Il gruppo “Comunisti Sempre” di Roma esce dal PDCI e aderisce a Comunisti Sinistra Popolare.

16 dicembre 2011 di

Il gruppo “Comunisti Sempre” di Roma esce dal PDCI e aderisce a Comunisti Sinistra Popolare.

Avevamo pensato che il Congresso del Pdci poteva anche esser una occasione di svolta almeno per la chiarezza che serviva ormai da tempo nel  pessimo quadro della  poltica italiana.

Un Partito Comunista dovrebbe servire a rendere protagoniste le masse lavoratrici e a prospettare una uscita dalla società capitalistica verso quella socialista. Negli ultimi decenni, e ancor di più dopo la svolta della Bolognina, le attenzioni sono andate quasi esclusivamente alla rappresentanza parlamentare e quella governativa. Questo distacco tra la “missione” fondamentale dei comunisti e le azioni dei partiti che in tal modo si denominavano, hanno provocato il disastro che si è poi conclamato con la vicenda dell’Arcobaleno e con  la quasi definitiva scomparsa dei comunisti come forza politica organizzata ed autonoma.

Non si potevano più compiere errori e a tal fine volevamo stigmatizzare la coazione a ripetere della dirigenza del Pdci relativamente alla rinnovata alleanza col Partito Democratico  e col centro-sinistra con la formulazione del cosiddetto fronte democratico (esulando dalla partecipazione al governo) pensando quindi alla rappresentanza elettorale con qualche deputato (per evitare lo sbarramento al 4% per chi si pone al di fuori delle coalizioni). Ebbene al recente congresso non solo questo si è ripetuto come se nulla ci avessero insegnato gli anni passati, ma addirtittura Diliberto ha detto in una intervista a Il Fatto “dateci dieci seggi e voteremo sempre la fiducia”. La cifra del congresso sta tutta qui: pur di rientrare in Parlamento Diliberto è disponibile a rinunciare all’autonomia organizzativa e politica di chi vorrebbe ancora dichiararsi comunista in quel Partito. Non solo questa linea, che ha consacrato il solito Diliberto per l’ennesima volta segretario, aveva puntato tutto sulle elezioni anticipate e non aveva assolutamente previsto il governo della Banca Centrale Europea con il suo tecnocrate Mario Monti. Il solito Diliberto non sì è perso d’animo e, sempre in vista di una sempre più remota alleanza col sempre più impelagato PD, ha subito dichiarato che” non è possibile non apprezzare i ministri del nuovo governo” e ancora (intervista a Blitz quotidiano) “non ha tabù, l’età media si può aumentare, non dimenticandosi peraltro di plaudire all’anziano Presidente Giorgio Napolitano”. Insomma Diliberto si è proprio guadagnato l’appellativo di finto-comunista, che crediamo debba cominciare a scandire una polemica serrata contro coloro che, pur continuando a chiamasi comunisti, con le loro proposte ed ambizioni personali, altro non fanno che “sputtanare” una storia ed una tradizione ancora attualissima. Per questi motivi principali abbiamo deciso di aderire subito a Comunisti Sinistra Popolare, che riteniamo ad oggi la formazione politica più conseguente ala ricostruzione di un vero Partito Comunista in Italia. Per questo motivo abbiamo chiesto al  suo Segretario Marco Rizzo ed ai compagni romani di CSP la possibilità (accettata) di  partecipare alla costruzione di una nuova sezione territoriale nella Capitale.

 

Roma 16 dicembre 2011

 

Stefano Panicci,  già Comitato Federale Pdci Roma

Paolo Colantoni,  già Direttivo di sezione G.Pajetta PDCI Roma

Marco Ticchi,      già  Direttivo di sezione G.Pajetta PDCI Roma

Carlo  Nucci,        già Direttivo di Sezione G.Pajetta PDCI Roma

Massimo Ombres, già iscritto Pdci Roma

Davide Macchini, già iscritto Pdci Roma

Ivano Fioravanti, già iscritto Pdci Roma

Teresa Perreca, già iscritto Pdci Roma

Teresa Silli, già iscritto Pdci Roma

 

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