Risoluzione del CC del KKE: prima valutazione del risultato elettorale del 17 giugno 2012

24 giugno 2012 di

Risoluzione del CC del KKE: prima valutazione del risultato elettorale del 17 giugno 2012

Il CC del KKE si è riunito il 18 giugno 2012 per una prima valutazione dei risultati delle elezioni del 17 giugno e sugli sviluppi post-elettorali. La posizione del CC sarà oggetto di discussione in seno alle organizzazioni di base del Partito e nelle organizzazioni della KNE [Gioventù Comunista di Grecia], in incontri con i sostenitori, i simpatizzanti e coloro che lavorano a fianco del Partito, per raccogliere pareri e suggerimenti. Il CC trarrà le conclusioni finali dopo aver raccolto le opinioni, i suggerimenti, le osservazioni relative a entrambe le tornate elettorali (maggio-giugno) e saranno anche definiti i compiti immediati del Partito.

A. Principali valutazioni riguardanti l’esito delle elezioni
Il CC riassume e avanza per la discussione la sua prima valutazione:
Il risultato elettorale è negativo per il popolo che, a causa delle conseguenze della crisi economica capitalista in Grecia, ha subito duri colpi. Sono evidenti i seguenti elementi negativi:
Le perdite significative del KKE che, alla luce dei futuri sviluppi negativi, non riflettono l’impatto delle sue posizioni e della sua azione. Ciò è avvenuto sotto la pressione delle illusioni e della logica del presunto male minore, promettente un percorso facile e indolore attraverso il quale sarebbe possibile formare un governo per gestire la crisi sul terreno del potere dei monopoli e dell’integrazione nell’Unione europea, e che riuscirebbe a fermare il deterioramento delle condizioni di vita delle persone. Nel contempo, c’era l’influenza di un clima di paura e di intimidazione concernente l’espulsione della Grecia dalla zona euro. Si è trattato di un’offensiva vile e sistematica per mezzo dei meccanismi politico-ideologici del sistema, anche attraverso l’uso sistematico di Internet. L’obiettivo principale era l’indebolimento del KKE per impedire la crescita del movimento operaio in condizioni di deterioramento della vita del popolo.
Il CC saluta le migliaia di lavoratori che hanno resistito alle pressioni e al ricatto e hanno votato ancora una volta per il KKE, rispondendo all’appello del Partito di contrastare il tentativo di indebolimento. Stima e accoglie l’attività eroica dei militanti del Partito e della KNE durante questa ardua battaglia elettorale.
L’aumento dei voti per ND [Nuova Democrazia, partito conservatore], che gli consente di diventare il primo partito e avere le basi per formare un governo di coalizione. La politica di ND è antioperaia e antipopolare. ND cercherà di scaricare il peso dell’acuirsi della crisi sul popolo, assicurando il recupero della redditività del capitale. ND ha dato alla borghesia e all’UE le necessarie garanzie di perseguire una strategia focalizzata sulla UE. La verità è che il peggio deve ancora venire, esattamente il contrario di quello che sostiene il Signor Samaras. Il governo di coalizione in via di formazione seguirà la linea della UE come unica alternativa possibile, la linea della gestione borghese della crisi.
La crescita di SYRIZA [sinistra opportunista] nella seconda battaglia elettorale nonostante la sua logica di gestione sia emersa nel suo programma di governo. In questo programma sono stati omessi tutti gli slogan con fraseologia radicale in materia di abolizione del Memorandum, di accordo sul prestito, di abolizione delle privatizzazioni, ecc, utilizzati a base del programma elettorale per le votazioni del 6 maggio. Così è diventato un programma di gestione borghese. SYRIZA ha dimostrato un atteggiamento di acquiescenza palese verso le potenze straniere.
In condizioni di intensa manipolazione del popolo, è stata sostenuta dalle forze popolari che volevano una negoziazione del Memorandum, senza entrare in conflitto con l’UE e la zona euro.
