Le riflessioni di Marco Rizzo sulle elezioni amministrative.

17 maggio 2011 di

Le riflessioni di Marco Rizzo sulle elezioni amministrative.

Non ci scuseremo mai abbastanza per aver messo al centro anche noi queste elezioni amministrative, che reputiamo esser il meccanismo più lontano dai destini concreti dei lavoratori e della stragrande maggioranza del popolo (anzi sempre di più le elezioni in genere sono il frutto di un vento mediatico che cambia ogni giorno direzione e che disalbera le già inconsistenti radici di una qualunque coscienza politica). Lo scontro di puro potere in atto tra l’ammaccato Berlusconi che ha ormai perso l’appoggio di larga parte dei poteri forti che sinora l’hanno sostenuto ed il molok del centro sinistra confindustriale sta disegnando l’epilogo del quadro politico del futuro dove l’unica certezza ci sarà appunto per il popolo, a cui sarà conferita solo la possibilità di “tifare” per una politica aliena e contrapposta ai propri interessi concreti.

Siamo convinti che l’unico processo di vero cambiamento stia nella capacità di unificare le lotte ed i conflitti sociali con la guida e la ricostruzione di un adeguato Partito Comunista e questo ci consente di guardare con una dimensione “calibrata” anche per quello che concerne l’impegno di Comunisti Sinistra Popolare in questa vicenda. Abbiamo infatti , per così dire, “usato” queste elezioni in alcune realtà per verificare quello che poteva accadere, con un nostro impegno a volte diretto a volte in concorso con altre esperienze. I risultati sono questi: la lista di CSP nella provincia di Mantova ha avuto l’1,13 % dei voti, al comune di Rhò lo 0,64%, mentre le liste comuniste unitarie da noi sostenute direttamente hanno avuto il 6,5% a Bertinoro (Forlì), lo 0,2% a Napoli e lo 0,7% al comune di Latina, ancora al comune di Fisciano (Salerno) la lista di sinistra con candidato a sindaco un membro del nostro Comitato Centrale il compagno Giuseppe Campanile ha ottenuto l’8,13%. Risultati come vedete assolutamente contrastanti su cui dovremo discutere, che seguono il dato di fallimento del “progetto” FDS che ottiene poco più dell’1%  e nessun consigliere in città strategiche come Bologna e Torino (in alleanza e non col PD) e che, nonostante segua gli uragani mediatici di Pisapia e De Magistris, passa dal 5,71% (Prc+Pdci nel 2006) al  3,1% a Milano e dal 9,49% (Prc+Pdci nel 2006) al 3,67% a Napoli.

Abbiamo infine pensato di consegnarvi a questa tabellina del voto della cosidetta sinistra per una vostra più agile valutazione:

  %       FdS       Sel     Grillo    Pcl

TO      1,1        5,7      5,3        0,1

BO      1,5     10,2       9,4        0,6

MI       3,1       4,7      3,4         0,06     

NA      3,7       4,0      1,7         0,2

Riceviamo inoltre dalla compagna Tacca

Voto FDS provinciali 2011.

Sul voto delle provinciali della FDS è utile scorrere questa tabellina che riguarda 9 delle 11 province in cui si è votato (per Trieste e Gorizia non si trovano i dati comparativi) facendo il paragone con le precedenti elezioni provinciali del 2006 (con la somma percentuale di Prc e Pdci). E’ utile anche sottolineare che il numero dei consiglieri provinciali del 2006 era pari a 22 ed ora risulta invece esser pari a 3(salvo il ballottaggio di reggio C.). Le considerazioni sono affidate ai numeri:

 %                2006       cons.       2011     cons.

Mantova      10.63        3             1.94       0

Pavia             7.56         2             2.99      0 (anche dopo ballottaggio)

Ravenna      11.64         3             3.75      1

Vercelli        7.28          1             2.74      0 (anche dopo ballottaggio)

Treviso         5.22          2             0.9        0

Macerata      5.87          1              4.2       0 (anche dopo ballottaggio)

Lucca          12.36         5              6.57     2

Reggio C.     8.15          3              7.61     ? (da verificare dopo ballottaggio)

Campobasso 7.91         2              3.01     0

                           Tot.   22                 Tot. 3

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    14 Risposte a “Le riflessioni di Marco Rizzo sulle elezioni amministrative.”

