Due lettere dal territorio: mi sono rivolto a voi per conservare la voce… Basta con questi compagni che si bevono tutto quello che racconta il sistema…

23 dicembre 2011 di
    • Per i compagni di CSP.

      Credo che tutti noi possiamo condividere il pensiero per cui la coscienza della propria condizione politica sociale si forma non soltanto attraverso la formazione ideologica, ma anche attraverso le esperienze.
      Io posso condividere le mie, quelle passate all’interno dei movimenti che lottano per la difesa dei beni comuni e che voi conoscete: la lotta nel movimento no tav, la lotta contro la costruzione dell’inceneritore del Gerbido, la difesa dei diritti dei migranti.
      Non posso minimamente paragonare l’enorme bagaglio di esperienze e conoscenze che Voi avete accumulato, così come considero inadeguata, rispetto a Voi, la mia formazione.
      Tuttavia mi sono sentito di accogliere l’invito del compagno Marco Rizzo, per tentare di ricostituire una forza politica che pone alla base della propria azione la costruzione di una alternativa all’attuale sistema di regolazione dei rapporti economici basati sul potere del capitale.
      Ritengo in primo luogo che tale alternativa vada nuovamente immaginata all’interno del pensiero marxista per tre fondamentali ordini di motivi.

      Nel mondo attuale si è avuto una incredibile accelerazione della globalizzazione basata sull’affrancamento del capitale dalle regole create dai sistemi giuridici statali; da un lato lo Stato liberal democratico è rimasto in piedi come collettore di ricchezze, mediante la raccolta tributaria, dall’altro non è più in grado di autodeterminate l’impiego delle ricchezze raccolte. Si pensi all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, si pensi alle limitazioni di sovranità in campo economico per l’azione delle organizzazioni sovranazionali di tipo neoliberista (FMI, WTO, WB), si pensi al potere delle Banche Sovranzaionali come la BCE. Da ciò deriva una conseguenza fondamentale: riducendosi il potere dello Stato, diventa nulla l’azione politica classica dei movimenti socialdemocratici che consiste in sostanza nell’esercitare pressione od influenza sui governi nazionali perchè vengano introdotte riforme e garanzie a tutela della classe lavoratrice, o potrei dire meglio degli ultimi. Ne è dimostrazione il processo di precarizzazione del lavoro, portato a compimento non solo dalle forze conservatrici o reazionarie, ma anche (e a volte soprattutto) dalle forze che si identificano quale sinistra di governo. Altra dimostrazione la si può trarre dalla perdita del potere dello Stato sulla propria moneta. Se alternativa si vuole proporre, deve tenersi conto dei limiti ormai strutturali del riformismo, limiti imposti dalla dinamica globale dello sviluppo economico capitalistico
      Tale irresistibile dinamica globale, come descritta dallo storico inglese marxista Hobsbawn, é stata capace di distruggere tutto ciò che era venuto prima “comprese quelle parti dell’eredità del passato umano da cui il capitalismo stesso ha tratto beneficio, come le strutture famigliari” Questo processo di distruzione creativa consente il ricircolo delle ricchezze e delle risorse (e quindi del potere) in sempre più poche mani, con un economia enormemente concentrata e globale, in grado di condizionare in modo immediato la vita dell’intero globo.
      Tale espansione globale, accompagnata dalla ricerca di ritmi di crescita illimitati, ha pregiudicato l’integrità dell’ambiente stesso in cui vive l’uomo, considerandolo come un ventaglio di possibilità di sfruttamento economico, non più un habitat. C’è ormai una contraddizione evidente tra la necessità di controllare l’impatto della nostra l’economia sulla biosfera e la perenne ricerca della crescita e del profitto da parte del sistema capitalistico. Se le risorse sono limitate e scarse, la crescita non può essere illimitata se non circoscritta a pochi individui, con detrimento delle condizioni di vita e dell’ambiente della restante maggior parte di esseri popolanti il nostro pianeta.

