15 OTTOBRE: IL SOCIALISMO CONTRO LA CONFUSIONE E LE BARBARIE DEL CAPITALISMO.

19 ottobre 2011 di

15 OTTOBRE: IL SOCIALISMO CONTRO LA CONFUSIONE E LE BARBARIE DEL CAPITALISMO (commento di Marco Rizzo sulla manifestazione del sabato scorso).

Quando un grande movimento e poi una grande manifestazione, di certo animati da forti passioni, stentano a trovare un chiaro e netto obiettivo di percorso politico, è facile che tanti siano quelli che li vogliono “usare”, vogliono cioè impossessarsi della forza che potrebbero rappresentare: dai banchieri come Draghi che paradossalmente vi “dialogano”, ai politici come Vendola ed altri che la vorrebbero adottare a fini elettorali, al Governo che vuole dare la controprova sulla violenza dell’opposizione, alla moltitudine di giovani esasperati che la interpretano per urlare la loro rabbia, per finire con alcuni gruppi che vogliono fare guerriglia urbana. Insomma quello che è successo è anche frutto della confusione politica dovuta e voluta dalla crisi strutturale del capitalismo che è pronto a tutto pur di difendere la propria condizione di assoluto dominio. Non è un caso che, subito dopo il coro di chi ha diviso la piazza tra buoni e cattivi, sono arrivate le proposte di leggi speciali, di riduzione dell’agibilità del conflitto di classe nel Paese. Non perderemo tempo nell’esercizio sociologico di larga parte della sinistra radicale e non che fa a gara nel rendere le cose ancora più confuse: la crisi strutturale del capitalismo inizia ad entrare nel vivo della carne sociale e l’esasperazione non dovrà confrontarsi solo con la repressione, bisogna dare una prospettiva duratura ai movimenti di svariata protesta che si allargheranno a macchia d’olio man mano che i costi della crisi verranno scaricati dall’alto verso il basso. La soluzione non sarà né facile, né immediata ma si chiama socialismo/comunismo. Infatti solo una trasformazione rivoluzionaria di questa società consentirà al mondo di sopravvivere; siamo ormai giunti al capolinea, lo sfruttamento generalizzato, la distruzione dell’ambiente, le guerre imperialiste di USA, UE e Nato ci mettono davvero di fronte ad un bivio. Non basta esser indignati, non serve esser indignati se non si ha in mente,se non si progetta il cambiamento della società. Per fare questo serve anche uno strumento adeguato ed efficace, questo strumento si chiama Partito Comunista. In Grecia prima e più che da noi hanno iniziato ad attraversare le forche caudine del paradiso speculativo capitalistico, anche lì ci sono state e ci sono violenze, a volte anche fini a sé stesse (il capitalismo è violenza, sic!), ma vi è anche un forte Partito Comunista (il KKE) che ha promosso assieme al sindacato comunista (PAME), il blocco totale del paese con sei scioperi generali di 48 ore nell’ultimo anno (non quelli elettorali filo PD della Camusso) nonché la capacità di fare manifestazioni di massa con milioni di persone. Manifestazioni poderose, forti, determinate con il popolo in piazza, verso il quale nessuno ha avuto la forza né di reprimere né di strumentalizzare. Qui da noi non è così, a partire anche dal linguaggio dove la confusione appunto regna totale. Così come abbiamo accusato da un po’ di tempo a questa parte il capitale di nascondere le proprie responsabilità cambiando l’uso delle parole: “peace-keeping e non più guerra, parte datoriale e non più padroni, flessibilità in uscita e non più licenziamenti”; così vorremmo mettere in guardia i proletari, a partire dalle nuove generazioni, dalla “confusione” che regna a sinistra e nel cosiddetto movimento:anche qui il capovolgimento del significato delle parole è uno sport ampiamente praticato: “le moltitudini e non più le classi sociali, la decrescita e i beni comuni e non più i beni collettivi e la proprietà pubblica e statale, l’anticapitalismo e non più il socialismo”. La confusione va bene solo per chi punta a diffondere tra le masse idee e paradigmi che hanno come obiettivo il controllo ed il disorientamento del conflitto sociale, noi puntiamo ad altro, la strada è lunga, ma se cominciamo a spiegarla bene, alla fine vi arriveremo in tanti!

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