Il KKE proseguirà con rinnovata determinazione la lotta per il rovesciamento della barbarie capitalista. Giorgos Marinos

15 luglio 2012 di

Il KKE proseguirà con rinnovata determinazione la lotta per il rovesciamento della barbarie capitalista
di Giorgos Marinos
membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del KKE
Il KKE estende i suoi più sentiti ringraziamenti ai Partiti Comunisti, alle comuniste e ai comunisti, a tutti i numerosi militanti di tutto il mondo che hanno espresso la loro sincera solidarietà e il sostegno al nostro partito, apprezzandone l’impegno di lungo corso nelle aspre battaglie di classe, ingaggiate prima e durante la crisi capitalista.
Il nostro partito continuerà a essere degno della loro fiducia e intensificherà la lotta nell’interesse della classe operaia, degli strati popolari, per il rovesciamento della barbarie capitalista, per il socialismo. L’abolizione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, il principio fondante dei partiti comunisti, lo esige.
Gli sviluppi in Grecia e in particolare le due recenti tornate elettorali hanno innescato molte discussioni riguardo il KKE e la “sinistra”, il ruolo dei “governi di sinistra”, la posizione dei comunisti.
Alcune forze che ancora utilizzano il titolo di “partito comunista” nonostante siano sulla via della mutazione socialdemocratica e le altre forze che parlano in nome della “sinistra” hanno aperto un fronte – apertamente o in modo subdolo – contro il KKE, calunniandone l’azione, nascondendo o distorcendo le sue posizioni con discorsi senza fondamento sul settarismo, rigurgitando polemiche sul nemico di classe, adottando e diffondendo le posizioni di SYRIZA.
SYRIZA è un partito che sostiene fanaticamente l’UE: veicolo dell’utopistica visione di un “capitalismo dal volto umano”. Tra le sue file vi sono forze opportuniste di destra, schegge della lotta di classe tra cui gruppi residuali di ultra-sinistra (trotzkista ed ex maoista), e una sezione significativa di quadri fuoriusciti dal partito socialdemocratico PASOK.
Le forze che hanno aperto un fronte contro il KKE, fra le quali l’apparato del “Partito della Sinistra Europea” e le altre organizzazioni che sostengono la caricatura del “socialismo del 21° secolo”, mostrano il loro volto e vengono confutate dall’attività e dal contributo del KKE alla lotta rivoluzionaria. La loro posizione è tuttavia dannosa per la classe operaia, per gli strati popolari e i giovani, perché si pongono come antagonisti dei comunisti. I comunisti che lottano coerentemente contro la classe borghese, l’imperialismo e si oppongono in modo militante all’assimilazione dei lavoratori negli obiettivi del capitale.
Incoraggiamo le comuniste e i comunisti, i lavoratori che seguono gli sviluppi in Grecia e sono interessati al corso della lotta di classe, a raggiungere una migliore comprensione della strategia e della tattica del KKE, della sua storia e delle lotte. Occorre che giudichino le posizioni del partito, basandosi su criteri specificamente ideologici e politici e non su voci e calunnie senza fondamento. Saranno quindi in grado di discernere l’attacco alla strategia del KKE e alla sua politica delle alleanze e comprendere che le varie e ridicole accuse di settarismo e isolazionismo sono state avviate dalle forze borghesi o da quelle forze che in realtà hanno rigettato i principi del Marxismo-Leninismo, la necessità del socialismo, l’essenza stessa della lotta di classe che diventa significativa se legata alla questione del potere della classe operaia-popolare.
Si accorgeranno che queste forze seguono una linea politica di gestione borghese, celata dietro al gran parlare su una “soluzione di sinistra”, seminando illusioni sulla “umanizzazione del capitalismo”, con conseguenze molto negative per la lotta dei lavoratori.
Ciò che è peggio è che queste forze che “astutamente” attaccano il KKE e che talvolta si professano “amiche”, stanno cercando di sfruttare il risultato elettorale, che è negativo per il popolo, nel tentativo di sostenere le loro affermazioni pericolose.
