CRISI: RIZZO, IL POPOLO ITALIANO NON PAGHI IL DEBITO, FUORI L’ITALIA DALLA UE

12 luglio 2011 di

 

CRISI: RIZZO, IL POPOLO ITALIANO NON PAGHI IL DEBITO,

FUORI L’ITALIA DALLA UE

(AGENPARL) – Roma, 12 lug – “Il debito pubblico è una corda appesa al collo dei lavoratori. Dietro la parola d’ordine ideologica del pagamento del debito per vent’anni sono passati i peggiori attacchi ai diritti di chi lavora.
Per mesi banchieri e politici di ogni schieramento si sono rincorsi a vicenda affermando che la crisi era finita e che il peggio era passato. Dopo aver messo le mani nelle tasche dei lavoratori per garantire prestiti a fondo perduto alle banche, ora si apprestano a richiedere ulteriori sacrifici, che tradotto vuol dire tagli ai servizi pubblici, all’assistenza sanitaria, alla scuola, alle pensioni e ai salari. Tutto questo per rientrare nei parametri del debito pubblico e assecondare le mire di potenti gruppi economici che si nascondono dietro agenzie di rating di cui nessuno comprende la funzione, se non la finalità di trarre profitto sulle spalle di chi lavora. L’Italia non paghi il debito verso le banche e le grandi imprese, sempre pronte a far ricadere sulla collettività i costi delle loro perdite. Fuori l’Italia dall’Unione Europea, sempre pronta a salvare banche e monopoli, chiedendo sacrifici sempre e solo ai lavoratori”.
E’ quanto si legge in una nota di Marco Rizzo, Segretario Nazionale di Comunisti Sinistra Popolare.

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    4 Risposte a “CRISI: RIZZO, IL POPOLO ITALIANO NON PAGHI IL DEBITO, FUORI L’ITALIA DALLA UE”

    1. Cominform dice:

      Che poi in fondo significa fare quello che implicitamente ha detto Tremonti quando ha affermato che il debito pubblico italiano è uguale al risparmio privato..
      Siccome l’80 del risparmio privato è nelle mani del 10% più ricco della popolazione italiana…

    2. Cominform dice:

      Errata corrige: non è l’80 è ‘solo’ il 60%. L’80% si riferisce agli USA. Ma cambia poco: Tremonti ha detto quella cosa lì per fare il furbetto coi suoi colleghi della UE, noi comunisti lo prendiamo sul serio…

    3. adriano dice:

      io non sono per l’uscita dall’ue(che secondo me avrebbe una conseguenza economica ancora piu’ catastrofica) ma bisogna cambiare la politica economica del continente. di certo non si può fare al difuori dell’unione.il comunismo credo debba unire non dividere.

    4. Cominform dice:

      Secondo me uscire dall’UE, permanendo il sistema economico sempre capitalista, non avrebbe effetti disastrosi
      (a parte il fatto che è disastroso di per se permanere nel sistema capitalista) o perlomeno non peggiori di quelli che stiamo sperimentando. L’UE sarebbe positiva se i debiti degli
      Stati fossero riuniti in un unico debito europeo. Come avviene all’interno degli Stati, se una regione o un comune va in deficit, è lo Stato nazionale che in ultima istanza ne risponde (poi eventualmente si rivale sugli amministratori che hanno provocato il buco: tralasciamo però il fatto che con l’attuale casta di ladroni al potere questo non avviene mai).

      Dunque appunto NON ESISTE uno stato europeo, e si capisce: con cavolo che ci stanno i tedeschi ad accollarsi il debito greco e il debito italiano…

      E’ INUTILE ILLUDERSI : QUESTO NON AVVERRA MAI.

      Di conseguenza l’Italia ha ben poca utilità dall’UE, nel senso che i benefici di una moneta forte sono ampiamente compensati dagli effetti socialmente negativi che derivano dalla conseguente perdita di sovranità.

      Per i comunisti questa UE è una semplice associazione borghese antiproletaria. Un partito comunista che andasse al governo in un paese della UE, non potrebbe permanere nella stessa un giorno solo. L’unità dei comunisti, è l’unità dei proletari, che si esprime attraverso forme di unità fra Partiti Comunisti e non certo attraverso le attuali istituzioni borghesi.

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