Il consolidamento della forza elettorale del partito fascista “Alba dorata” e la sua affermazione come partito parlamentare. In condizioni di crisi, “Alba dorata” costituisce un’arma importante del sistema politico borghese, per spezzare il movimento operaio e popolare, per facilitare la pericolosa equazione del fascismo con il comunismo come ideologia di Stato e di conseguenza per una pratica di Stato contro il KKE.
La conclusione è che il risultato elettorale nel suo complesso riflette la tendenza al contenimento del radicalismo di classe progredito nel periodo di crisi, sotto la pressione del crescente radicalismo piccolo-borghese guidato dall’ideologia e propaganda borghese. E’ ovvio che le lotte che si sono sviluppate non sono riuscite ad approfondire e a consolidare il radicalismo in quanto non hanno assunto un tale carattere di massa e non hanno raggiunto l’organizzazione e l’orientamento politico che le attuali condizioni richiedono. In ultima analisi, la tendenza positiva sviluppatasi è stata influenzata dalle limitate istanze anti-memorandum, riducendo le aspettative in condizioni di espansione della povertà e della disoccupazione di massa.
Il risultato elettorale favorisce la promozione e il rafforzamento dei piani della classe borghese del paese, attraverso la sostituzione del sistema dell’alternanza bipartitica con un nuovo sistema bipolare, che vede ND come fulcro del centro-destra e SYRIZA per il centro sinistra, che ha assorbito gran parte dei quadri organizzati del PASOK [socialdemocratici]. I piani per la riorganizzazione della socialdemocrazia risultano agevolati. La socialdemocrazia si è rivelata utile per la classe borghese nell’erosione della coscienza radicale a favore della logica della UE come unica alternativa, attaccando e controllando il movimento dei lavoratori.
Il CC invita coloro che questa volta hanno preferito votare per altri partiti invece del KKE e soprattutto per SYRIZA, a riflettere attentamente su questo, anche se in retrospettiva. Il KKE invita i lavoratori in generale a ripensare con calma a una serie di eventi che hanno avuto luogo a partire dal 6 maggio fino al 17 giugno, e che hanno conferito aspetti peculiari e inediti a questa battaglia elettorale, che non avevamo sperimentato dalla fine della dittatura. In particolare:
a) L’inedito, diretto, provocatorio e aperto intervento della Commissione europea nella campagna elettorale attraverso i suoi protagonisti di Germania, Francia, Italia, del Fondo monetario internazionale, degli Stati Uniti e dei media internazionali. Questi soggetti hanno espresso gli interessi contrapposti dei gruppi monopolistici, pertanto hanno cercato di intimidire il popolo greco perché abbondasse finanche la richiesta di abolizione del Memorandum e dell’accordo sul prestito, al centro della prima campagna elettorale del 6 maggio.
Anche se il movimento popolare in Grecia è notevolmente aumentato negli ultimi anni e la sua mobilitazione ha avuto un impatto in tutta Europa, non aveva il necessario orientamento, il sufficiente carattere di massa e la capacità organizzativa per sfidare il potere del capitale. Anche se la Grecia è un paese piccolo nel quadro dell’Unione europea, la sua profonda integrazione nella zona euro, la crisi profonda e prolungata in concomitanza con la recessione nella zona euro hanno reso imperativo l’intervento delle alleanze internazionali dentro e fuori l’UE, per impedire qualsiasi tendenza alla radicalizzazione del movimento in Grecia e limitarne l’impatto internazionale.
In questo contesto vi è stato uno sforzo sistematico per formare un sistema bipolare basato su ND e SYRIZA. Allo stesso tempo, le elezioni greche di giugno sono state usate come un esperimento e uno strumento della competizione tra Germania, Francia, Spagna, Italia alla luce di un nuovo inasprimento della crisi. La discussione sulla modifica della formula di austerità dell’UE non è cominciata con le elezioni greche del 6 maggio. Era iniziata prima, sullo sfondo delle contraddizioni intercapitaliste all’interno dell’Unione europea con la partecipazione degli Stati Uniti e del presidente Obama in particolare.