Riguardo gli sviluppi in Grecia
In Grecia, la profonda crisi di sovraccumulazione del capitale entrata nel suo quarto anno, combinata con la crisi in altri stati membri dell’UE, provoca l’intensa aggressività dei monopoli e dei loro rappresentanti politici e si esprime in una strategia complessivamente antipopolare. I memorandum, firmati dai governi greco con l’UE, la BCE e il FMI, sono una parte di questa strategia.
Il deterioramento della situazione della classe operaia e degli strati popolari causate dall’offensiva del capitale, lo sviluppo della lotta di classe con il contributo decisivo del KKE e del movimento di classe, hanno portato alla significativa erosione del partito socialdemocratico PASOK che da anni ha implementato una crudele linea politica antipopolare. Ha determinato altresì l’erosione del partito liberale di Nuova Democrazia e del sistema bipartitico nel suo complesso, che ha perso quella capacità di intrappolare le forze popolari.
A partire da questa situazione, è stata promossa dalla classe borghese, dall’Unione europea e dalle altre istituzioni imperialiste, una riforma della scena politica per gestire più efficacemente la crisi del capitalismo a favore del capitale, per impedire la lotta di classe, per attaccare il KKE e il movimento di classe.
Un elemento determinante della riforma della scena politica è la creazione di due poli: un “centro-destra” attorno a ND e un “centro-sinistra” attorno a SYRIZA con la partecipazione di una larga parte dei quadri del PASOK, i quali sono responsabili della criminale attuazione della politica antipopolare negli anni precedenti.
Le elezioni parlamentari greche sono state utilizzate come un’arena della competizione interimperialista tra gli Stati Uniti, l’Unione europea, la Germania e la Francia. Ciò è emerso dalla posizione delle forze politiche greche, soprattutto da ND, PASOK e SYRIZA che flirta con la Francia e gli Stati Uniti.
La profonda e poliedrica integrazione della Grecia nell’Unione europea, la profonda e prolungata crisi, coniugata all’emergere della recessione nella zona euro ha reso l’intervento della UE, del FMI e degli USA estremamente necessario, per scongiurare qualsiasi tendenza alla radicalizzazione del movimento in Grecia e per neutralizzarne l’impatto internazionale.
Le dichiarazioni sistematiche dei funzionari delle organizzazioni imperialiste, gli articoli della stampa straniera, incluso l’appello del Financial Times tedesco in sostengo al voto per ND, hanno rafforzato la polarizzazione e il ricatto sulle persone in modo che si volgessero ai due poli della gestione borghese.
La valutazione dei risultati elettorali
Il KKE ha compiuto uno sforzo enorme e ha ottenuto l’8,5% dei consensi, vale a dire 536.000 voti e 26 deputati nelle elezioni del 6 maggio. Ma non si è dimostrato compiacente. Ha parlato con chiarezza del piano per indebolire il partito, ha previsto e combattuto strenuamente l’offensiva anti-KKE, ed è rimasto in piedi perdendo 4 punti percentuali della sua forza elettorale, con una riduzione di voti e parlamentari: nella seconda tornata il partito ha ottenuto il 4,5% dei consensi, ossia 277.000 voti e 12 deputati.
Che cosa è accaduto tra le due tornate elettorali? Quali dilemmi sono stati posti dal sistema borghese per intrappolare le forze popolari? Il CC del KKE ha elaborato una prima valutazione dell’esito elettorale, che è attualmente in discussione nelle organizzazioni del partito e negli incontri con i simpatizzanti per raccogliere l’esperienza collettiva e utilizzarla nella valutazione finale. Per comprendere l’atmosfera politica che ha prevalso nella seconda elezione, è importante tenere a mente che nel sistema elettorale del paese il primo partito riceve un premio di maggioranza di 50 seggi (su 300 nel parlamento greco), per “facilitare” la formazione di un governo. Nelle prime elezioni (quando il KKE ha ottenuto l’8,5%) la differenza tra il primo partito (ND) e il secondo (SYRIZA) era del 2,1% e la lotta per la prima posizione ha generato condizioni di intensa polarizzazione.