    1. Paolo Federici dice:

      Avendo da sempre affermato che per noi le elezioni non sono il fine della nostra esistenza ma un momente di verifica del lavoro svolto, credo che il risultato di questa nostra parziale presenza alla tornata elettorale amministrativa di ieri, giustamente per noi è molto variegata.
      La cosa che risalta maggiormente è la giustezza della nostra linea politica e dunque della necessità della nostra esistenza. Il fallimento della Federazione della sinistra, ancora una volta dimostra che il popolo comunista non appartiene a nessun club di tifoseria ultras e non è disposto ad accontentarsi del meno peggio. C’è bisogno dei comunisti, per questo occorre organizzare la presenza in tutti i cagli disponibili. Il risultato elettorale ha confermato che ci siamo, in una parte più e meno altrove, era prevedibile, è giusto. Avanti con la lotta tenace e paziente per cambiare la società in modo socialista e non per gestire in modo più o meno giusto una società, quella borghese, che è l’antitesi della giustizia!

    2. massimiliano dice:

      buonasera compagni!
      da poco tempo ho saputo della vostra esistenza nel variegato mondo comunista italiano,ci sono almeno 6 partiti che si richiamano al p.c.i. con voi dovremmo essere al 7° se non sbaglio.
      MI sono visto la conferenza del compagno Rizzo sul primo congresso del csp dove c’erano 300 delegati da tutta italia…bella soddisfazione… noto la vostra presenza anche alle amministrativedi ieri…
      io,come tanti compagni,abbiamo bisogno di sentirci tutelati nelle sedi istituzionali dove il capitaliamo in genere si fa gli affari suoi e nessuno fa gli interessi dei lavoratori.
      Vi chiedo,se è possibile,dopo avere capito che il vostro obiettivo è dare un contributo allla rinacita del Partito Comunista,di spiegarmi qual’è la vostra intenzione nell’immediato….vi siete presentati da soli alle elezioni di ieri?siete in una coalzione di comunisti(forse con la rete dei comunisti?)?c’è la possibilità di incontrarvi con sc, fds,pcl ed i tanti altri compagni per cercare una sintesi di posizioni e presentare un soggetto unito?
      grazie ed auguri a tutti per il vostro lavoro!

    3. KAMO dice:

      Caro Massimiliano è un pò strano che un comunista senta la necessità di sentirsi “tutelato” nelle sedi istituzionali da chicchessia, credo che il disastro degli ultimi vent’anni tra chi si è denominato comunista sia grande. Mi pare che CSP, con modestia, voglia ricostruire il PC in Italia e non corra dietro alla corsa alle poltrone e strapuntini chi pensa di fare quello può andare con Vendola ed altri…

    4. Nome dice:

      Domanda seria, non voglio essere polemico, ma se CSP davvero puntasse alla ricostruzione delPC, perchè non aderisce a “Ricostruire il Partito Comunista” (Per chi non lo conoscesse http://www.ricostruireilpartitocomunista.com./)

    5. Cominform dice:

      Caro compagno Rizzo,
      esordisci dicendo ‘non ci scuseremo mai abbastanza..’
      ma poi vai a vedere i commenti, sono già 4 (5 col mio, e cresceranno..), ed è sempre così: i post che suscitano più discussione sono proprio quelli in qualche modo legati a strategie/risultati elettorali o a rapporti fra partiti italiani.

      Anche quando discutiamo di problemi internazionali o di questioni di fondo, la discussione prende sempre spunto
      da qualcosa di ‘interno’, cioè di politica interna, e la politica interna è sempre vista in termini elettoralistici. Sei ‘grosso’ e sei ‘piccolo’, sei ‘forte’ o sei ‘debole’, solo in termini elettorali.
      Anche i compagni hanno introiettato le elezioni come unico terreno per definire i rapporti di forza.
      Gli scioperi oramai sembrano roba superata..
      Le manifestazioni di piazza men che meno..

      Scioperi e manifestazioni sono visti come utile premessa al risultato ‘vero’ che è sempre e soltanto quello elettorale…

      Ma per i comunisti che importanza ha avere l’1% o il 10% ?
      Che differenza c’è fra i due? Una certa differenza c’è, ma è molto meno importante di quando il numero crudo non dica.

      Ma anche fra il 5% e il 20%, la differenza non è detto che ci sia.
      Certo avere il 60% farebbe differenza.. Avere il 20% ad esempio, e avere anche un partito contiguo, anch’esso del 20%, alla propria destra, farebbe differenza. IN TALE CASO sarebbe all’ordine del giorno la possibilità di una alleanza elettorale…

      Invece vedo che molti compagni ragionano considerando il Partito Comunista (attuale o futuro che sia) come se fosse
      un partito borghese come gli altri o come uno dei tanti partitelli clienti della borghesia.

