ELECTROLUX : IL CAPITALE MULTINAZIONALE

30 gennaio 2014 di

La Electrolux, multinazionale svedese, ha avanzato ai sindacati una proposta che prevede una forte riduzione dei salari, tagli di costo attraverso il congelamento per un triennio degli aumenti salariali previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità, come condizioni per mantenere la produzione nello stabilimento di Porcia  (Pordenone) e negli altri tre stabilimenti italiani, sempre più legati a commesse in via di riduzione che spingono il gruppo multinazionale svedese a guardare con interesse ad est ( Polonia ed Ungheria ) dove salari e condizioni di lavoro sono già a livello schiavistico.

Gli operai di tutti e quattro gli stabilimenti italiani hanno reagito immediatamente, riunendosi in assemblea e decidendo un fitto calendario di scioperi. Essi sanno, infatti, che con il “ piano Electrolux “ salterebbero diritti fondamentali, come pause, ritmi di produzione ed accordi vigenti, mentre 158mila frigoriferi prenderebbero la “via dell’est”.

Si può accettare che lo stipendio medio di 1350 euro al mese di un operaio di terzo livello venga abbassato a 800/900 euro e diritti fondamentali contrattualmente garantiti vengano annullati sotto il ricatto padronale della chiusura degli stabilimenti ed il loro trasferimento all’estero?

Solo la lotta di classe decide. I lavoratori lo sanno e, per questo, hanno deciso lo sciopero ad oltranza!!!

                          I comunisti sono dalla loro parte nella lotta!!

AL CAPITALE  MULTINAZIONALE, CONTRAPPONIAMO LA LOTTA E LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA  DEI  LAVORATORI!!

 
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