazia” da parte di presunti “rivoluzionari”, come viene descritta dai mass media di Stati uniti ed Unione europea, ma sono uno sviluppo pericoloso, soprattutto per lo stesso popolo ucraino.

Le forze politiche reazionarie, eredi ideologiche dei nazisti, sono salite politicamente in “superficie” con l’assistenza dell’Ue e degli Usa. Queste sono le forze che oltre a distruggere le sedi dei loro avversari, hanno in programma le persecuzioni politiche e la messa al bando di partiti, soprattutto nei confronti dei comunisti, e una legislazione razzista a scapito della popolazione di lingua russa, come quella in vigore da 20 anni nei paesi del Baltico “europeo”, con il palese sostegno politico dell’Ue.

I Partiti comunisti e operai firmatari di questa dichiarazione congiunta:

Esprimono la loro solidarietà e sostegno ai comunisti di Ucraina, innanzitutto a quelli che in molti casi sono andati per le strade a difendere i monumenti di Lenin e antifascisti, divenuti “bersagli” della “pulizia” ideologica della storia portata avanti dai gruppi nazionalisti-fascisti armati.

Denunciano gli Usa e l’Ue per il loro coinvolgimento palese negli affari interni dell’Ucraina, per il sostegno diretto che hanno fornito e stanno fornendo ai gruppi fascisti armati, sostenendo il revanscismo storico contro l’esito della II Guerra mondiale, convertendo l’anti-comunismo in politica ufficiale, come abbellendo i gruppi fascisti, la loro ideologia e attività criminale, promuovendo la divisione del popolo dell’Ucraina con persecuzioni pianificate nei confronti della parte russofona.

Sottolineano la pericolosità delle posizioni delle forze opportuniste, che seminano illusioni sulla possibilità che possa esistere un’altra e “migliore Ue”, ” un diverso e migliore accordo d’associazione dell’Ue con l’Ucraina”. L’Ue, come ogni unione capitalista inter-statale, è un’alleanza predatoria dal carattere profondamente reazionario, non può diventare filo-popolare, ma essa agisce e continuerà ad agire contro i diritti dei lavoratori e dei popoli.

Notiamo che gli sviluppi in Ucraina sono connessi all’intervento dell’Ue e degli Usa, sono il risultato della forte competizione tra queste potenze e la Russia per il controllo dei mercati, delle materie prime e delle reti di trasporto del paese. Tuttavia il popolo ucraino, come tutti gli altri popoli d’Europa, non ha interessi a schierarsi con l’uno o l’altro imperialista, con l’una o l’altra alleanza predatoria.

Gli interessi della classe operaia e degli strati popolari dell’Ucraina consistono nell’impedire di essere “intrappolati” in logiche di divisione nazionalista, sulla base di particolarismi etnici, linguistici e religiosi, e nel dare la priorità ai loro comuni interessi di classe, al tracciare il loro percorso di lotta di classe, per i loro diritti e per il socialismo. Il socialismo continua ad essere più opportuno e necessario che mai. Questa è la prospettiva da cui affrontare qualunque unione capitalista inter-statale, per spianare la strada ad un’economia e una società che non operino sulla base del profitto, ma sulle necessità dei lavoratori.

Partito Comunista d’Albania
Tribuna Democratica Progressista, Bahrain
Partito dei Lavoratori del Bangladesh
Partito Comunista del Canada
Partito Comunista in Danimarca
Partito Comunista Tedesco
Partito Comunista Unificato di Georgia
Partito Comunista di Grecia
Partito Comunista Giordano
Partito Comunista del Messico
Partito Comunista di Norvegia
Partito Comunista di Polonia
Partito Comunista Portoghese
Partito Comunista della Federazione Russa
Partito Comunista Operaio di Russia
Partito Comunista dell’Unione Sovietica
Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia
Partito Comunista di Svezia
Partito Comunista di Turchia
Unione dei Comunisti di Ucraina

Partito del Lavoro d’Austria 

Polo della Rinascita Comunista in Francia

Partito Comunista-Italia

Comunicato dei Partiti Comunisti e Operai sul pericolo del fascismo e l’organizzazione della lotta contro di esso.

La crisi politica in Ucraina è sfociata nel confronto di forza diretto. Si sta attuando la sua soluzione in favore delle forze più reazionarie, nazionalistico-borghesi, apertamente fasciste.

L’attuale crisi in Ucraina è la manifestazione di un’acutissima lotta all’interno della borghesia dominante, di un attacco di una parte del capitale industriale e finanziario dell’Ucraina, assetato di potere e di una nuova ripartizione della proprietà, contro l’altro gruppo capitalista, consolidatosi precedentemente intorno all’attuale potere. In questa lotta sono coinvolti, in questa o quella misura, gli interessi sia del capitale occidentale, sia di quello russo. Senza dubbio, i paesi leaders dell’imperialismo mondiale, prima di tutto gli Stati Uniti e l’Unione Europea (all’interno di questa, la Germania in primo luogo), ma anche la Russia, cercano di imporre la loro regia alla situazione creatasi in Ucraina in conseguenza della crisi, ciascuno secondo i propri interessi. Si sta verificando una diretta ingerenza dei gruppi dirigenti di questi paesi negli affari interni dell’Ucraina che non ha precedenti nella storia, sia attraverso il finanziamento dei cosiddetti oppositori, sia con il supporto nel provocare e organizzare un vero e proprio colpo di stato, sia con una pressione politica che arriva fino all’aperta indicazione di chi personalmente deve fare parte del governo dell’Ucraina e di chi dovrà esserne il futuro presidente.