Le elezioni greche e gli sviluppi sono stati utilizzati come leva per le contraddizioni tra di loro in vista del Vertice UE il 28-29 giugno, il vertice dei G7 e il vertice dei G20 del 18-19 giugno. La retorica di SYRIZA contro la Merkel è stata utilizzata da una sezione della borghesia in Germania e dagli Stati Uniti, contro l’altra sezione la quale ha sostenuto che l’abolizione del Memorandum porterebbe la Grecia fuori dalla zona euro e potrebbe causare la sua dissoluzione.
b) La dichiarazione di SEV (Confindustria ellenica) sulla necessità di formare un governo di coalizione con SYRIZA e il suo programma anti-memorandum. L’aperto sostegno per SYRIZA da parte di una sezione dei gruppi monopolistici e dei mass media, e dalle emettenti radio televisive pubbliche.
c) La migrazione organizzata verso SYRIZA di una parte significativa dei quadri del PASOK provenienti soprattutto dalle ex partecipate, dalle banche, dalla pubblica amministrazione nonché dall’apparato del PASOK. Questi personaggi hanno preso parte attiva nell’organizzazione della campagna elettorale e nel trasferimento organizzato di gran parte della base elettorale del PASOK verso SYRIZA.
d) La posizione unanime di tutti i partiti favorevoli all’Unione europea, che in Europa soffia un vento favorevole di cambiamento, che porti una revisione dei piani di austerità e dell’accordo sul prestito per un sollievo e una prospettiva positiva per il popolo greco e non solo, nonostante il fatto che sono in fase di pianificazione retrive soluzioni alternative che consentiranno agli stati membri di introdurre in modo unitario riforme reazionarie: rafforzamento delle super potenze della Commissione, inasprimento delle contraddizioni che provocano una intensificazione della sperequazione e delle forze centrifughe, e anche il collasso della zona euro.
Le ultime due campagne elettorali, in particolare quella del 17 giugno si è rivelata un’inedita operazione nella manipolazione degli elettori, con ricatti, disinformazione, attacchi contro il Partito a causa del suo rifiuto di partecipare a un governo borghese. Una manipolazione senza precedenti. L’attacco contro il Partito mirava a colpire la sua strategia e il suo rifiuto di partecipare a un governo per la gestione borghese della crisi.
E’ certo che dopo le elezioni molte più prove emergeranno riguardo a ciò che è accaduto dietro le quinte sulla competizione tra i monopoli e la strumentalizzazione di SYRIZA.
B. Principali valutazioni sul lavoro del Partito
La linea politica e le previsioni del KKE, che sono state confermate dagli eventi stessi, saranno un sostegno e un aiuto importante per la lotta popolare. Il popolo avrà l’opportunità di trarre delle conclusioni. La sinistra radicale avrà anche l’occasione di trarre conclusioni su quanto fosse importante sostenere il KKE alle urne in modo che continuasse a lottare da una posizione più forte per la ricomposizione del movimento e respingere la nuova offensiva.
Il KKE ha lottato contro la corrente di paura e di rassegnazione, contro le varie minacce (dalla espulsione dalla zona euro al timore della mancanza di un governo) e le illusioni che sono state promosse sistematicamente da SYRIZA. Ha spiegato al popolo il carattere della crisi e le pre-condizioni per una via di uscita favorevole ai lavoratori; ha illustrato i prerequisiti per la partecipazione del KKE a un governo, collegate al disimpegno dall’Unione europea, la cancellazione unilaterale del debito e la socializzazione, cioè il governo con il potere operaio-popolare. Ha condotto questa lotta tenendo in considerazione i pericoli del costo elettorale.