      Queste condizioni segnano per me – e per il mio percorso di formazione della coscienza – da un lato la necessità di porsi le stesse domande che si pose Marx, nella sua visione onnicomprensiva dei problemi del mondo, dall’altro il bisogno di immaginare una forza politica che sia in grado di affermare il primato della condivisione sulla concorrenza, dei beni comuni sul capitale. In tal senso credo che il socialismo perseguito attraverso la realizzazione di una forza politica comunista contenga ancora la risposta più adeguata.

      La difficoltà estrema di un tale proposito è però evidente nell’attuale sistema di potere, in cui il controllo dei mezzi di comunicazione di massa e delle strutture politiche da parte del capitale rende difficile persino la prospettazione di una alternativa siffatta.

      Riprendendo dunque una frase del compagno Marco Rizzo, questa forza dovrebbe essere costruita cercando un dialogo ed una comunicazione con tutte quelle altre forze e quei movimenti che in qualche modo hanno a cuore il ripristino della sovranità popolare sui beni comuni, in primo luogo rivolgendo proprio al nostro interno, prima di tutto, un appello all’alternativa ed all’abbandono delle politiche di affiancamento ai governi socialdemocratici, in secondo luogo sviluppando un rapporto persino con quei movimenti che affrontano tale problematica da un punto di vista errato ovvero non onnicomprensivo: quando due forze di approccio diverso lavorano e si confrontano su un percorso comune, finisce per prevalere la visione più efficace, più corretta ed adeguata, che io ritengo essere il nostro approccio marxista.

      L’alternativa, almeno nel panorama italiano, è forse la riduzione al silenzio ed io mi sono rivolto a voi per cercare di conservare la voce.

      Con stima.Enzo Pellegrin

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      Cari compagni di CSP, caro compagno Marco,

io mi sono fatta tanti di quei nervi sulla questione Libia! Con tutti questi SuperCompagni Duriepuri che avvaloravano tutte le menzogne più spudorate per distruggere e rapinare la Libia e assassinare e brutalizzare il suo leader. Francamente mi sono stufata! Si bevono tutte le stronzate che racconta il sistema capitalista che in teoria dovremmo abbattere. Dunque, è ingenuità o cretineria?
naturalmente in tutto questo ha un ruolo tremendo l’asinistra! tutti inginocchiati ai poteri forti e agli usa giusto per mendicare qualche poltrona, come i vari diliberto, svendola e ferrero….
io sto tra Genova e Savona. faccio due lavori precari in nero (barista e cameriera) in cui guadagno due soldi perchè non sono una figlia di papà ma vengo da una famiglia operaia e a 30 anni non posso gravare ancora su di loro. e come me siamo a migliaia, solo che manca la coscienza di classe, la cosiddetta “sinistra” parla di diritti di omosessuali, di animali e dei vegetariani, si occupa di cazzate e a noi ci stanno uccidendo. non ce la facciamo più! Scusa lo sfogo….. se ne parlo con te è perchè so che sei diverso da quello schifo di politicanti e ogni volta che mi capita di sentirti, su internet o in tv, sento che sei l’unico che dice pane al pane e vino al vino e che parla di problemi concreti dicendo le cose come stanno e facendo nomi e cognomi dei responsabili. vorrei avere più tempo a disposizione per occuparmi di politica che è sempre stata la mia passione e sono comunista dalla nascita, ma non ho mai un minuto libero e quando torno a casa la sera sono così stanca che voglio solo dormire.
ci stanno togliendo anche quel poco che avevamo…. mi viene da ridere quando parlano di cuba o degli altri paesi socialisti, dove viene garantita una cazzo di casa, di lavoro, di sanità, di scuola, di tutela sociale da quando nasci a quando muori. cose che qui da noi ci sognamo!! altro che crisi e crisi!!Almeno in Grecia ci sono partiti e organizzazioni popolari che lottano al nostro fianco…. qui in Italia?
un abbraccio. scusa ancora per lo sfogo. alla prossima.
Caterina

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