La lotta degli autisti operai.

30 gennaio 2013 di


Autisti Operai

10-1-2013

La Atras2 da alcuni mesi sta facendo attività discriminatoria contro alcuni lavoratori della

Azienda, contro di noi. Ciò che ora sta iniziando ad avvenire a diversi altri, sin da

settembre, avviene a noi iscritti del Cobas.

Questa discriminazione non avveniva a caso, serviva come “monito” per ciò che stava

succedendo, ci stavano ritardando i pagamenti

La Federazione Autisti Operai è nata da alcuni anni in varie regioni italiane, a causa del

fatto che noi lavoratori siamo sempre lasciati oggetto di decisioni irreversibili, che ci

vengono portate davanti sempre all’ultimo momento da parte delle O.S. storiche.

Noi siamo oltre 80 dipendenti, cui spetta il lavoro e abbiamo contratti a tempo

indeterminato.

Noi siamo contro la richiesta di mettere in fallimento la Atras 2. Questa richiesta fa il

gioco del datore di lavoro, che come sappiamo, sta portando il lavoro in Slovacchia e si

sta facendo una azienda di comodo. Inoltre non è affatto prassi sicura che le procedure

di fallimento portino in breve tempo al recupero delle spettanze. Per quanto riguarda

questo aspetto, lottare pensando già di aver perso prima di cominciare, è come avere

perso in partenza. Non è all’Inps con il fondo tesoreria, o al fallimento, che bisogna

guardare con la speranza dei vinti, ma occorre lottare per impedire la dissoluzione di

questa Azienda, che secondo noi è pensata a tavolino.

La situazione di rallentamento dell’attività lavorativa si è ora diffusa anche su altri

lavoratori, ma la contestiamo integralmente in quanto in realtà l’azienda ha distolto

lavoro, attività, clientela e anche somme ingenti (a partire dal febbraio 2012 dopo che è

iniziata la ns.attività sindacale con lavoratori Atras2), investendole in azienda correlata

presso la Repubblica Slovacca (ATRAS SLOVEQUIE);: in questo modo, quali che siano le

motivazioni di  queste scelte, si arriva inevitabilmente ad una situazione di crisi

dell’Azienda stessa, illecitamente e a danno sia dello Stato Italiano che dei dipendenti

dell’Azienda che sono inquadrati a CCNL italiano (circa 70 autisti e 12 impiegati).

Per questo è sbagliato fare richiesta di fallimento, occorre che ATraS2 non cerchi di

sfuggire alle tasse lasciando a noi le briciole e la disoccupazione.

Non ci interessa la mobilità, abbiamo impegni e famiglie da mantenere.

Per questo invitiamo tutti i lavoratori a lottare  per impedire la dissoluzione dell’impresa,

e invitiamo le altre Organizzazioni Sindacali a desistere dalla richiesta di apertura della

procedura fallimentare e a avviare invece una procedura sindacale limitata alla Cassa

integrazione ordinaria.

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