SULCIS. La dottrina delle liberalizzazioni è la causa principale della disoccupazione, ma la Commissione Europea non ne prende atto. (dichiarazione di Marco Rizzo e di Giampiero Piras, Csp-PARTITO COMUNISTA).

29 gennaio 2012 di

SULCIS. La dottrina delle liberalizzazioni è la causa principale della disoccupazione, ma la Commissione Europea non ne prende atto. (dichiarazione di Marco Rizzo e di Giampiero Piras,  Csp-PARTITO COMUNISTA).

Abbiamo chiesto ai compagni greci del Partito Comunista di Grecia KKE di interrogare la Commissione Europea sulle annose vicende del Sulcis in Sardegna, la banalità della risposta evidenzia non solo le responsabilità oggettive delle istituzioni europee a favore del grande capitale, ma anche l’approccio ideologico reazionario nell’assolvere le politiche di liberalizzazione dai loro risvolti sociali ed occupazionali negativi

Interrogazione con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 117 del regolamento

On..Georgios Toussas (KKE-Gue/Ngl)

Oggetto:licenziamenti di massa nelle miniere di carbone in Italia nell’area del Sulcis

5 dicembre 2011

Le miniere di carbone di Sulcis (Italia), area estremamente arretrata, si trovano ad affrontare le conseguenze dirette della liberalizzazione del mercato dell’energia e della privatizzazione del gruppo energetico ENEL. Tale colosso energetico intende abbandonare l’estrazione del carbone nella regione al fine di promuovere l’energia eolica, il che comporta dei licenziamenti di massa e un notevole aumento della disoccupazione, che colpisce il 50 % dei giovani della regione. Di conseguenza, lo sviluppo tecnologico e la promozione dell’energia eolica incentrati sui benefici di stampo capitalista si realizzano a scapito dei bisogni della popolazione e a favore dei profitti dei gruppi finanziari quali l’ENEL.

È la Commissione preoccupata dalle ripercussioni della politica di liberalizzazione dell’energia di cui beneficiano i monopoli e che comportano conseguenze catastrofiche dal punto di vista dei bisogni dei lavoratori?

 

E-011046/2011

Risposta di Mr Oettinger a nome della Commissione (24.1.2012)

“La Commissione persegue pienamente il proposito di promuovere la

creazione di posti di lavoro in tutta Europa e, pertanto, è naturalmente

preoccupata per qualsiasi manifestazione di seria riduzione delle

opportunità occupazionali in settori o regioni specifiche dell’Europa.

Tuttavia, non è ovvio che la situazione descritta dall’Onorevole

Deputato, la chiusura delle miniere che egli cita, sia una diretta

conseguenza della liberalizzazione dei mercati dell’energia. La

Commissione resta convinta che la liberalizzazione dei mercati

dell’energia crei molteplici benefici economici, sociali e ambientali

per i cittadini europei, tali da cancellare ogni conseguenza negativa”.

Condividi
  • Twitter
  • Facebook
  • email
    RUBRICHE

    Autore

    L'autore non ha ancora aggiunto informazioni al suo profilo
    Commenti Chiusi.