Il CC del KKE ha fatto la seguente valutazione: “Le perdite significative del KKE, non riflettono l’impatto delle sue posizioni e della sua azione. Ciò è avvenuto sotto la pressione delle illusioni e della logica del presunto male minore, promettente un percorso facile e indolore attraverso il quale sarebbe possibile formare un governo per gestire la crisi sul terreno del potere dei monopoli e dell’integrazione nell’Unione europea, e che riuscirebbe a fermare il deterioramento delle condizioni di vita delle persone. Nel contempo, c’era l’influenza di un clima di paura e di intimidazione concernente l’espulsione della Grecia dalla zona euro. Si è trattato di un’offensiva vile e sistematica per mezzo dei meccanismi politico-ideologici del sistema, anche attraverso l’uso sistematico di Internet. L’obiettivo principale era l’indebolimento del KKE per impedire la crescita del movimento operaio in condizioni di deterioramento della vita del popolo.
La conclusione è che il risultato elettorale nel suo complesso riflette la tendenza al contenimento del radicalismo di classe progredito nel periodo di crisi, sotto la pressione del crescente radicalismo piccolo-borghese guidato dall’ideologia e propaganda borghese. E’ ovvio che le lotte che si sono sviluppate non sono riuscite ad approfondire e a consolidare il radicalismo in quanto non hanno assunto un tale carattere di massa e non hanno raggiunto l’organizzazione e l’orientamento politico che le attuali condizioni richiedono. In ultima analisi, la tendenza positiva sviluppatasi è stata influenzata dalle strette istanze anti-memorandum, riducendo le aspettative in condizioni di espansione della povertà e della disoccupazione di massa”.
Il ruolo di SYRIZA
Le forze che – di nascosto o apertamente – sostengono SYRIZA e calunniano il KKE sono tenute a spiegare ai membri e ai quadri dei loro partiti, alla classe operaia e agli strati popolari le seguenti questioni:
Perché nascondono che l’elemento comune nella linea politica di ND, PASOK, SYRIZA e degli e altri partiti, ad esclusione del KKE, è il sostegno all’UE, un’unione interimperialista che implementa una comprovata strategia antipopolare, istituita e sviluppata in linea con gli interessi dei gruppi monopolistici e le multinazionali?
Perché nascondono che una sezione della classe borghese, dei gruppi finanziari che controllano i giornali, le radio e le emittenti televisive hanno sostenuto con decisione SYRIZA? Questo è vero anche per le emittenti di Stato, mentre il presidente degli industriali greci ha proposto un governo di unità nazionale con la partecipazione di questo partito?
Perché nascondono il fatto che nel corso delle elezioni e soprattutto dopo le elezioni del 6 maggio SYRIZA ha abbandonato perfino la fraseologia propagandistica sull’annullamento del memorandum e l’accordo sul prestito, sulla nazionalizzazione delle imprese, ecc… e ha aggiustato il suo programma alle esigenze della gestione borghese?
Perché nascondono che una larga sezione dei funzionari più corrotti del PASOK nelle autorità regionali, nei comuni, tra i sindacati e gli apparati di stato, ha svolto un ruolo di primo piano nel manipolare le forze popolari e gli elettori del PASOK esercitando una tentacolare pressione a favore di SYRIZA?
Perché nascondono il fatto che sia in corso un piano per riaggregare la socialdemocrazia attorno a SYRIZA? La socialdemocrazia si è dimostrata molto utile alla classe borghese nel fine di erodere la coscienza di classe a favore di una prospettiva che promuove la “UE come unica alternativa”, per attaccare e controllare il movimento operaio.
