Fds: KKE o Synaspismos-Syriza? Per il socialismo o per riformare il capitalismo?

16 febbraio 2012 di

 

I fatti accaduti in Grecia e le avvisaglie per l’Italia hanno aperto un forte dibattito a sinistra sulle analogie che sotto il profilo economico e politico il nostro paese ha con la Grecia ed allo stesso  tempo hanno messo in luce l’arretratezza dal punto di vista politico ed organizzativo delle forze di classe in Italia. Molti compagni, anche tra coloro che militano in Rifondazione o nel Pdci, guardano giustamente al KKE come ad un partito comunista coerente e radicato, in un certo senso un modello per quella che dovrebbe essere un vero partito comunista anche in Italia, e appaiono stupirsi sul perché nelle iniziative politiche nazionali della Federazione della Sinistra con Paolo Ferrero siano invitati esponenti del Synaspismos-Syriza (i Vendoliani greci) e non del KKE. A questi compagni è indirizzata questa riflessione perché escano dalla genuina convinzione che si tratti di una casualità, capendo invece le profonde ragioni politiche che sono alla base di una precisa scelta di campo che la Federazione della Sinistra ha fatto. Vorrei a questo proposito elencare alcuni punti fondamentali.

1) Contro il neoliberismo o contro il capitalismo?

La prima domanda viene spontanea leggendo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà a Roma, “contro l’Europa del neoliberismo”. Nelle iniziative pubbliche, nei documenti politici, nelle interviste la Federazione della Sinistra ed i suoi dirigenti hanno sempre attaccato il neoliberismo, bollandolo come l’origine di tutti i mali. L’accusa di  neoliberismo, lascia però indicare l’accettazione del capitalismo in sé e solo la predilezione per alcune teorie economiche perfettamente interne al sistema capitalistico. Dalle deduzioni implicite si passa alle affermazioni ben più esplicite di Diliberto, che a Ballarò pochi giorni fa, al posto di indicare la necessità storica del superamento del sistema capitalistico rispolvera Keynes e le sue teorie, come farebbe qualsiasi buon socialdemocratico. L’identificazione del neoliberismo come nemico per dirla con le parole di un documento del KKE dello scorso anno “diffonde la falsa speranza che il capitalismo possa risolvere i problemi attuali dei popoli, senza intaccare le relazioni economiche del sistema capitalista e la sua sovrastruttura politica.”

2) L’Unione Europea.

L’Unione Europea per la Federazione della Sinistra non è in discussione. Il convinto europeismo del gruppo dirigente si fonda sull’assunto che all’unione economica debba conseguire anche un più stretta unione politica, una maggiore democratizzazione, una lotta ad alcuni settori dell’economica capitalista (la speculazione, le banche). L’Europa dei popoli contro quella dei capitali. Chi come noi è abituato a ragionare concretamente a partire da un’analisi materialista e non idealista, sa bene che l’elemento economico è alla base di quello politico e che non potrebbe esistere una Unione Europea differente da quella che esiste attualmente, dati gli attuali rapporti di produzione. Solo il rovesciamento del sistema nel suo complesso potrà far sorgere una vera unione dei popoli europei sulla base di un altro modo di produzione. Per la Federazione della Sinistra al contrario l’Europa va difesa e deve essere migliorata con una serie di riforme. Nessun accenno poi al ruolo imperialista della UE, che anzi viene lodata ogni volta che esponenti della Federazione della Sinistra chiedono a gran voce un ruolo forte ed una politica estera comune della UE. Andrebbe ricordato che la competizione tra URSS e Stati Uniti era una competizione tra sistemi contrapposti, non una competizione di natura interimperialista come quella che si sviluppa tra UE e USA. La differenza è sostanziale. Così come la linea politica sull’Europa della Federazione della Sinistra e quella del KKE che senza mezze parole chiede “la disarticolazione dell’Unione Europea”.

3) Alleanze elettorali o alleanze di classe?

Ultima e più strettamente nazionale tra le questioni quella che riguarda il rapporto che i comunisti devono avere con le altre forze politiche nei rispettivi paesi. Il KKE da sempre è contrario ad ogni forma di appoggio a governi o coalizioni di centrosinistra. La Federazione della Sinistra, trovando di volta in volta varie argomentazioni buone per il momento, chiede in ginocchio di stare in coalizione con qualcuno a sinistra. Prima con il Partito Democratico, contro Berlusconi, ora che Berlusconi non c’è più almeno con Sel e Di Pietro. Il KKE ritiene che ogni appoggio a forze politiche di sinistra opportunista sarebbe un tradimento, Diliberto afferma che in cambio di dieci seggi sarebbero pronti a votare tutto (e si può starne certi…). Al contrario della Federazione della Sinistra il KKE è convinto che non ci sia spazio per alleanze elettorali in questo momento, mentre sia necessario costruire forti alleanze di classe tra i lavoratori, gli studenti, i piccoli commercianti, i piccoli agricoltori, schiacciati e proletarizzati dalla crisi.

Alla luce di tutto questo viene da chiedersi se ancora ingenuamente si creda che la Federazione della Sinistra abbia rapporti con il Synaspismos e non con il KKE per un caso, oppure se sia chiaro che esistono profonde differenze ideologiche tali da rendere oggettivamente molto diversa la natura dei comunisti greci da quella della Federazione della Sinistra. Da tempo, CSP-PARTITO COMUNISTA ha costruito forti rapporti con il KKE,  a partire dalla convinzione comune della necessità del rovesciamento del capitalismo, del ruolo imperialista dell’Unione Europea e di conseguenza della necessità di condurre una lotta contro l’Unione Europea stessa (senza se e senza ma…), e per quanto riguarda le alleanze, dal rifiuto di ogni alleanza opportunista che avrebbe come solo obiettivo quello di ottenere seggi in parlamento. È sulla base di questa convergenza ideologica profonda che noi consideriamo il KKE un partito fratello, così come sulla base delle precedenti osservazioni la Federazione della Sinistra ha scelto nel Synaspismos il suo referente in Grecia, ed in generale da quale parte del campo posizionarsi in Europa. E allora invitiamo i compagni che militano nella Federazione della Sinistra credendo così di lavorare per la ricostruzione del Partito Comunista in Italia; compagni  che guardano al KKE come esempio e che sono delusi dalle scelte dei loro partiti, ad avere il coraggio di riflettere seriamente sulla loro scelta.Anche noi abbiamo ancora molta strada da fare, dal punto di vista teorico ed anche correggendo mancanze organizzative che siamo i primi a rilevare e voler superare.Serve costruire un Partito Comunista  forte e radicato, con l’esempio del KKE, con l’obiettivo di abbattere il capitalismo e costruire il socialismo.

Alessandro Mustillo

Responsabile Nazionale Giovani CSP-PARTITO COMUNISTA.

 

 

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