Ma anche il minimo cedimento da parte del Partito di fronte alla pressione per una sua partecipazione in un governo di gestione della crisi avrebbe portato al disarmo e alla disfatta del movimento operaio, alla distruzione degli sforzi per la formazione di una forte alleanza socio-politica, che entri in conflitto con la linea politica dei monopoli e delle unioni imperialiste, UE e NATO. Avrebbe negato ogni sforzo per la mobilitazione del popolo nella lotta per i problemi quotidiani, che sono sempre più acuti, per la prospettiva del potere della classe operaia-popolare.
In pratica, il KKE si sarebbe trovato a negare la coerenza e la solidità delle sue parole e azioni, in quanto gli sarebbe stato chiesto di retrocedere dal suo programma e dai suoi compiti immediati per la lotta, scelta del tutto dannosa e sbagliata. E’ di grande importanza che in queste condizioni, quando una serie di altri partiti comunisti non sono rappresentati in Parlamento o sono dispersi in formazioni socialdemocratiche o della sinistra opportunista in Europa, il KKE resti saldo, con minore forza elettorale rispetto alla più ampia influenza politica.
La sua strategia per quanto riguarda i due percorsi di sviluppo, la necessità dell’alleanza socio-politica e la lotta per il potere operaio-popolare, per l’espansione e l’approfondimento del suo radicamento nella classe lavoratrice, nei ceti popolari poveri, rimane un elemento della sua attività tra la gente in modo che il popolo resista e non si spezzi sotto i nuovi pericoli che lo attendono.
La notevole riduzione della forza elettorale del KKE in condizioni di forti pressioni non può e non deve essere interpretata soltanto sulla base delle ragioni oggettive esistenti. Certamente è stato influenzato in maniera significativa dal livello di sviluppo della lotta di classe, che non è esclusivamente determinata dal Partito, ma dal più generale rapporto di forze.
Il CC, il Partito nel suo complesso, attraverso una discussione concreta, deve esaminare i fattori soggettivi generali che a medio termine hanno deviato l’influenza politica del Partito o le debolezze soggettive durante il periodo elettorale, indipendentemente dal loro impatto e dalla portata del loro impatto sui risultati elettorali. Non dobbiamo essere confortati dal fatto che la nostra linea politica è stata confermata dagli eventi. Dobbiamo esaminare il livello di capacità del Partito secondo il criterio di come rispondiamo alle sfide in tutte le condizioni.
Il 18° Congresso e le Risoluzioni del CC scaturite, avevano evidenziato quei fattori che determinano la capacità del Partito per soddisfare le esigenze e le richieste della lotta: come esso funziona e opera nella classe operaia e tra le masse popolari, nel movimento e nelle sue organizzazioni, per la costruzione del Partito nella classe operaia, nei luoghi di lavoro, per l’alleanza sociale, tra i giovani e le donne. E’ anche collegato a questioni di lavoro politico-ideologico nel Partito, nella classe operaia e nella gioventù.
La battaglia elettorale offre conclusioni più complete, per quanto riguarda nuovi aspetti che devono essere meglio esaminati e che hanno avuto un’influenza in una certa misura sulle elezioni. Non è sufficiente avere una strategia corretta e una militanza combattiva, è necessario per noi studiare meglio come poter acquisire la massima competenza possibile, corrispondente al livello dei nostri compiti e agli sviluppi che si dispiegano rapidamente. Dobbiamo diventare più rigorosi e impegnati nella guida politica, nell’organizzazione, nell’orientamento pratico e nell’azione nella classe operaia e tra le masse popolari.
Queste debolezze possono non aver giocato un ruolo determinante nel risultato delle elezioni, nelle specifiche condizioni elettorali in cui era difficile arginare la paura e soprattutto le illusioni, ma svolgono un ruolo sostanziale sulla preparazione, la prontezza e l’efficacia di fronteggiare i nuovi e complessi compiti che abbiamo davanti a noi.
