Berlusconi perde Napoli e Milano ed inizia il suo declino

30 maggio 2011 di

Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario di Comunisti Sinistra Popolare:

Berlusconi perde Napoli e Milano ed inizia il suo declino, che ci auguriamo rapidissimo. Il gigantesco scontro di potere che lo ha visto contrapposto a finanza, grandi banche e Confindustria che, nel recente passato lo avevano appoggiato, si sta concludendo. La scena politica ci riserverà sorprese e conferme, probabilmente un riedizione riveduta del centro-sinistra presterà il suo ceto politico nel governo del paese. Prodi è riapparso, mentre gli operai della Fincantieri protesteranno a Roma per lo scippo del loro posto di lavoro, non avremo dubbi con chi stare..

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    4 Risposte a “Berlusconi perde Napoli e Milano ed inizia il suo declino”

    1. Cominform dice:

      Il motivo per cui finanza banche e confindustria stanno abbandonando Berlusconi è l’effetto inevitabile, secondo me, degli scandali sessuali.di B.,
      La Borghesia (internazionale) già da secoli ha abbandonato le auto-rappresentazioni ‘goderecce’ (che Berlusconi ripropone anacronisticamente) in favore delle autorappresentazioni ‘serie’ che puntano a far credere al popolo di essere una classe sociale di ‘lavoratori’.
      Infatti all’inizio Berlusconi puntava proprio su questo, cercava di vendere (riuscendoci, anche sfruttando la posizione di vantaggio nei media) la propria carriera di imprenditore, non certo il fatto che passa le serate con prostitute.

      La cosa è elementare, se ogni sera a casa tua c’è un’orgia, se delle mignotte hanno il tuo numero di telefono, e quando ti chiamano tu obbedisci alle loro richieste, c’è poco da fare: il popolo difficilmente potrà continuare a credere che tu ti occupi dei loro problemi. Berlusconi quindi è oramai bruciato, non serve più alla Borghesia, anzi è diventato dannoso: la finzione non è più credibile.
      La Borghesia ideologicamente più solida, cioè quella anglosassone, queste cose le sa da secoli, tiene accuratamente nascosti i propri ‘vizi’, e quando uno di loro viene scoperto, la regola è che deve scomparire dalla vita pubblica, per salvare la faccia alla classe sociale nel suo complesso.

      Attenzione: io sono SICURO che
      NON E’ la affatto la borghesia italiana che ha deciso di mollare S.B. L’input viene dalla Borghesia anglosassone, appunto la più solida, più abile, e più scaltra di tutte le Borghesie nazionali. Berlusconi è oramai una macchietta in tutto il mondo, se i membri della Borghesia anglofona continuassero a farsi vedere in giro con S.B. ben presto perderebbero il rispetto dei propri rispettivi popoli.
      Il fatto è che S.B. è un osso duro, ma la pressione della Borghesia internazionale prima o poi si fa sentire (e ci sono voluti due anni..dall’inizio degli scandali sessuali.).
      S.B. voleva sottrarsi alla regola N. 1: se ti scoprono, esci di scena per sempre. Non a caso è la Borghesia milanese, la più avanzata d’Italia, quella che recepisce per prima il comando della propria classe sociale a livello internazionale. in Veneto, al contrario, la coalizione berlusconiana continua a vincere,anche forse per l’elemento piccolo-borghese più svoluppato, ma ancora per poco…

      Il caso di Napoli secondo me è completamente diverso,
      a Napoli la Borghesia è ancora berlusconiana, solo che si è verificato lo scollamento fra la Borghesia e il blocco proletario-piccoloborghese. La Borghesia a Napoli è sostanzialmente criminale, controlla il proletariato attraverso il clientelismo e attraverso un legame stretto con la camorra e col sottoproletariato. Non cerca cioè di attuare un controllo ideologico (attraverso quelle ‘finzioni’ di cui parlavo prima). Non saprei dire però se questo scollamento è avvenuto a causa dell’esaurimento delle risorse
      clientelari o per una maturazione soggettiva del proletariato.

    2. G.G. dice:

      Aggiungerei all’analisi di Cominform (che condivido) il fatto che per provare a salvare nel nostro paese il sistema economico capitalista in forte crisi, la borghesia intenda ancora una volta provare ad evitare lo scontro diretto. In questo senso leggerei la vittoria di Pisapia a Milano e magari un prossimo governo nazionale di stampo Prodiano. Per fare le prossime manovre economiche di lacrime e sangue cercheranno l’appoggio delle organizzazioni dal PD alla FdS e della CGIL (ricordate le pensioni di Padoa Schioppa vero?). La speranza a mio avviso risiede nell’autonomia della FIOM e nei movimenti nati dalle battaglie per i beni comuni (TAV,territorio,nucleare,acqua). I comunisti in questo ambito dovrebbero lavorare ad ogni livello per portare il contributo di analisi (con gli strumenti del marxismo leninismo) ed orientare ideologicamente questo vasto bacino dal grande potenziale rivoluzionario (egemonia culturale). In questo senso bisogna fare molta attenzione a non cadere nel dogmatismo e tralasciare momenti di lotta, bollandoli come di retroguardia o espressione piccolo-borghese o sottoproletaria. Se non c’è una cultura di classe è colpa di noi comunisti che in questi anni abbiamo perso la battaglia per l’egemonia culturale.

    3. Cominform dice:

      X G.G. Dipende, l’elemento piccolo-borghese di Napoli secondo me è progressista, non l’elemento sottoproletario.
      Al contrario non vedo a Milano forze rilevanti che sfuggono al controllo della Borghesia.

    4. Cominform dice:

      Dimenticavo l’elemento piccolo-borghese del Veneto, che è terrificantemente reazionario e egemonizza il proletariato locale.

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