Senza Tregua avanza nelle scuole, 11 mila voti e quaranta rappresentanti.

28 novembre 2011 di

da www.senzatregua.org

11.637 voti nelle scuole superiori di Roma, una quarantina di rappresentanti eletti alla consulta provinciale degli studenti. Cifre confermate anche nelle elezioni dei consigli d’istituto. Un risultato che dice molto, ma non ancora tutto. Solo due anni fa, ultimo rinnovo completo della consulta provinciale degli studenti, la nostra organizzazione, nata da poche settimane, aveva totalizzato 1.200 voti ed eletto una manciata di rappresentanti. Oggi Senza Tregua è la terza lista più votata in assoluto alle elezioni della consulta, elegge due consiglieri di presidenza (il 14%) essenziali per non far precipitare nelle mani di organizzazioni neofasciste la consulta provinciale.  Ma il dato è ancora più impressionante se si considera che alla consulta provinciale partecipano anche le scuole private, da cui ormai sempre più palesemente la destra neofascista attinge voti a piene mani, e che nessuna lista di Senza Tregua è stata candidata in queste scuole. Come al solito l’estrema destra, trincerandosi dietro finte parole d’ordine rivoluzionarie, trova il suo radicamento nelle “scuole bene” e nelle private romane, che la salvano dal tracollo, che invece registra nelle scuole pubbliche.

Al netto delle private il risultato della nostra organizzazione sarebbe percentualmente ben più evidente. Siamo particolarmente fieri di aver conquistato scuole di periferia e istituti tecnici, per anni scuole abbandonate da una sinistra sempre più attenta al voto di opinione che al radicamento di classe.  Un’inversione di tendenza importante che porta Senza Tregua a vincere nelle scuole e a costruire giorno dopo giorno il nostro radicamento di classe.

La nostra lista si è presentata come totalmente alternativa a quella di centrosinistra, sostenuta dalla Federazione degli Studenti, i Giovani Comunisti, L’Unione degli Studenti, la Rete degli Studenti ed alcuni dei collettivi autorganizzati.  Una scelta di campo netta, che punta a distanziarsi da qualsiasi scelta compiuta in questi anni dal centrosinistra in ambito di scuola, università e non solo. Non abbiamo sostenuto la candidatura di una studentessa della Federazione degli Studenti, movimento vicino ai Giovani Democratici e al PD, proprio per questo motivo e a maggior ragione in un momento in cui il Partito Democratico sostiene il governo Monti, che si appresta a portare avanti misure lacrime e sangue, che probabilmente coinvolgeranno anche la scuola e l’università, sicuramente peseranno sui lavoratori e sulle famiglie italiane.

Senza Tregua in consulta si è caratterizzata per un programma chiaro, orientato in un’unica direzione: la lotta contro la scuola di classe. Dall’opposizione al contributo studentesco, sempre più vera tassa imposta alle famiglie come contraltare ai tagli alla scuola, al caro libri, alla contrarietà alle prove Invalsi, che puntano a creare scuole di serie a e serie b, alla lotta per scuole sicure, a progetti contro la dispersione scolastica e per la sicurezza sul posto di lavoro, a partire proprio dagli istituti tecnici e professionali.  Sappiamo bene che la consulta provinciale è un organo privo di mezzi e possibilità, e non crediamo che tramite elezioni studentesche sia possibile ottenere risultati effettivi, motivo per il quale il nostro programma è orientato principalmente su alcune prese di posizione politiche e su alcuni progetti effettivamente realizzabili. Ma sappiamo anche che le elezioni sono uno degli strumenti (non il fine…) attraverso cui far conoscere le nostre idee, entrare a contatto con un numero sempre maggiore di studenti nelle scuole, costruire la nostra organizzazione.

11 mila voti ad un’organizzazione comunista oggi sono un segnale importante di controtendenza, che dimostrano come la crisi stia cambiando giorno dopo giorno la condizione di milioni di persone. Nonostante le campagne diffamatorie, vent’anni di pensiero unico orientato costantemente a negare la possibilità di un’alternativa al sistema capitalistico, il peso delle politiche repressive e tutte le migliaia di difficoltà che ogni giorno troviamo sulla nostra strada,  noi continuiamo ad andare avanti e sono sempre di più i giovani che si avvicinano alla nostra organizzazione, che vogliono condividere con noi un percorso politico fatto di lotte quotidiane legate da un filo comune: la lotta contro questo sistema e la necessità della costruzione del socialismo.  Quando la linea politica è giusta e l’organizzazione la mette in pratica correttamente, i risultati non tardano ad arrivare.

 

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