C. Nuovi compiti per l’attività del Partito
Il KKE si batterà e cercherà di incontrare le forze radicali della classe operaia e popolari in modo che le persone non siano gravate e non debbano pagare per la bancarotta politica del governo in via di definizione. La speranza non deve andare perduta. Il popolo deve acquisire la forza per impedire le nuove misure, per ottenere conquiste, per realizzare il proprio potere. La classe operaia, gli strati popolari poveri, i giovani e le donne sono al centro dell’attenzione del Partito.
Il KKE si batterà per fronteggiare l’ondata di delusione dal proseguimento della linea politica antipopolare, per evitare il prevalere della paura e della frustrazione, contro il consolidamento di uno scenario politico reazionario nel quadro delle illusioni parlamentari, in condizioni di approfondimento della crisi economica capitalistica e dell’acuirsi della competizione interimperialista.
La speranza, la posizione militante è una questione di responsabilità personale per chi segue la via del radicalismo, e ha una visione politica di sinistra. Si tratta di una questione della quale la classe operaia è responsabile.
La responsabilità storica del KKE non è quella di sostenere un governo per la gestione della crisi a scapito del popolo.
Il KKE possiede una preziosa esperienza storica e contemporanea, la resistenza e la capacità di adeguare la lotta nelle condizioni di repentina crescita del movimento come delle battute di arresto del movimento operaio. Può coniugare le istanze più immediate e generali, unire le forze militanti intorno a un obiettivo politico unitario.
a) Lotterà insieme al popolo e alla gioventù affinché il territorio greco non sia utilizzato e non vi sia alcuna partecipazione greca in una guerra contro la Siria e l’Iran, che potrebbe essere scatenata dopo le elezioni americane.
b) Il KKE con un gruppo parlamentare compatto proporrà disegni di legge e modifiche per fronteggiare i problemi critici del popolo. Tra i primi, una proposta per l’abolizione del memorandum, l’accordo sul prestito e tutte le leggi correlate che sono state approvate dal Parlamento precedente.
c) Sosterrà direttamente l’organizzazione del movimento operaio e dei suoi alleati per affrontare le priorità di estrema urgenza, quali: il finanziamento dell’EOPYY (Organizzazione Nazionale per l’Erogazione dei Servizi Sanitari), i fondi di previdenza sociale, il funzionamento dei poliambulatori e degli ospedali, la tutela dei disoccupati, i debiti delle famiglie, il sollievo delle famiglie popolari dalla pesante tassazione diretta e indiretta, i problemi crescenti della gioventù, delle donne, degli anziani e i disabili. Nel caso di una bancarotta incontrollata e una nuova svalutazione interna sosterrà ogni iniziativa popolare, di solidarietà e mobilitazione in aiuto delle persone per affrontare i bisogni urgenti.
d) Cercherà di mobilitare il popolo alla vigilia delle decisioni dell’UE al vertice del 28-29 giugno, sul rafforzamento della Commissione europea.
e) Il CC invita gli operai e gli impiegati, i lavoratori autonomi, i contadini poveri ad intraprendere un’azione immediata attraverso i processi elettorali democratici per cambiare drasticamente la correlazione negativa delle forze nelle organizzazioni sindacali di terzo e secondo livello, e invita i milioni di lavoratori, che fino ad ora non hanno partecipato, a prendere parte attiva nei sindacati.
Il CC incoraggia i militanti, gli amici e i sostenitori del Partito e della KNE a promuovere lo studio e superare le debolezze comuni e le carenze di natura soggettiva che esistono nella nostra attività nel movimento, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle aree rurali, nei luoghi educativi, per la riaggregazione del movimento. Senza questa riaggregazione del movimento e la costruzione di una più forte alleanza socio-politica, il popolo non può ottenere nulla, né prendere la situazione nelle proprie mani. Solo così potrà fronteggiare l’attacco, che si intensificherà nei confronti del Partito a vari livelli e su molti fronti con il pretesto del risultato elettorale.
Atene 18/06/2012
Il CC del KKE

Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
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