LE ISTITUZIONI BORGHESI IN FRANTUMI IN ITALIA PRIMA CHE ALTROVE, MA E’ CIO’ CHE K. MARX AVEVA AMPIAMENTE PREVISTO.

10 dicembre 2013 di

Tutti  i  parlamenti  delegittimati  dal  2006  in  poi,  da  una  corte  costituzionale  che  si  auto delegittima  perché  eletta  per  un  terzo  dagli  stessi  parlamenti  e  per  un  altro  terzo  nominata  da  un  presidente  della  repubblica,  a  sua  volta  delegittimato  perché  eletto  e  rieletto  da  quegli  stessi  parlamenti,  che  in  ultimo  hanno  espresso  tutti  governi  senza  legittimazione  democratica,  perché  formati  sulla  base  di  premi  di  maggioranza  e  sul  voto  di  parlamentari  eletti  su  nomina  delle  oligarchie   politico-economiche.

Al  termine  dell’ apertura  di  questa  incredibile  matrioska  istituzionale  si  scopre  il  vuoto  e  la  miseria  cui  la  borghesia  ha  condotto  le  istituzioni  repubblicane.

Una  Costituzione  ridotta  ad  un  puro  simulacro,  snaturata  e  schiacciata  da  un  costituzione  materiale  implacabile  e  violenta  nei  suoi  nuovi  contenuti  di  classe,  a  partire  dall’ inedito  principio  del  pareggio  di  bilancio,  padre  di  ogni  nefandezza  e  della  fine  di  una  pretesa  indipendenza  nazionale.

Una  Costituzione  per  la  quale  sono  diventati  carta  straccia  il  ripudio  della  guerra  come  metodo  di  risoluzione  delle  controversie  internazionali,  il  diritto  di  sciopero,  il  diritto  alla  casa,  il  diritto  alla  salute,  il  diritto  alla  difesa  nazionale  assicurata  da  un  esercito  di  popolo.

Una  Costituzione  di  una  repubblica  fondata  sul  lavoro,  ma  che  non  ha  mai  concretamente  affermato  il  diritto  fondamentale  al  lavoro.

Una  Costituzione  che  affermava  il  suffragio  universale  e  quindi  il  principio  di  una  testa  un  voto,  e  che  ora  sancisce  che  chi  è  in  una  maggioranza  relativa  si  trova  a  rappresentare  una  pretesa  rappresentanza  assoluta.

Una   Costituzione  che  voleva  un  capo  dello  stato  suo  garante  supremo,  nonché  garante  dell’autonomia  e  dell’equilibrio  tra  i  poteri,  e  che  oggi  invece  mette  sotto  i  piedi  la  Carta  e  interviene  per  sopraffare  tutti  e  tre  i  poteri,  e  addirittura  per  contraddire  le  sentenze  della  Corte  costituzionale.

Quest’ultima  ha  sentenziato  l’incostituzionalità  del  premio  di  maggioranza  e  lui  spinge  il  parlamento  ad  approvare  una  legge  elettorale  maggioritaria,  e  perciò  di  nuovo  incostituzionale.

Ma  di  quale  Costituzione  stiamo  parlando ?

Non  certo  di  quella  conquistata  dalla  lotta  partigiana,  dalla  gloriosa  Guerra  di  Liberazione  dal nazifascismo.

Non  certo  della  Costituzione  conquistata  dai  Comunisti.  Non  certo  la  nostra  Costituzione.

Il  nostro  primo  maestro,  Karl  Marx,  lo  aveva  del  resto  previsto.  Che  la  borghesia,  al  culmine  del  sua  ascesa,  e  quindi  all’inizio  del  suo  inesorabile  declino,  avrebbe  gettato  la  sua  maschera  liberal-democratica  e  sarebbe  stata  costretta  a  prendere  in  prima  persona  le  redini  del  suo  potere  iniquo,  senza  le  ipocrisie  e  le  mediazione  della  sua  politica.

Spetta  ora,  perciò,  al  proletariato  dare  senso,  nuova  vita,  concretezza  alla  politica.

Perché  le  alternative  politiche  sono  oggi  rimaste o  il  Socialismo-Comunismo  o  la  comune  rovina  delle  classi  sociali. 

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