      Se comunque dobbiamo giocare gioco anch’io:
      Dai risultati si vede che il PCL è l’unico partito, con SEL, ad avere percentuali di tre cifre…(a parte la posizione della virgola..).

    6. Cominform dice:

      X NOme:
      E’ senz’altro una iniziativa importante. Io la guardo con estrema attenzione. E’ certo che comprerò e leggero quel libro.

    7. Kamo dice:

      Hai ragione caro cominform, ma appunto credo che CSp voglia appunto ripartire dai concetti che hai illustrato. per quanto riguarda il libro scritto da Catone, il preblema è semplicissimo No! Non si può ricostruire il Partito Comunista e fare un qualunque accordo (come vuole infatti fare Diliberto) perchè la tua autonomia e libertà viene ridotta. Se devi ad esempio dire che la guerra in Libia è voluta più dal Pd che dal Pdl non lo puoi fare perchè non ti consentono l’apparentamneto alle politiche e perdi la (difficile ) probabilità di avere quei tre o quattro (a quel punto inutili) seggi al parlemento. Il problema è (si fa per dire ) tutto qui e Diliberto e soci privilegeranno il rapporto col PD a tutti costi (certo sventolando anch ele bandiere di Lenin, che , a quel punto, si rivolterà nella tomba).

    8. Cominform dice:

      X Kamo, e hai ragione anche tu. Condivido quello che dici.
      Tuttavia Diliberto, che pure punta al Parlamento, e dovrà affrontare esattamente il problema che dici tu, non è nuovo a simili imprese rocambolesche. Non dovete sottovalutare il compagno Diliberto (io continuo a chiamarlo compagno malgrado il compagno Rizzo possa storcere il naso), egli è molto spregiudicato, ma non credo che dimentichi di essere comunista.
      Basta vedere chi sono le persone con cui ha scritto quel libro.
      Catone, Giacchè, sono ben noti Marxisti Leninisti, e lo sono da sempre. Il presidente della fondazione Marx XXI, è Domenico Losurdo, noto bolscevico.. Non parliamo poi degli amici di Domenico Losurdo (vai al sito di Losurdo e controlla l’elenco dei siti amici), Aldo Bernardini (ha scritto un articolo su questo sito sulla Libia), o il terribile
      Amedeo Curatoli, mangiatore di trozkisti, e fustigatore della FdS. (tutti veri compagni, naturalmente, sto solo scherzando.. )
      Certo è che è difficile immaginare cosa possa fare Diliberto una volta entrato in parlamento e allorquando si arriverà al giorno di votare per la continuazione della missione in Libia, in Afganistan etc..
      Probabilmente, vista la sua spregiudicatezza, voterà per le missioni di guerra all’estero, ma continuerà a frequentare e a sostenere l’associazione Marx XXI …
      In cambio avrà un pò di soldi con cui mandare avanti il suo partito, fare le feste di partito etc etc.
      Continuerà a frequentare Domenico Losurdo, e a invitare alla festa di Partito Oskar Lafontaine..

      Che dire?.. Diciamo che il compagno Diliberto segue un altra tattica…
      Chi può dire a tutt’oggi qual’è quella giusta? Ancora il Partito Comunista non l’ha ricostruito nessuno…

      Alla fine ciò che conta sono i fatti.

    9. KAMO dice:

      scusa caro cominform ma il cambiamento mi pare debba avvenire anche sui principi,e se posso apprezzare il treno di Lenin, non penso che la poltrona per Diliberto ci porti alla rivoluzione..

    10. Gracco dice:

      sì, questo che dice Kamo è il punto centrale della strategia. La questione libica è nevralgica e dirimente. Si può abbassare la voce in proposito? Io dico: assolutamente no, bisogna alzarla! Non credo di esagerare, se dico che è in gioco il futuro della pace e della giustizia a livello planetario.
      Diliberto si comporta come se fosse Berlinguer e cerca di ricopiare la politica di alleanze del vecchio PCI senza rendersi conto che le differenze quantitative non lo consentono. Se si entra in Parlamento dalla porta di servizio senza poter dire quello che si pensa (ammesso che lo si pensi!) o che ci sta veramente a cuore, inutile entrarci, sarebbe tempo perso e sottratto al compito fondamentale di ricostruire una forza comunista capace di pensare e agire autonomamente. Meglio rimandare il cimento elettorale a tempi più maturi.
      Io sto a Milano e alle elezioni mi sono astenuto. Al momento, per me il problema se votare o meno è soltanto personale, direi morale. Molti mi chiedono di votare Pisapia al ballottaggio. Ma se, come temo, fra un mese la Nato avrà accoppato Gheddafi (dopo avergli già sterminato la famiglia), non vorrei proprio ascoltare dal nuovo sindaco (eventualmente da me votato!) dichiarazioni di compiacimento per la “vittoria della democrazia”.

