Il saluto al Congresso del compagno Astor Garcia, del PCPE.

21 gennaio 2014 di

Care e cari compagni

Voglio, prima di tutto, portarvi il più affettuoso e fraterno saluto del Comitato Centrale del Partito Comunista dei Popoli di Spagna.  Sono orgoglioso di poter essere con voi in questo II congresso nel quale

I comunisti italiani compiono un ulteriore, importante, passo verso il recupero della denominazione di Partito Comunista.

Ho il piacere, inoltre, di portarvi il saluto del compagno Carmelo Suarez, nostro segretario generale, che per impegni del Partito in Spagna non ha potuto partecipare a questo Congresso. Nonostante ciò, il nostro segretario, così come i nostri militanti, augura sempre più successi nella vostra lotta quotidiana in favore della classe operaia e dei settori popolari italiani.

Il compito che state portando a termine é essenziale. Ricostruire un Partito Comunista, cosa che presuppone una rottura con le forze opportuniste e revisioniste in Italia, è un compito importantissimo che dal PCPE é appoggiato senza riserve. La nostra esperienza dimostra che è possibile sviluppare e rafforzare i partiti comunisti quanto più, nelle dichiarazioni e nella pratica quotidiana, ci si allontani dai postulati dell’eurocomunismo che, invece, difendono il compromesso tra le classi e l’abbandono delle posizioni rivoluzionarie. Occorre evitare di cadere in posizioni opportuniste o di confusione ideologica che sono molto pericolose per il diffondersi della lotta di classe.

Il momento storico che viviamo ci obbliga ad essere decisi e preparati, giacché le minacce che affrontano la classe operaia e i lavoratori sono numerose e varie. Non dobbiamo aver paura di affrontarle. Mi riferisco, fondamentalmente, agli attacchi selvaggi che stiamo subendo, come lavoratori e lavoratrici, da parte del capitale monopolista e dai suoi governi, impegnati a mantenere i loro privilegi al costo del nostro sangue e miseria.

In Spagna e anche in Italia vediamo quotidianamente come il governo di turno della borghesia, collaborando attivamente con le istituzioni di quell’alleanza imperialista che é L’Unione Europea, raddoppia i suoi sistematici attacchi contro i diritti sociali e del lavoro dell’immensa maggioranza della popolazione, offrendo ai capitalisti un costo sempre più basso del lavoro e nuovi spazi per produrre nuovi capitali. E tutto questo avviene quando la crisi capitalista mostra con chiarezza che il modo di produzione capitalista sta collassando ed è incapace di risolvere nemmeno uno dei problemi dell’Umanità, né soddisfare nessuna delle richieste popolari, comprese le più elementari.

Viviamo tempi in cui si acuisce la lotta di classe, nella quale il ruolo dei Partiti Comunisti é più che mai fondamentale al fine di orientare le lotte verso obiettivi di superamento del modello capitalista. Però, il nostro nemico di classe ha appreso bene la lezione della storia e ricorre a tutti gli “attrezzi del mestiere” per ostacolare lo sviluppo delle posizioni rivoluzionarie, le uniche posizioni che mettono a rischio lo “status quo”. Mentre si acuiscono le contraddizioni tra capitale e lavoro, le organizzazioni opportuniste ricevono l’appoggio della borghesia, cercando di aumentare la loro influenza nel movimento operaio e popolare per convincerlo all’accordo, alla conciliazione, all’accettazione delle catene che ci opprimono. Seminano illusioni sulla possibilità di riformare il capitalismo, di gestirlo in maniera più “umana”, portando, così, il movimento operaio a legittimare il sistema di dominio che genera la crisi, la disoccupazione, la fame, la miseria diffusa.

Come comunisti, uno dei nostri compiti principali é la lotta senza sosta contro queste tendenze in seno al movimento operaio e popolare. Nel momento in cui il PCPE compie trenta anni di lotta ininterrotta per il Socialismo, possiamo dire che la nostra storia é stata ed  é un riflesso della lotta contro l’opportunismo e contro tutte quelle tendenze che vogliono mettere la classe operaia in una collocazione estranea alla sua storia, che vogliono che la classe operaia difenda gli interessi di un’altra classe e non i propri. Evidentemente questa nostra lotta non piace agli opportunisti  di tutti i tipi, che raddoppiano gli attacchi verso i comunisti, seminando falsità e sfiducia. Arrivando persino a dire che i Comitati per l’unità degli operai sono uno strumento in mano alle organizzazioni fasciste!

Compagni, la lotta che portiamo avanti é anche di carattere internazionale. Le esperienze che ottiene il movimento operaio in ogni Paese sono utili per il resto della classe operaia e le sue organizzazioni d’avanguardia. Questi insegnamenti dobbiamo porli in pratica, apprendere dai nostri errori passati e avanzare senza che nessuno ci ponga limiti.

Un buon esempio di queste conquiste é l’iniziativa Europea dei Partiti Comunisti e Operai, della quale ci onoriamo di far parte insieme a voi e ad altre organizzazioni qui presenti. Il passo in avanti che abbiamo fatto il passato 1° ottobre é stato molto importante, perché non solo siamo avanzati nella coordinazione dei compiti in ambito europeo, ma siamo anche avanzati nella definizione di una posizione indipendente della classe operaia rivoluzionaria a livello sopra nazionale. La corretta definizione di quello che é l’Unione Europea é oggi essenziale per definire un Partito rivoluzionario e le posizioni tiepide o confuse non fanno altro che generare ritardi dannosi per lo sviluppo della coscienza della classe operaia. La decisione per l’uscita dei nostri Paesi dall’U.E, la N.A.T.O. e dall’Euro, condivisa con voi e gli altri Partiti Comunisti e Operai, é determinante per dimostrare alla classe operaia e ai settori popolari che non c’é possibilità di riformare le strutture imperialiste e che l’unica alternativa possibile e il crollo del potere borghese e la costruzione del Socialismo-Comunismo.

Compagni, in questo 2014 nel quale ricorre il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, il movimento operaio deve affrontare problemi simili a quelli di allora. Le potenze imperialiste si trovano invischiate in conflitti per il dominio delle materie prime e dei mercati e la borghesia pretende che la classe operaia di ogni Paese si metta agli ordini, ancora una volta, dei suoi sfruttatori. La nostra ferma posizione contro l’abbandono delle posizioni rivoluzionarie ci costa nemici e incomprensioni ma é l’unica posizione che i comunisti coerenti possono adottare.

Compagni, la vostra lotta rafforza la nostra. Le vostre posizioni rivoluzionarie rendono più forti le posizioni rivoluzionarie dei comunisti spagnoli e, per questo, vi ringraziamo enormemente. Da questa tribuna  vi dico che il Partito Comunista e il P.C.P.E. continueranno ad approfondire le fraterne relazioni, avanzando sul cammino dell’unità del Movimento comunista internazionale sulla base dell’Internazionalismo proletario.

Viva la classe operaia italiana!

Viva il II° Congresso del Partito Comunista!

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