Perché nascondono il fatto che questo partito utilizza continuamente l’anticomunismo, mentre fa appelli per “l’unità a sinistra”? Durante un raduno nella campagna elettorale di SYRIZA, alla presenza del suo Presidente, il “filosofo” sloveno Slavoj Zizek, in una volgare dimostrazione di anticomunismo, ha detto che “(…) il KKE è sostanzialmente il partito delle persone che sopravvivono perché si sono dimenticate di morire…”, ricevendo applausi entusiastici da parte del pubblico!
Perché nascondono il fatto che SYRIZA ha usato ogni possibile e sporca tattica contro il KKE, al fine di estorcere il voto popolare nel suo tentativo di giungere alle elezioni come il primo partito o per formare un governo monocolore?
Queste tattiche abiette hanno previsto di fornire ai giornalisti borghesi falsa propaganda, secondo cui per esempio all’interno dell’Ufficio Politico e il CC del KKE c’erano posizioni differenti in relazione a SYRIZA e alla partecipazione in un governo di gestione borghese. L’esperienza svolta dal KKE in queste elezioni è preziosa per ogni PC e per questo desideriamo informare sulle provocazioni che si sono verificate, inclusa quella su Twitter, quando è stato creato un falso account del KKE, utilizzato per chiedere al popolo di votare SYRIZA.
Perché nascondono il fatto che pochi giorni prima delle elezioni, il Presidente di SYRIZA ha incontrato il personale diplomatico dei paesi del G20 ad Atene con l’obiettivo di “creare un clima di fiducia”? Con chi ha parlato? Con il club dei più forti capitalisti e imperialisti di tutto il mondo.
E c’è di più: i rappresentanti di SYRIZA hanno presentato al popolo greco la linea politica di Obama come una politica realistica per gestire la crisi a loro favore. Hanno anche sostenuto, falsamente, che l’elezione del socialdemocratico Hollande avrebbe portato un “vento nuovo” e cambiamenti nell’interesse popolare in Europa. Dal canto suo il governo socialdemocratico in Francia ha lanciato un appello al popolo greco perché adempiesse agli impegni verso l’UE mentre sta elaborando con il governo tedesco, nonostante la concorrenza interimperialista, nuove misure antipopolari pianificate per l’integrazione economica e politica.
Questi fatti non possono essere ignorati. Il KKE non ha bisogno di ricorrere alle teorie complottistiche e la verità non può essere nascosta. E’ fondamentale che ogni lavoratore interessato alla situazione in Grecia e al ruolo delle forze politiche, possa formare un suo punto di vista.
Per molto tempo sono stati alimentati miti sul ruolo di SYRIZA nel movimento operaio e popolare. E’ stata presentata subdolamente come una grande forza di opposizione quando in realtà ha dato un contributo pressoché inesistente allo sviluppo della lotta nelle fabbriche, nella distribuzione e nell’organizzazione degli scioperi e altre mobilitazioni di massa.
In realtà, questo partito era la coda della Federazione generale dei lavoratori greci (GSEE) e della Federazione dei lavoratori del settore pubblico (ADEDY) [rispettivamente le organizzazioni sindacali del settore privato e pubblico], che operano come strumenti del capitale, veicoli del sindacalismo concertativo con i padroni e il governo, propugnatori della “collaborazione di classe”.
La posizione di SYRIZA nel movimento delle “piazze”, che è stato transitorio, ha avuto un limitato carattere di massa ed è stato un terreno fertile per le idee reazionarie, opportunistiche, funzionali al piano di quelli che cercavano di cogliere le redini della gestione borghese. SYRIZA ha gravi responsabilità perché ha condiviso le “piazze degli indignati” con l’abominevole partito fascista “Alba dorata”, presentatosi (insieme ad altre forze nazionaliste) come una forza anti-memorandum, con slogan volgari e reazionari finalizzati a manipolare l’indignazione dei lavoratori.
