REGALO DI FINE ANNO: il nuovo libro di Marco Rizzo “IL GOLPE EUROPEO” ed. Baldini Castoldi Dalai

21 dicembre 2012 di
” Nel nostro Paese ogni edificio pubblico ha due  bandiere, il tricolore italiano
ed una blù con stelle gialle della UE. Quest’ultima, non votata da nessuno,
ci è stata imposta. E’ quella delle  banche e del grande capitale…”

“Questa Europa è riformabile? Sono stati degli «errori» di
progettazione dei meccanismi finanziari o fiscali? È stata
un’«ingenuità» aver fatto prima l’unità monetaria di quella
politica?
Assolutamente no!
Quello che stiamo vedendo, il più spaventoso attacco
alle condizioni di vita e dei diritti dei lavoratori, l’impove-
rimento dei ceti medi, l’aggressione e la spoliazione delle
nazioni, è esattamente il programma che le classi dominanti
prefiggevano per l’Europa unita fin dalla sua nascita.
Solo chi non ha una prospettiva di classe e ha smarrito la memoria
storica del proletariato può fare finta di credere che i capi-
talisti europei possano cambiare natura.
In conclusione  poniamo la
domanda: l’Euro ci ha difesi? Ha difeso i paesi deboli,
oppure ha protetto gli imperialismi più forti? Ha favorito
i popoli, oppure i monopoli e le banche? In particolare,
ha aiutato l’Italia?
Prima dell’euro, il risparmio delle famiglie italiane
era uno dei più alti al mondo e l’indebitamento, sempre
delle famiglie, uno dei più bassi. Oggi il risparmio è in ca-
duta, schiacciato dall’azione concomitante della riduzione
dei salari reali e delle pensioni e dall’aumento del costo
della vita, non più compensato dall’indicizzazione delle
retribuzioni, fatto che costringe ad attingere a quanto in
precedenza accantonato; in altre parole, si lavora in per-
dita. L’indebitamento delle famiglie è aumentato in forza
del rialzo del costo dei mutui e dell’espansione del credito
al consumo, diventando un vero e proprio strumento di
controllo sociale: se devi pagare i debiti, devi lavorare e
non puoi scioperare, sei subalterno e ricattabile. Il reddito
disponibile pro capite in termini reali è inferiore a quello
di vent’anni fa…”

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