7 Novembre, novantasei anni fa in Russia…

07 novembre 2013 di

Novantasei anni fa in Russia, la classe operaia, i contadini e i soldati, guidati dai bolscevichi, rovesciavano il capitalismo e lo stato borghese, instaurando, per la prima volta nella storia, la dittatura proletaria organizzata nei soviet.
Sotto la guida di Lenin e Stalin, lo stato operaio, nato dalla Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, permise all’Unione Sovietica di diventare la seconda potenza industriale del mondo. La pianificazione centralizzata dello sviluppo economico, controllata dagli operai e basata non più sul profitto, ma sui bisogni veri della società e delle persone, ha consentito uno sviluppo economico e sociale che non ha precedenti nella storia per tempi, dimensioni, equità e giustizia distributiva. Nella lotta mortale con la più temibile potenza imperialista del XX secolo, la Germania nazista, espressione del più rapace imperialismo di quei tempi, l’Unione Sovietica, sotto la guida di Stalin e del Partito Comunista, riuscì a spezzare la spina dorsale del militarismo fascista, a liberare popoli e nazioni, a creare un sistema socialista con cui l’imperialismo ha dovuto fare i conti.
Rompendo le catene dell’imperialismo, la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre ha creato le condizioni per l’emancipazione dei popoli oppressi dal giogo coloniale e ha consentito la realizzazione delle più avanzate rivendicazioni materiali immediate della classe operaia nel cuore stesso della metropoli imperialista.
Oggi, noi affermiamo, con forza e chiarezza, che con il Muro di Berlino non sono morte le idee della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, non è caduto il Socialismo. E’ caduto il modello revisionista, imposto da Khrusciov con il XX Congresso nel 1956, sono fallite le sue riforme, che hanno aperto brecce e finalmente snaturato il Socialismo, rinnegando la dittatura proletaria e i contenuti dell’Ottobre Rosso.
Di fronte all’autentico fallimento del capitalismo attuale, incapace di uscire dalla propria crisi, parassitario e moribondo, guerrafondaio e autoritario, i Comunisti alzano con piena convinzione le bandiere della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre e proclamano attuali quelle rivendicazioni:
- potere agli operai e ai lavoratori!
- esproprio senza indenizzo e nazionalizzazione di fabbriche, banche, beni della chiesa!
- monopolio statale del commercio estero!
- diritto al lavoro, stabile e sicuro, alla casa, all’istruzione e alla sanità gratuite per il proletariato!
Queste erano le bandiere dell’Ottobre Rosso ieri, queste sono le bandiere del Partito Comunista oggi!

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