La lotta del KKE
L’offensiva contro il KKE dopo le elezioni non è stata condotta solo dai ben noti gruppi trotskisti, ma anche dalle forze del Partito della Sinistra Europea, come il portoghese “Blocco della Sinistra” e il partito italiano della “Rifondazione comunista”. I presidenti di questi due partiti non hanno saputo resistere dal mostrare l’avversione dell’opportunismo europeo al KKE.
E’ altrettanto provocatoria la posizione di certe forze che incolpano il KKE di aver messo ND in grado di formare un governo. Queste forze nascondono il fatto che l’unico partito che è entrato veramente in conflitto con ND e con il PASOK è stato il KKE, perché il KKE, a differenza di SYRIZA, non si compromette con l’UE, la NATO, il grande capitale e il suo potere. Il KKE non alimenta le illusioni parlamentari ma dice al popolo la verità sulle forze che sostengono la gestione borghese. Il nostro partito ha lottato per anni contro i dilemmi intimidatori – “destra o anti-destra”, “centro-sinistra o centro-destra” – e combatte contro la logica, senza via di uscita, del male minore che ha portato i partiti comunisti in Europa a diventare la coda della socialdemocrazia.
Lo sforzo di calunniare il KKE fallirà giacché gli accusatori saranno totalmente smascherati, dato che le accuse di settarismo e di isolamento da loro utilizzate per attaccano il nostro partito, sono confutate dal ruolo di primo piano del KKE, della KNE [l'organizzazione giovanile del KKE] e anche del PAME (i sindacati con orientamento di classe), dei raggruppamenti militanti degli strati popolari e della gioventù in decine di scioperi a livello nazionale, settoriale e aziendale, in centinaia di variegate mobilitazioni che aggregano migliaia di lavoratori in lotta per i loro diritti e sono entrati in conflitto con il potere del capitale, con la barbarie capitalista.
Questi risultati significativi non vengono annullati dai pessimi risultati elettorali. Essi costituiscono una preziosa esperienza e un’eredità per l’intensificazione della lotta di classe, fino alla fine.
Il KKE si è opposto alla saldatura opportunistica delle leadership dall’alto e insiste sull’alleanza sociale tra la classe operaia, gli strati popolari urbani e rurali, con la partecipazione delle donne e dei giovani. Rifiuta la cooperazione per la formazione di un “governo di sinistra” per gestire il capitalismo e insiste sulla formazione di un’alleanza socio-politico che si batta per i problemi della gente, che entrerà in conflitto con i monopoli e l’imperialismo e dirigerà la sua lotta verso il rovesciamento della barbarie capitalista, la conquista del potere operaio e popolare.
La strategia che promette un futuro migliore per i lavoratori e i disoccupati attraverso un cosiddetto governo di sinistra o progressista, mentre il potere del capitale e la proprietà capitalistica dei mezzi di produzione rimangono intatte, è pericoloso. Questa strategia è stata testata e si è dimostrata fallimentare. Ha portato i partiti comunisti all’integrazione nel sistema, quand’anche alla dissoluzione.
Questa strategia nasconde il problema fondamentale. Nasconde che il problema della disoccupazione, che sta aggravandosi in modo incontrollato, non può essere risolto fino a quando il potere e la ricchezza che la classe operaia produce rimangono nelle mani dei capitalisti, fino a quando esistono l’anarchia e il profitto del capitalismo.
I bisogni contemporanei del popolo non possono essere soddisfatti fintanto che il capitalismo permane nella sua ultima fase, la fase imperialista, totalmente reazionaria. Le difficoltà nella riproduzione del capitale, la concorrenza tra i monopoli per il predominio, rafforzano l’attacco sferrato per ridurre il prezzo della forza-lavoro e aumentare il tasso di sfruttamento. Anche le piccole conquiste richiedono ardui conflitti con le forze del capitale come dimostra lo sciopero eroico di sette mesi delle acciaierie greche in Aspropirgos, costantemente sostenuto dal KKE e dal PAME insieme a migliaia di lavoratori in Grecia e all’estero, in un moto di solidarietà di classe.