    11. KAMO dice:

      certamente le avrai, un operaio milanese di mezza età mi faceva notare che il giorno delle elezioni il corriere della sera on line metteva solo una enorme foto: quella di Pisapia. I poteri forti hanno scelto il nano è finito ma si va dalla padella nella brace, il problema però non è affatto questo e che siano così pochi i compagni che lo capiscono, questo è il motivo di un durissimo lavoro di ricostruzione ed è per questo che CSP mi convince, non certo per le fantasmagoriche prestazioni elettorali che non ha (anche se 1,2 alla provincia di mantova per esser presenti la prima volta ad una elezione con 400mila abitanti non è male, il risultato è uguale a quello della fds a Torino!!)

    12. Cominform dice:

      Un commento alle ultime considerazioni dei compagni.

      Premetto che io la mia scelta l’ho fatta, sto con CSP, questo è ormai il mio partito. Il che significa che non voto più per il PdCI, ergo, tantomeno per la FdS. Tuttavia il libro di cui si parlava, ‘ricostuire il partito comunista’, è assolutamente degno di attenzione, indipendentemente dalla coerenza di Diliberto.
      Non l’ho ancora letto, ma l’introduzione visibile in rete (postata da un compagno più sopra), è dal mio punto di vista assolutamente condivisibile: essa imposta correttamente una questione di metodo.

      Può darsi che a molti di noi, in CSP, che certe scelte le abbiamo già fatte, alcune posizioni appaiano ‘arretrate’, tuttavia esse sono immensamente avanzate rispetto allo squallido panorama della ‘sinistra’ istituzionale, e per questo motivo a mio parere vanno incoraggiate e guardate con attenzione.

      Un pò di considerazioni sui voti.
      Il voto, lo sappiamo, è una verifica del lavoro svolto.
      Sono d’accordo con Kamo, 1.2 alla provincia di Mantova
      non è male. Il PCL è già superato (non va oltre percentuali dell’ordine dello zero virgola), malgrado esista da molto più tempo di CSP. Quindi, io direi che perlomeno la fase del ‘fallimento’ l’abbiamo superata. Cioè possiamo dire che l’iniziativa CSP non è fallita.

      Ciò che è tuttavia fondamentale secondo me, più del risultato elettorale, è il legame internazionale. Non è tanto importante ricostruire il Partito Comunista in Italia, è importante che vi sia una rete omogenea di Partiti Comunisti in Europa, e nel mondo. Non importano le percentuali in termini di voti di questi partiti, esse dipendono dalla fase storica del paese in oggetto, e dalla legge elettorale con cui la Borghesia costringe a gareggiare (legge ovviamente sempre costruita in modo da stroncare sul nascere ogni forza comunista, con l’ovvia eccezione dei casi, ormai superati, in cui la Borghesia ha dovuto scrivere la legge elettorale assieme ai comunisti).

    13. Luca Micaloni dice:

      Mi chiedo a che cosa debba mirare il Partito Comunista che si vuole ricostruire…
      Costituire un gruppo di pressione proletaria, per difendere interessi immediati di classe in questo sistema politico e in questo Stato?
      Puntare a un governo di stampo socialdemocratico?
      Fare la rivoluzione?
      Come sappiamo un partito marxista-leninista mira alla distruzione dello Stato. Qua mi pare che buona parte dei partiti con falce e martello difenda la costituzione.
      Inoltre il partito comunista è per definizione armato, a meno che non cambiamo dottrina e crediamo che si possa conquistare il potere democraticamente.
      Insomma, in definitiva, per quanto ci si possa girare intorno e sottilizzare, il comunismo è bolscevismo.
      Quindi o si fa il partito bolscevico o la si fa finita con il comunismo.
      Scusate la provocazione, spero feconda.
      Un proletario non comunista.

    14. Kamo dice:

      appunto, caro micaloni, lo hai detto tu: alle feconde provocazioni dei non comunisti non si risponde. Perchè mai si dovrebbe rispondere ad una provocazione se non il giorno dopo del cambiamento generale (chiamala se vuoi rivoluzione) , ma tu non saresti certo lì ad aspettare la risposta…

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