NESSUNA ALTERNATIVA AL SOCIALISMO! KKE, PCPE, URCF, Csp – PARTITO COMUNISTA

24 gennaio 2012 di

NESSUNA ALTERNATIVA AL SOCIALISMO!

KKE (Grecia), PCPE (Spagna), URCF (Francia), Csp -PARTITO COMUNISTA (Italia) insieme per l’unica vera risposta alla crisi. Rizzo: “Altro che indignados e accampamenti a Wall Strett. Non c’è futuro senza Partito Comunista”

 

 

Celebrare il 21 gennaio, la nascita – novantuno anni fa – del Partito Comunista d’Italia, ma soprattutto dare nuovo slancio alla sua storia, guardando al futuro. In Italia come in molti altri paesi i comunisti si stanno riorganizzando e in un incontro a Roma, promosso da CSP – PARTITO COMUNISTA, hanno condiviso esperienze e prospettive. Con il KKE (Grecia), PCPE (Spagna), URCF (Francia), si è dato vita a un incontro pubblico che intende essere il primo passo di una collaborazione internazionale sempre più intensa. L’assemblea, che ha registrato la presenza di un rappresentante dell’ambasciata della Repubblica Democratica Popolare di Corea e il saluto di Vladimiro Perez Casal, consigliere politico dell’ambasciata cubana, è stata introdotta da Claudio Panero di Resistenze.org, che ha annunciato la traduzione in italiano della recente “Risoluzione sul socialismo”, approvata dal diciottesimo congresso del Partito comunista greco.

E proprio in rappresentanza del KKE è intervenuto Panagiotis Rentzelas,responsabile politiche europee. «La nostra lotta – afferma Rantzelas – deve sempre svolgersi con il radicamento nella classe operaia, altrimenti, come dimostra la storia, essa sfocia solo nell’opportunismo e nella socialdemocrazia. Il marxismo-leninismo ci permette di comprendere l’attacco che viene condotto contro i popoli d’Europa e di trovare una soluzione a tutto questo. Il capitalismo è una malattia che non può cambiare dall’interno. Produce sfruttamento, disoccupazione, guerra. Non può diventare umano. L’unica soluzione è rovesciare questo sistema e costruire un mondo nuovo, il socialismo-comunismo. Il potere dalla classe borghese deve passare alla classe operaia, grazie all’avanguardia del partito comunista. E poi sarà finalmente possibile avviare un sistema di pianificazione e socializzazione dei mezzi di produzione. Dobbiamo però stare attenti agli opportunisti, la cui funzione è quella disorientare il popolo. Basta guardare ai danni prodotti negli scorsi decenni da concezioni come “l’eurocomunismo”; molti partiti hanno cancellato la loro identità fino a sfociare in gruppi come il partito della sinistra europea, che servono solo a nascondere la vera lotta. Il partito comunista greco (KKE) è rimasto fedele alla sua storia e al marxismo-leninismo, difendendo l’Urss e la costruzione del socialismo. Oggi, tutte le lotte, in Grecia, hanno come avanguardia il Partito e il sindacato di classe, il Pame. Negli ultimi due anni siamo riusciti a organizzare 24 scioperi generali e a condurre la nostra lotte nei luoghi di lavoro. È lì che si compie la parte più importante della lotta, lì che i lavoratori possono davvero comprendere chi è dalla loro parte e chi è solo un venduto. Durante i nostri scioperi subiamo provocazioni di ogni tipo, tra cui, recentemente, anche l’omicidio di un muratore impegnato nel sindacato. Ma noi continuiamo contro quell’alleanza tra liberali, socialdemocratici ed estrema destra che attualmente governa la Grecia e che noi abbiamo chiamato il “fronte nero”. È arrivato il momento di passare al socialismo. L’unica via è l’annullamento del debito e il passaggio del potere nelle mani del popolo”.

«Sono i capitalisti i responsabili dei nostri problemi – prosegue Maurice Cukiermann responsabile esteri URCF (Union des Revolutionnaires Communistes de France). È il modo di produzione capitalista che mostra ogni giorno la sua incapacità a soddisfare bisogni vitali, culturali e assicurare il progresso sociale. Questa è la loro strategia: far pagare la crisi e il debito alle loro vittime. L’unico modo per cambiare è il contrattacco. Rovesciare il capitalismo e costruire il socialismo»

Secondo Astor Garcia Suarez, responsabile esteri del PCPE (Partito Comunista dei Popolidi Spagna) i governi europei stanno solo applicando la ricetta degli istituti economici internazionali. «Intanto la classe operaia cresce – continua Garcia Suarez – nonostante certi storici sostengano che essa “non esiste più”. Di fronte a tutto questo noi non rinunciamo al marxismo-leninismo, al centralismo democratico, alla dittatura del proletariato. Storicamente è terminato il tempo delle rivoluzioni democratiche. Oggi non sono possibili condizioni intermedie. Il capitalismo non può essere migliorato.  Deve essere abbattuto. Ma tocca a noi costruire l’organizzazione che sia in grado di farlo davvero».

