Dichiarazione del CC del KKE sul risultato delle elezioni del 6 maggio 2012

14 maggio 2012 di
Dichiarazione del CC del KKE sul risultato delle elezioni del 6 maggio 2012
07/05/2012
Il CC del KKE si è riunito per una prima valutazione del risultato delle elezioni del 6 maggio 2012. Tale valutazione sarà oggetto di discussione negli organi e nelle organizzazioni di base del Partito, nonché negli organi e nelle organizzazioni di base della KNE [Gioventù Comunista della Grecia]. Inoltre, il Partito discuterà il risultato delle elezioni con le persone che lavorano a fianco del Partito, con i suoi sostenitori e amici. Dopo il ciclo di discussione e d’opinione, il CC esprimerà una valutazione conclusiva.
1. Il risultato elettorale porta al rafforzamento della tendenza al rinnovamento della scena politica, consolidatasi negli ultimi tre decenni con l’avvicendamento al governo di PASOK e ND [rispettivamente socialdemocratici e conservatori, ndt], con una pesante sconfitta di questi due partiti. Il cambiamento della scena politica, nella forma concretizzata con il risultato elettorale, non costituisce affatto un rovesciamento politico. Nelle condizioni di legittima rabbia e indignazione, è prevalsa una logica di punizione [dei due maggiori partiti] e di illusione che esistano soluzioni immediate calate dall’alto e attraverso negoziati. Tuttavia, l’esito elettorale mostra l’emergere di tendenze positive, tese al rovesciamento radicale di potere e opposte a chimeriche illusioni. Nonostante il drastico declino di ND e PASOK, il risultato elettorale non incarna una nuova era in termini di rapporti di forza tra il popolo e i monopoli, né un rovesciamento o una “rivoluzione pacifica”, come è stato detto.
2. La riforma della scena politica borghese, che si trova ancora in una fase di transizione, serve a prevenire la tendenza alla radicalizzazione e l’affrancamento dall’influenza politica e borghese. La sua caratteristica principale risiede nel ripristino dell’arena di centro-destra e centro-sinistra, la ricomposizione della socialdemocrazia attorno alle forze di SYRIZA. Il potere dei monopoli ha bisogno di un sistema politico borghese rinnovato, eventualmente con la creazione di nuovi partiti, capace di dar vita a nuove alleanze e governi di coalizione. La possibilità di ristrutturare il sistema è consentita dal fatto che le forze della “Unione a senso unico” che servono gli interessi del capitale, non si sono ridotte in termini di voto complessivo.
3. La stragrande maggioranza degli elettori dei due partiti borghesi ha disperso il voto tra forze politiche con un’ideologia similare, che sostengono la politica della “UE a senso unico”. In misura molto minore verso il KKE. In questo quadro, la dispersione dei voti è diretta verso partiti reazionari e nazionalisti come i “Greci Indipendenti” e il partito nazifascista “Golden Dawn” (Chrisi Avgi – Alba Dorata). Inoltre, il risultato elettorale è segnato dalla bassa partecipazione, espressione di un’indignazione senza via d’uscita, così come dalle difficoltà finanziarie degli elettori che dovevano viaggiare per raggiungere il seggio. L’ascesa di “Alba Dorata” prova ulteriormente che in condizioni di profonda crisi e di impoverimento materiale, quando il movimento operaio e popolare non passa al contrattacco e la maggioranza dei partiti appoggia il sistema capitalista o si illude di umanizzarlo, il pericolo dell’influenza dei nazionalisti e neo-fascisti è in agguato. Tanto più che l’UE e tutti gli stati membri hanno adottato l’equazione del fascismo con il comunismo come ideologia di Stato. Solo un movimento operaio e popolare forte e un KKE potente può affrontare queste deviazioni pericolose e renderle marginali e innocue. I sermoni antifascisti, gli appelli all’unità nazionale e al consenso anti-fascista, sono inefficaci contro “Alba Dorata”.