La lotta quotidiana per il diritto al lavoro, per la protezione dei disoccupati, per gli stipendi e le pensioni, per l’assistenza sanitaria gratuita, la previdenza sociale e l’istruzione, la lotta quotidiana contro le guerre imperialiste, per il disimpegno dalle unioni imperialiste, per la sovranità popolare, per i diritti democratici è indissolubilmente legata con la lotta per il rovesciamento del capitalismo.
La posizione di principio del KKE sottolinea che un partito rivoluzionario non può avere due facce: se, per una manciata di voti alle elezioni parlamentari, sostenesse schieramenti di “gestione” del sistema, non farebbe che negare la sua strategia, la sua lotta per il potere operaio e popolare, per il socialismo.
Il KKE ha detto la verità al popolo. Gli ha chiesto di sostenere il partito per rafforzarlo, in modo che potesse contribuire in modo decisivo a prevenire le misure antipopolari, e operasse per l’aggregazione e il rafforzamento del movimento operaio e popolare, per lo sviluppo delle lotte militanti, per spianare la strada ai cambiamenti radicali.
Il KKE ha nuotato contro corrente, come ha fatto altre volte su questioni politiche cruciali, quando, per esempio, ha disvelato il carattere della controrivoluzione che ha portato al rovesciamento del socialismo, quando ha denunciato la natura imperialista dell’UE, quando ha combattuto contro la UE, quando si è opposto al trattato di Maastricht, quando ha condannato gli interventi imperialisti e i pretesti che li giustificavano, ecc.
Il KKE nelle elezioni ha lottato nella stessa direzione: contro la corrente di paura e di fatalismo alimentata dalle varie minacce – dall’espulsione dalla zona euro alla paura per la mancanza di un governo – e le illusioni che sono state promesse sistematicamente da SYRIZA. Ha spiegato al popolo il carattere della crisi e le pre-condizioni per una via di uscita a favore dei lavoratori, pre-condizioni che sono collegate al disimpegno dall’UE e dalla NATO, alla cancellazione unilaterale del debito, alla socializzazione cioè al governo del potere della classe operaia e popolare. Il KKE ha contrapposto il governo del potere della classe operaia e popolare contro il governo della gestione borghese. Ha combattuto questa battaglia, consapevole dei rischi in termini elettorali.
Un seppur minimo cedimento da parte del partito di fronte alla pressione per la sua partecipazione a un governo di gestione della crisi, avrebbe portato al disarmo e alla ritirata, alla sconfitta del movimento operaio, alla liquidazione dello sforzo per la formazione di una forte alleanza socio-politica, che entri in conflitto con la linea politica dei monopoli, con le unioni imperialiste dell’UE e della NATO. Avrebbe cancellato ogni sforzo per la mobilitazione del popolo nella lotta sui problemi quotidiani, sempre più gravi, per la prospettiva del potere operaio e popolare. In pratica, il KKE avrebbe negato la coerenza e la solidità delle sue parole e azioni, siccome gli sarebbe stato chiesto di fare rinunce dannose e sbagliate sia sul programma che suoi compiti immediati della lotta.
E’ di grande importanza che in queste condizioni, quando una serie di altri partiti comunisti non sono rappresentati in parlamento o sono dispersi in formazioni socialdemocratiche o di sinistra opportunista in Europa, il KKE sia rimasto in piedi, seppure con una minore forza elettorale rispetto alla sua più ampia influenza politica. La sua strategia – sui due percorsi di sviluppo, sulla necessità di una alleanza socio-politico e la lotta per il potere della classe operaia e popolare, per l’espansione e l’approfondimento dei suoi legami con la classe operaia e gli strati popolari poveri – resta l’obiettivo della sua rinnovata attività tra il popolo, perché le persone restino in piedi e non piegate dai nuovi pericoli che li attendono.
