Solidarieta’ ai militanti sindacali del PAME arrestati. Chiediamo la loro liberazione!

31 gennaio 2013 di

 Trentacinque militanti sindacali comunisti del Pame compariranno stamani davanti a un giudice del tribunale di Atene per rispondere delle accuse di turbamento della quiete pubblica e di danneggiamenti immotivati dopo che ieri avevano occupato per protesta un palazzo del centro di Atene in cui si trova l’ufficio del ministro del Lavoro, Yiannis Vroutsis. Gli occupanti intendevano protestare contro i commenti fatti il giorno prima dal ministro circa il clientelismo presente nel settore della previdenza sociale e contro l’abolizione del contratto collettivo di lavoro. I 35 erano stati arrestati dopo che la polizia aveva fatto irruzione nell’edificio per sgombrarli facendo anche ricorso ai gas lacrimogeni e ai manganelli. Stanani un nutrito gruppo di iscritti al Pame – tra i quali c’era anche il Segretario Generale del Kke, Aleka Papariga – si sono riuniti davanti al Tribunale per chiedere la liberazione degli arrestati.

Ieri sera i telegiornali hanno mostrato le immagini dell’ufficio del ministro del Lavoro semidevastato, con la porta sfondata e libri e computer a terra. Tutto – secondo il portavoce del governo – opera degli aderenti del Pame che erano riusciti ad entrare nei locali. Il Pame, da parte sua, in un comunicato ha accusato il governo, il suo portavoce e il ministro del Lavoro di ”meschinita”’ per le accuse rivolte ai dimostranti e ritenute infondate dal sindacato.

Gia’ ieri sera, parlando agli agricoltori in agitazione, Aleka Papariga aveva chiesto l’immediato rilascio degli arrestati. Dal canto suo, Thanassis Pafilis, deputato del Kke, parlando alla stazione televisiva Skai ha sostenuto che la porta dell’ufficio del ministro Vroutsis ”e’ stata sfondata dalla polizia che ha poi attribuito la responsabilita’ agli aderenti al Pame”.

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