4. Il popolo non deve assumere una posizione “attendista” rispetto questi processi che iniziano con il tentativo di formare un governo. Il nocciolo duro della classe borghese, i gruppi affaristici così come i meccanismi e gli organismi dirigenti dell’UE e del FMI avranno un ruolo attivo nel rinnovamento del sistema politico. Cercheranno di opporre al più presto nuove “alternative” per neutralizzare il radicalismo dei lavoratori e popolare, prima che l’organizzazione e l’iniziativa del popolo diventi più forte e acquisisca caratteristiche di massa. Indipendentemente dal risultato di questi tentativi, il loro orientamento principale è l’accelerazione delle azioni al fine di scongiurare tempestivamente l’acuirsi della lotta di classe e la mobilitazione delle forze sociali, i cui interessi sono in opposizione e rottura con i monopoli e l’imperialismo, con la stessa Unione europea e le scelte della NATO, rafforzando la coscienza anticapitalista. SYRIZA, che ha un programma socialdemocratico, ha delle responsabilità enormi verso il popolo per le palesi menzogne dette prima e durante la campagna elettorale, per le illusioni che semina e ha seminato riguardo il miglioramento della situazione senza uno scontro con i monopoli e le unioni imperialiste.
5. La ristrutturazione del sistema politico borghese deve incontrare la vigilanza e la prontezza delle organizzazioni di massa e nella lotta sui luoghi di lavoro, negli uffici, nei quartieri popolari, nelle campagne, nelle scuole, università e istituti professionali, con l’immediato rifiuto delle nuove misure in preparazione. Nessuna tolleranza per le parole d’ordine di rinegoziazione del debito, di progressivo disimpegno dai memorandum e dagli accordi sul prestito nel quadro istituzionale dell’UE e del FMI.
6. Il Comitato Centrale invita i militanti del Partito, la KNE, gli amici e sostenitori del Partito, le persone che lavorano a fianco del Partito, che orgogliosamente hanno partecipato alle lotte e nella campagna elettorale, di porsi accanto ai lavoratori e difendere i propri diritti e la giusta causa in modo coerente. Il ruolo e le responsabilità del Partito aumentano. Il KKE è la forza insostituibile e decisiva per il movimento popolare che lotterà e contrattaccherà nella prospettiva della conquista del potere e dell’economia operaia e popolare, per il disimpegno dalla UE, la cancellazione unilaterale del debito, la socializzazione dei mezzi di produzione, l’instaurazione delle cooperative produttive del popolo, la pianificazione a livello nazionale per l’utilizzo del potenziale di sviluppo del paese con il controllo operaio e popolare dal basso verso l’alto.
7. Il Comitato Centrale valuta che il risultato elettorale si è formato in condizioni di rabbia generale del popolo e indignazione, in condizioni di acuta, prolungata crisi economica del capitalismo e mentre l’Unione europea, con l’accordo del PASOK e di ND, ha scelto la via classica e tipica in favore del capitale e dei monopoli: bancarotta incontrollata per i lavoratori e gli strati popolari e bancarotta controllata per il capitale. I memorandum e gli accordi sul prestito includono misure che poggiano sul Trattato di Maastricht, la cui attuazione è progressivamente avvenuta in tutti gli stati membri dell’UE. Poggiano altresì su decisioni successive fino al Trattato Europeo 2020. Per questo motivo, il KKE ha rivelato il carattere falso della separazione tra partiti europeisti, in pro e anti-memorandum.
Il KKE è letteralmente passato attraverso ostacoli posti su entrambi i lati, dalle forze del sistema e dalle sue riserve, che sono unite, nonostante le differenze, nell’insistenza dell’integrazione del paese nell’UE, secondo il criterio dell’acquiescenza dei popoli alle scelte di classe a ogni costo, in nome dell’euro. Da un lato c’è stata cieca indignazione e dall’altro l’illusione che un governo di cosiddette forze anti-memorandum potesse fornire sollievo e una soluzione ai problemi urgenti. La maggior parte degli operai scontenti e arrabbiati e dei disoccupati hanno ceduto all’impazienza e alla pressione dell’illusione di un risultato positivo immediato, “il qui e ora” senza aver acquisito l’esperienza necessaria per la partecipazione diretta all’organizzazione e alle lotte. Ha ceduto alla propaganda generalizzata che non ci possano essere cambiamenti radicali o che questi arriveranno in una “seconda fase”, con le parole di uno slogan amato da SYRIZA estremamente pericoloso per il popolo. Il KKE valuta i risultati delle elezioni e le tendenze secondo dati oggettivi, non cambia la sua posizione sulla base dell’esito elettorale o il ritiro dalla scena di altri partiti politici.
Il KKE ha registrato un modesto avanzamento in queste elezioni. Tuttavia, la valutazione finale della qualità degli interventi e dell’attività del Partito in relazione al risultato elettorale sarà completato dopo la raccolta delle opinioni e dei dati dalle regioni e, naturalmente, dai giudizi collettivi delle organizzazioni del Partito.