La strategia del KKE è stata confermata dagli sviluppi quotidiani. E’ una strategia che poggia sui principi comunisti, basata sulle leggi della lotta di classe; pone l’obiettivo, il percorso e le pre-condizioni per risolvere la contraddizione fondamentale tra capitale e lavoro, per risolvere il problema centrale del potere e abolire i rapporti di sfruttamento nella produzione capitalista, affetta da contraddizioni inconciliabili, diventando sempre più reazionaria e pericolosa in modo che nessuna formula di gestione è in grado di fornire una soluzione favorevole al popolo. Con questa strategia, con questa linea di lotta, il KKE ha instancabilmente contribuito allo sforzo di aggregare il movimento comunista su base rivoluzionaria; incoraggia e sostiene la lotta dei comunisti, la lotta antimperialista in tutto il mondo, rafforza la solidarietà internazionalista, mentre allo stesso tempo si impegna responsabilmente nello sviluppo della lotta di classe a livello nazionale.
Il nostro partito è molto rigoroso nell’autocritica. Sottolinea che non basta avere una strategia corretta e la militanza. Studia le sue debolezze, per diventare più efficace nelle questioni di orientamento politico, per migliorare la formazione ideologico-politica, per accelerare la costruzione del partito nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nei quartieri popolari, per rafforzare il movimento di classe, in modo che la partecipazione ai sindacati e alle altre organizzazioni di massa aumenti e nuove forze si uniscano alla lotta.
Il KKE continua la sua lotta per fronteggiare tutti i problemi popolari, con un senso di responsabilità e una risolutezza ancora maggiori. Si concentra sulla lotta contro la politica fiscale antipopolare, per la contrattazione collettiva di lavoro, per gli stipendi e le pensioni, per la protezione dei disoccupati, per l’assistenza sanitaria, la previdenza e l’istruzione. Al tempo stesso, prepara le sue forze di fronte al pericolo di una guerra imperialista contro la Siria e l’Iran.
Combatte contro la politica antipopolare di ND, PASOK e Sinistra democratica (emersa da una scissione di SYRIZA, come parte del piano per la manipolazione di “sinistra” del popolo). Svolge una lotta più organizzata contro le illusioni di sinistra alimentate da SYRIZA, rafforza la sua lotta contro il partito fascista “Alba dorata”.
Avevamo da tempo informato molti partiti comunisti che l’attacco contro il KKE si sarebbe intensificato. Molti compagni sanno che la classe borghese, i meccanismi statali e parastatali hanno testato mezzi per la repressione e la provocazione contro il KKE e il PAME. Dobbiamo essere pronti per affrontare l’escalation degli attacchi contro il partito.
Continuiamo la nostra lotta. Stiamo cercando di diventare più efficaci nell’organizzazione e nello sviluppo della lotta di classe.
La riduzione della forza elettorale del KKE non nega i vantaggi decisivi che il nostro partito ha raggiunto con grande sforzo. Non nega il potere che ha dentro i sindacati, nelle organizzazioni di massa, nel movimento operaio e popolare, il suo prestigio tra la classe lavoratrice, la fiducia di cui gode tra le persone nelle lotte di tutti i giorni, indipendentemente dall’esito elettorale.
“Falsi amici”
Così, le forze che apertamente o di nascosto cercano di interpretare il risultato delle elezioni in modo arbitrario, al fine di minare la strategia e la tattica del KKE, nonché il suo ruolo nel movimento comunista internazionale saranno giudicati dai comunisti rivoluzionari, dalla classe operaia.
Ci sono forze più che sufficienti per gestire il sistema. Ciò di cui le persone hanno bisogno sono i veri partiti comunisti, quelli che non gestiranno la barbarie capitalista in nome della “sinistra di governo” e in nome del “pragmatismo”, accettando rapporti di forze negativi; se così fosse si aprirebbe la strada alle forze del capitale e verrebbe sprecato del tempo prezioso, per il quale la classe operaia e gli strati popolari pagherebbero un prezzo elevato.

da http://inter.kke.gr/News/news2012/2012-06-29-arthro-marinoy
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org
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