GOVERNO MONTI: PESSIMO BILANCIO DI UN ANNO

21 novembre 2012 di

GOVERNO MONTI: PESSIMO BILANCIO DI UN ANNO

 

Un anno or sono il Governo Monti entrava in carica con il compito di eseguire la ricetta economica dettata il 5 agosto 2011 dalla Banca Centrale Europea al Governo italiano con una lunga lettera.

In essa, la Bce imponeva il pareggio di bilancio entro l’anno 2013 da raggiungere con successivi e sostanziosi tagli alla spesa pubblica, una stretta sulle pensioni, l’allungamento dell’età per accedervi, la riduzione degli impiegati pubblici e dei loro stipendi, la modifica delle norme sui licenziamenti individuali con l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, la cessione di beni pubblici su larga scala e la riforma della contrattazione limitando i rinnovi e gli aumenti salariali contrattuali.

Al grido di “ Ce lo chiede l’Europa” il Governo Monti si mise al lavoro ed ora, dopo un anno in cui gran parte di quelle indicazioni sono state attuate, siamo in grado di fare un bilancio dei risultati raggiunti:

1)    Il PIL italiano che nell’agosto 2011 era di 0,3 punti sotto la media europea oggi è sotto di 2,1 punti.

2)    Il debito pubblico che era al 120% del PIL, un anno dopo è al 123%.

3)    La disoccupazione ha toccato il record del 10,8% rispetto all’8,1% dell’anno prima, arrivando a 2.792.000 unità, con un aumento giornaliero di 2000 unità.

4)    Il ricorso conseguente alla Cassa Integrazione è aumentato del 9% rispetto al 2011, coinvolgendo, ormai, più di  500mila lavoratori a zero ore.

 

5)     L’inflazione che era al 2,1% è salita al 3,6%,con la benzina che costa 2 euro al litro, il costo dei mutui è aumentato e per comprare una casa, adesso, occorre impegnare oltre il 30% del proprio reddito, mentre nuove tasse come l’IMU, che ha colpito duramente l’80% degli italiani possessori di case, e l’aumento dell’IVA hanno causato un nuovo aumento dei prezzi ed un nuovo calo dei consumi.

6)    La produzione industriale è, quindi, crollata del 20%,innescando una nuova spirale recessiva di cui non si intravvede la fine, tanto che una recente ricerca di Confartigianato prevede che, per tornare ai livelli occupazionali di prima della crisi, occorreranno 13 anni.

Ecco perché è necessaria una dura lotta operaia e popolare contro l’Unione europea, la politica economica della BCE, delle banche e dei monopoli capitalistici. Solo con un ampio fronte di lotta  che veda protagonisti i soggetti sociali colpiti da tali politiche può creare le premesse di una vera alternativa anticapitalistica.

Ecco perché siamo contro il centro destra tanto contro il centrosinistra e riteniamo il PD, partito che è il “pilastro” del Governo Monti, nemico del popolo e dei lavoratori. Ecco perché non vogliamo avere nulla a che fare col PD, con le primarie e con chi vuole allearsi col PD.

 

 

 

CONTRO IL GOVERNO MONTI E L’UNIONE EUROPEA COSTRUIAMO UN FRONTE UNITARIO DI LOTTA  DI LAVORATORI, STUDENTI, DISOCCUPATI, PER IL LAVORO IL SALARIO ED I DIRITTI SOCIALI  CONTRO L’EUROPA DEI CAPITALISTI E DEI BANCHIERI, PER LA COSTRUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA,  PER IL SOCIALISMO.

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