QUI GENOVA, DOVE IL VENTO FISCHIA FORTE E DIVENTA TEMPESTA. Contro la privatizzazione dell’AMT.

20 novembre 2013 di

Una rabbia durissima, piena di colore ha invaso ogni angolo dell’aula consiliare del municipio genovese, nel giorno in cui il sindaco Marco Doria ha chiamato il consiglio comunale a discutere la delibera ricognizione ed indirizzi sul sistema partecipate del “Gruppo Comune” con cui – pur negandolo a parole – intende, di fatto, privatizzare AMT, AMIU e ASTER, le aziende di trasporto pubblico, igiene urbana e manutenzioni delle quali il Comune è il principale azionista. La stessa rabbia l’avevamo percepita la sera prima, alla Sala Chiamata del porto dove, noi compagni di Genova, avevamo partecipato all’assemblea dei lavoratori AMT, ormai da troppo tempo in lotta per il posto di lavoro, messo in discussione dalle scelte scellerate delle amministrazioni targate centro sinistra che si sono via via succedute oltre che dalla mala gestio aziendale. Il resto è cronaca. Lo sciopero selvaggio dei tranvieri, l’occupazione della Sala Rossa del consiglio comunale. Un’invasione come mai si era vista, con una folla inverosimile di lavoratori esasperati, a manifestare fieramente contro la decisione di regalare ai privati interi comparti pubblici, con l’avvallo delle forze politiche di destra, di sinistra e con la complicità dei sindacati confederali. Una protesta dai toni forti e con momenti di tensione, che la polizia municipale – a presidio di un Fort Knox di carta velina – non è riuscita a contenere del tutto. Ce l’avevano con il sindaco, i lavoratori. Con Doria, che in campagna elettorale aveva giurato che mai e poi mai avrebbe permesso la privatizzazione del trasporto pubblico mentre ora, per scelta o perché spinto dalla sua maggioranza, non mantiene gli impegni presi. Un sindaco sedicente di sinistra, al quale noi comunisti chiediamo un gesto di coerenza e di dignità: le dimissioni. Lo abbiamo ribadito nel volantino che abbiamo consegnato ai lavoratori, evidenziando anche che la furia privatizzatrice non è solo genovese, come ci insegnano le vicende di ATAF, a Firenze e di ATAC, a Roma. Comunisti, presenti! I nostri compagni erano in Sala Rossa, erano per strada con i dipendenti di AMT. E proprio loro li hanno chiamati alla testa del corteo, con lo striscione rosso. Perché è evidente, lo abbiamo percepito: si sente forte la necessità di un vero Partito Comunista. E mentre si continua la lotta, sempre al fianco dei lavoratori e con lo sguardo rivolto alla costruzione del FUL – un fronte unico che, indipendentemente dalle appartenenze sindacali, comprenda i lavoratori di AMT, di Appalti AMT, di AMIU e di ASTER – gli altri partiti di pseudo-sinistra latitano e il grande privatizzatore Matteo Renzi, “buca” l’appuntamento di Genova a causa dell’agitazione in atto. Complimenti davvero, Renzi! Il nuovo che arretra!

dichiarazione del Segretario Marco Rizzo

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