Comunque, sulla base dei dati attuali e delle modifiche nella composizione delle forze politiche rilevata, a prescindere dalle considerazioni finali che saranno tratte, il CC valuta che ancora una volta è stata confermata la posizione del Partito, che il progresso e l’inasprimento della lotta di classe determinano l’influenza politica del KKE e la sua performance elettorale. La valutazione del KKE, dichiarata apertamente all’inizio della crisi, è stata confermata: nelle condizioni di crisi economica capitalistica, in cui cresce l’indigenza assoluta e relativa del popolo, coesistono due possibilità: il progresso del movimento o una sua temporaneamente battuta d’arresto. Che i settori più poveri della classe operaia, i disoccupati ed i para-autonomi, gli strati piccolo-borghesi che hanno improvvisamente perso il loro reddito, siano soggetti all’influenza e alle tendenze che si sviluppano nel malcontento degli strati piccolo-borghesi, ancora solidi da un punto di vista finanziario e che non vogliono perdere tutto, ma ostili a un cambiamento radicale perché sperano nella loro sopravvivenza. Il KKE ritiene che la seconda possibilità, quella della battuta d’arresto, non sia ancora determinata. Ci sono possibilità nel prossimo periodo di intensificare la lotta di classe e per il movimento di acquisire nuova forza in modo che ci sia speranza e una prospettiva positiva.
Il CC saluta le migliaia di lavoratori e lavoratrici, di disoccupati che hanno premiato e sostenuto alle urne la perseveranza, la coerenza e la chiarezza sincera delle parole del KKE, la militanza e l’altruismo dei comunisti, a prescindere dal livello di condivisione della proposta politica generale del Partito. Una gran parte dei lavoratori e di elettori del Partito, a causa della riacutizzazione dei problemi popolari, sotto la pressione di slogan ingannevoli sulla rinegoziazione del memorandum e nella speranza di un sollievo immediato per i lavoratori, non è riuscita a comprendere la differenza tra un governo e il potere reale. Il CC, raccogliendo giudizi e conclusioni provenienti dalle organizzazioni del Partito, potrà esaminare le carenze che devono essere superate, soprattutto nell’attività all’interno della classe operaia e dei suoi alleati e sarà capace di una stima più precisa del periodo elettorale.
La proposta politica del KKE sulla lotta per il potere operaio e popolare sarà, nel tempo a venire, all’epicentro del popolo, diventerà più chiara la differenza tra un governo e un potere autenticamente popolare, così come la proposta complessiva sulle questioni immediate di sopravvivenza. Da questo punto di vista, l’attività politica elettorale del KKE in armonia con la sua strategia, come si conviene, costituisce un importante viatico per gli anni a venire.
Il KKE non sosterrà alcun governo che emerga dalla collaborazione post-elettorale tra i partiti, a prescindere dalla sua composizione o etichetta. Questo governo non darà nulla di buono al popolo. Al contrario, risponderà ai bisogni e agli interessi del capitale, alle scelte dell’UE e del FMI. Se il KKE accettasse di partecipare a un governo, non sarebbe sufficiente un piccolo arretramento, ma dovrebbe stravolgere completamente il suo programma e la sua linea politica, e scendere a compromessi inaccettabili rispetto gli interessi popolari presenti e futuri. Il popolo non ha bisogno di un KKE di questo tipo.
8. KKE e KNE saranno fin dal primo momento e ogni giorno a venire in prima linea nella lotta. Il CC del KKE invita i lavoratori che stanno soffrendo, i disoccupati e i pensionati, i lavoratori autonomi in città e nelle campagne, a unirsi ai comunisti e ai militanti della KNE, a coloro che lavorano a fianco del KKE e tra le forze di classe e popolari nella lotta per evitare i problemi crescenti, per respingere le misure peggiori in preparazione. Nessuno slogan per la negoziazione e rinegoziazione può alleviare minimamente i bisogni dei lavoratori e dei disoccupati. Prontezza e rapidi aggiustamenti sono necessari nella lotta. Soprattutto è indispensabile un’attivazione immediata se non emergesse un governo di coalizione e fossero indette nuove elezioni, portando alla ribalta ancora una volta e più intensamente i dilemmi elettorali e le più potenti illusioni.
Atene 07/05/2012
CC del KKE

Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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