PER IL PARTITO COMUNISTA (dichiarazione di Marco Rizzo)

22 dicembre 2012 di

PER IL PARTITO COMUNISTA (dichiarazione di Marco Rizzo)

 

Nel periodo in cui la politica istituzionale ha toccato il livello più basso non saranno certo le elezioni politiche a sancire la fine della questione comunista in Italia,  ma certamente la parabola discendente di chi si era opposto alla ‘svolta della Bolognina’ e aveva tentato di rifondare il Partito Comunista in Italia termina definitivamente con l’indistinto arancione.

Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma francamente chiederei solo di evitare di usare Lenin o quant’altro per ‘giustificare’ giravolte collocative con teorie pseudopolitiche. Dopo la ‘Cosa’, e l’Arcobaleno l’ulteriore precipitato è nella linea ABNC-anything but not communist, ossia: ogni cosa purchè non comunista.  In questi ultimi vent’anni si è usato l’eclettismo, la contaminazione e tutto quello che è immaginabile per distruggere la teoria comunista ed il marxismo leninismo con tutti i comportamenti conseguenti di gestione e cooptazione dei gruppi dirigenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Oggi credo che sia utile solo la chiarezza. I comunisti o, meglio quelli che si ritengono ancora e davvero tali, devono ricostruire lo strumento del Partito, stando alla larga dalle scorciatoie elettorali; se si tornerà in Parlamento lo si farà entrando dalla porta principale e non per via di accordicchi mutevoli col PD o con qualche nuovo leader in cerca di successo.

Sarà un lavoro per la trasformazione socialista della società, un impegno lungo ma non infinito: le contraddizioni della crisi strutturale del capitalismo stanno arrivando al pettine più in fretta di quello che può apparire.

Ci siamo stancati di avere “la squadra del Torino allenata da uno della Juve”. Dico questo ricordando i segretari nazionali di Rifondazione e Pdci che, in un modo o nell’altro, volevano ‘riformare’il comunismo o peggio ancora usavano la ‘mummia di Lenin’ per pietire accordi col PD. Molti errori sono stati commessi e su questo serve una netta autocritica ( personalmente da anni ho provato a farla). Esser comunisti significa avere un progetto moderno e reale di cambiamento della società, una teoria giusta –quella marxista-leninista- e tanta passione politica, quella per cui le immagini dell’Armata Rossa (sì proprio quella!) che sfila sotto al Cremino  ti fanno ancora accapponare la pelle, così come il sentire i discorsi del Che oppure ancora quando vedi i personaggi odierni del PD e affini  e li paragoni alle pagine eroiche della Resistenza ti può venire solo il vomito…

Vale solo più il nostro impegno per la ricostruzione di un vero Partito Comunista, per le nuove generazioni , per una vera Gioventù Comunista. Possiamo farcela: i comunisti con i comunisti!

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