Dalla Sicilia una lezione. L’unica strada è la ricostruzione del PARTITO COMUNISTA .(dichiarazione di Marco Rizzo)

29 ottobre 2012 di

Dalla Sicilia una lezione. L’unica strada è la ricostruzione del PARTITO COMUNISTA .(dichiarazione di Marco Rizzo).

Da tempo siamo convinti assertori che la politica istituzionale conti molto poco, totalmente subordinata com’è al potere delle banche e dei monopoli capitalistici. Lo crediamo ancora di più dopo i risultati elettorali della Sicilia dove ormai una persona su due non va a votare e, tra quelli che lo fanno, prevalgono logiche di puro trasformismo. Vince Crocetta ed il PD gattopardesco, si alimenta la speranza con il movimento 5 Stelle, ma i rapporti di forza tra le classi ed il potere residuo collegato alla politica restano immutati. Dentro questo dato vorremmo parlare della cosiddetta sinistra radicale. Dai tempi della scelta del governo Prodi e dell’Arcobaleno il suo potenziale è ulteriormente diminuito. La lista di SEL (che sarà rafforzata nella scelta nazionale di  subalternità al PD dopo questi risultati) assieme a FDS e Verdi prende il 3.1%, l’IDV il 3,5%. Il loro candidato comune prende il 6%. Nessun eletto. E pensare che questo era il fronte referendario sull’articolo 18 che voleva costruire una Syriza italiana… Il disastro è evidente, così come evidente sarà la volontà di perseguire negli errori del passato con Ferrero che punterà ad una lista arancione (sic!) e Diliberto umilierà il Pdci porgendo il “cappello in mano” al PD  (a partire dal rifiuto della manifestazione del 27 scorso) rendendo la FDS un luogo di puro incontro (per ben che vada). A noi interessano poco i destini individuali (a partire dal sottoscritto), quello che è disastroso è un patrimonio di militanza comunista che viene portato al massacro in primo luogo dal PRC e dal Pdci (non condividiamo nulla col trotzkismo italiano, ma non possiamo non provare una

“rigida tenerezza” per il modo con cui Ferrando continua a far “massacrare” elettoralmente il Pcl , dallo 0,02 di Milano allo 0,1 della Sicilia). Ora l’ulteriore cimento sarà per le elezioni del Lazio, della Lombardia, del Molise dove si cercherà dispiegare la differenza tra la politica nazionale e quella locale (come se la politica sanitaria-quella più importante- non si decidesse a livello regionale e non nazionale) e quindi si cercheranno improbabili alleanze contro natura col PD, in dirittura d’arrivo col premio più inutile ed ambito, quello delle elezioni per il Parlamento Nazionale. “Dentro e fuori la Duma” diceva Lenin, più modestamente “non si può perdere in alcun caso l’indipendenza dei comunisti per uno scranno alla Camera o al Senato” diciamo noi. Serve ricostruire un tessuto fatto di progetto, di ideologia, di forma organizzata indipendente per costruire l’unica cosa di cui il proletariato italiano (sempre più vasto) ha bisogno: il Partito Comunista.

Comunisti Sinistra Popolare è ben poca cosa di fronte a questo obbiettivo strategico, vorremmo solo metter a disposizione la nostra piccola esperienza con tutti i comunisti per costruire, con un processo costituente, un qualcosa di molto più importante: il PARTITO COMUNISTA.

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