Questa politica dei principali paesi imperialisti rappresenta senza dubbio la continuazione delle  aggressioni, impunemente attuate dall’imperialismo contro la Jugoslavia, l’Iraq e la Libia, dell’attuale interventismo contro la Siria, l’Iraq e altri paesi arabi e africani, dell’embargo e delle minacce contro Cuba, il Venezuela, la Repubblica Democratica Popolare di Corea, l’Iran, cosi’ come della pratica del golpe “morbido”, applicata in una serie di paesi dell’America Latina. Questa politica è la manifestazione di una delle principali caratteristiche economiche dell’imperialismo: la lotta per la spartizione del mondo tra le potenze imperialiste, propria del capitalismo in tutte le fasi del suo stadio monopolistico. Nelle condizioni attuali, essa assume sempre di più i tratti caratteristici del fascismo, di un’aperta dittatura terroristica degli elementi più reazionari e sciovinisti del capitale finanziario che si sono fusi con il potere statale, in piena corrispondenza con la definizione, datane dal Komintern.

Tuttavia, insieme a questa ingerenza esterna, è necessario vedere con chiarezza che proprio la politica del clan di grande borghesia che ha governato fino ad oggi, del  suo pupillo, il presidente Yanukovich, del “Partito delle Regioni”, che hanno proseguito e intensificato la politica di rapina dei loro predecessori Kuchma, Kravchuk e Yuschenko, è la causa del peggioramento delle condizioni della classe operaia e di tutti i lavoratori, della mostrusa diffusione della corruzione,. Proprio quella politica ha permesso  agli “oppositori” di rianimare e utilizzare, nella prova di forza contro i propri concorrenti per la conquista del potere,  le inclinazioni e gli elementi più oscuri e rezionari, addirittura nazi-fascisti, di buona parte della società.

Oggettivamente, la lotta tra capitalisti per la conquista del potere, come ogni altra crisi, tende ad indebolire la classe dominante e a creare i presupposti di un possibile rafforzamento politico della classe operaia e dei lavoratori. Questo, tuttavia, non è accaduto in Ucraina. La sua classe operaia è giunta alla crisi idealmente disarmata, disorientata e organizzativamente divisa, cadendo così in ostaggio della politica dei suoi sfruttatori.

Riteniamo nostro dovere riconoscere anche la nostra parte di responsabilità per la debolezza del movimento comunista e operaio in Ucraina e dire apertamente che siamo fortemente convinti che una delle cause principali di questa condizione del movimento operaio in Ucraina, così come in Russia e nella maggior parte dei paesi occidentali, sia la fortissima deviazione opportunista di destra in seno al movimento comunista e la politica di fattivo collaborazionismo con le classi dominanti borghesi che da decenni conducono molti partiti, anche consistenti, della sinistra europea e altri partiti, a loro vicini per tattica e strategia.  

Così come, ai tempi di Gorbachev, l’opportunismo abbandonava il socialismo nelle mani del capitalismo, allo stesso modo, oggi, gli epigoni di Gorbachev abbandonano le posizioni di fronte al fascismo che avanza. Disorganizzano i lavoratori, li imprigionano nei limiti delle illusioni parlamentari e della speranza di elezioni oneste,  della formazione di svariati governi di centrosinistra e di impossibili unioni progressiste di stati borghesi.

Queste illusioni che ingannano i lavoratori devono esere definitivamente respinte.

La classe operaia e tutti i lavoratori devono avere una loro politica di classe per lottare contro il capitalismo, di qualsiasi tipo e di qualunque clan esso sia, per il proprio potere, il potere del popolo lavoratore. I fronti operai di classe e i reparti proletari possono e devono diventare i centri della lotta antifascista di tutte le persone e le forze oneste e progressiste del mondo, poiché la lotta contro il fascismo senza lotta contro l’imperialismo e la sua base d’appoggio nel movimento operaio, l’opportunismo, è solo una frase vuota e falsa.

I Comunisti e i lavoratori di tutti i paesi devono per primi schierarsi nei ranghi della resistenza contro il crescente fascismo in Ucraina, in Siria, nei paesi dell’Unione Europea, negli USA, ovunque nel mondo.

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

Unione dei Comunisti dell’Ucraina

Partito Comunista Operaio Russo

Partito Comunista dell’Unione Sovietica

Partito Comunista dell’Azerbaidzhan

Partito Comunista dei Lavoratori Bielorusso

Movimento Socialista del Kazakhstan

Movimento Marxista “Resistenza Socialista” di Moldavia

Partito Comunista di Grecia (KKE)

Partito Comunista (Italia)

Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia

Partito Operaio di Ungheria

Partito dei Comunisti Bulgari

Partito Comunista di Bulgaria

Iniziativa Comunista di Germania

Partito Socialista Operaio di Croazia

Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia

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