A concludere i lavori è stato Marco Rizzo, segretario nazionale CSP – PARTITO COMUNISTA: «Il 21 gennaio non è per noi una data da celebrare, ma da praticare – afferma Rizzo. Gli esiti della crisi del capitalismo sono sempre più disastrosi. Pensiamo ad esempio al fenomeno della guerra. Avevano detto che con la caduta del muro di Berlino ci aspettava la pace e invece, dopo le guerre “ a bassa intensità”, in Medio Oriente si preparano nuovi preoccupanti scenari. I compagni greci ci insegnano quanto sia utile tenere fermi i principi e intanto condurre ogni giorno la lotta. In Italia ragioniamo, ad esempio, su alleanze sociali che fanno venire i brividi alla sinistra fighetta: appoggiamo i lavoratori taxisti, appoggiamo i benzinai e propugniamo l’unità tra le forze del lavoro contro il peggior governo che si ricordi dal dopoguerra ad oggi. Nasci, produci, consuma, crepa: è questo il destino a cui vogliono farci sottostare. Ma per ribellarsi a tutto questo non servono gli accampamenti di tende sotto Wall Street e i vari indignados: al massimo perpetuano l’illusione che in questo sistema sia possibile davvero protestare. Sono solo milioni di formiche sotto un lenzuolo, che tirano in mille direzioni, senza andare da nessuna parte. L’unica soluzione è un moderno e organizzato Partito Comunista. Non abbiamo l’ossessione delle elezioni. Preferiamo stare nelle lotte e magari esserne alla testa, piuttosto che guadagnare qualche deputato. Vogliamo costruire, da oggi, il vero Partito Comunista. È questo il nostro 21 gennaio».

 

(a cura della redazione romana di CSP – PARTITO COMUNISTA)

 

UN FUTURO DA CONQUISTARE

A margine dell’incontro del 21 gennaio, abbiamo raccolto qualche battuta dai rappresentanti dei partiti comunisti stranieri intervenuti all’assemblea.

 

 

Panagiotis Rentzelas responsabile politiche europee del KKE:

Il futuro è dei giovani? Sì, quelli della classe operaia…

Il nostro partito è impegnato tutti i giorni, in prima linea, nella lotta, anzi possiamo dire che non c’è lotta in Grecia in cui i comunisti non siano alla testa. Vogliamo l’annullamento del debito pubblico, ma soprattutto vogliamo costruire il potere popolare, per il socialismo. I giovani delle famiglie del popolo sono tra coloro che subiscono l’attacco più violento al loro futuro. Per questo si organizzano nella nostra organizzazione KNE e in tanti comitati promossi dal partito stesso. Tra le nostre fila i giovani sono moltissimi. Il nostro messaggio ai ragazzi italiani è proprio questo: ci dicono sempre che “il futuro è dei giovani”. Per quali giovani il capitalismo sta costruendo un futuro? Forse per quelli della classe borghese. Con il socialismo il futuro sarà davvero nostro. Sì, noi crediamo che il futuro sia dei giovani della classe operaia e vogliamo costruirlo.

 

http://it.kke.gr/

 

 

Maurice Cukiermann responsabile esteri URCF (Union des Revolutionnaires Communistes de France).

Non pagheremo noi la vostra crisi e i vostri debiti!

La nostra organizzazione è nata circa dieci anni fa, quando un gruppo di compagni si è reso conto che non aveva più senso condurre una battaglia all’interno del Pcf, contro la sua deriva revisionista: per vincere era necessario tornare tra le masse. Da allora promuoviamo la lotta contro l’imperialismo, come organizzazione chiaramente e univocamente comunista. Propugniamo la rivoluzione socialista come sola alternativa popolare al capitalismo. Non pagheremo la vostra crisi e i vostri debiti! Questo è il messaggio ai padroni che diffondiamo tra i lavoratori francesi e immigrati, mentre siamo al loro fianco contro le conseguenze della crisi strutturale del capitalismo. La lotta sarà lunga, ma vinceremo!

 

www.urcf.net

 

 

Astor Garcia Suarez, responsabile esteri del PCPE (partito comunista dei popoli spagnoli):

 

Decisiva la lotta contro revisionismo e opportunismo

La storia del PCPE inizia nel 1984, con un congresso unitario di tutte quelle forze che si opponevano alla deriva revisionista del Pce. Nel 1985 nacque anche il collettivo giovanile. Negli anni novanta gli opportunisti e i revisionisti, in tutto il mondo, hanno lanciato un attacco ai comunisti, ma non sono riusciti a vincere. Tenendo duro siamo tornati a crescere. Senza rinunciare mai ai propri principi, come la difesa dell’Unione Sovietica, il Partito comunista dei popoli spagnoli continua la sua lotta. Siamo molto attivi nella solidarietà internazionale e crediamo che in questo momento sia necessario rinsaldare il processo di unità ideologica che permetta alla classe operaia di rendersi indipendente dalle categorie ideologiche borghesi e farsi pienamente cosciente del suo ruolo storico nella sconfitta di un capitalismo parassitario e moribondo.

 

http://www.pcpe.es

 

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