DISCORSO DI CHIUSURA DEL CONGRESSO PCC DI RAUL CASTRO E DOCUMENTO FINALE APPROVATO

23 aprile 2011 di

Discorso di chiusura del VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, pronunciato dal Primo Secretario, Raú Castro Ruz – traduzione non ufficiale in lingua italiana.

 Compagne e compagni,

 Ci stiamo avvicinando alla fine del Congresso, dopo intense giornate in cui noi comunisti cubani abbiamo discusso ed approvato le Linee Guida della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione, la Relazione Centrale e le diverse risoluzioni sui principali temi analizzati.

 Credo che la meniera piú degna ed allo stesso produttiva di commemorare il 50° Anniversario della Vittopria sull’invasione mercenaria di Playa Girón, in un giorno come quello odierno, il 19 aprile del 1961, é precisamente aver realizzato un magnifico Congresso del Partito, riunione che culmina dopo qualcosa come piú di cinque mesi dall’inizio delle discussioni sulle Linee Guida, processo dal profondo carattere democraticio e trasparente, il cui protagonismo indiscutibile é stato assunto dal popolo sotto la direzione del Partito.

A nome dei quasi 800 mila militanti comunisti, dei mille delegati al Congresso, della nuova direzione della nostra organizzazione e, in particolare, del compagno Fidel Castro Ruz, desidero felicitare tutte le cubane ed i cubani per la loro decisiva partecipazione al dibattito e per l’indubbia dimostrazione di appoggio alla Rivoluzione, che costituisce per noi motivo di soddisfazione e, cosa ancora piú importante, una responsabilitá ed un impegno superiori per ottenere, con il concorso di tutti, l’aggiornamento del modello economico al fine di garantire il carattere irreversibile del Socialismo a Cuba.

Abbiamo giá espresso nella Relazione Centrale che non ci facevamo illusioni sul fatto che le Linee Guida e le misura ad esse associate rappresentassero, di per sé, la soluzione a tutti i problemi esistenti. Per ottenere il successo in questa questione strategica come nelle altre, é assolutamente necessario che ci concentriamo immediatamente nel fare adempiere le decisioni approvate da questo Congresso, con un denominatore comune nella nostra condotta: ORDINE, DISCIPLINA, ESIGENZA.

L’aggiornamento del modello economico non é un miracolo que puó realizzarsi dalla sera alla mattina, come qualcuno pensa; il suo totale dispiegamento si otterrá gradualmente nel corso del quinquennio, giacché é molto il lavoro di dettaglio, di pianificazione e di coordinazione, sia sul piano giuridico che per preparazione minuziosa di tutti coloro che interverranno nella sua esecuzione pratica.

Sará inoltre necessario sviluppare un intenso lavoro di divulgazione tra la popolazione su ogni misura che andremo ad adottare e, allo stesso tempo, mantenere i piedi bien piantati a terra e l’udito attento, per superare gli ostacoli che dovessimo incontrare e rettificare rapidamente gli errori eventualmente commessi nella loro applicazione.

Siamo convinti che il principale nemico che affrontiamo e affronteremo saranno le nostre stesse deficienze e che per tanto, un compito di tale dimensione per il futuro della nazione, non potrá ammettere improvvisazioni ne azioni affrettate. Non rinunceremo a realizzare i cambiamenti necessari, come ci ha indicato Fidel nella sua riflessione di ieri, e che realizzeremo al ritmo richiesto dalle circostanze oggettive e sempre con l’appoggio e la comprensione della cittadinanza, senza mai mettere a rischio la nostra arma piú poderosa, l’unitá della nazione intorno alla Rivoluzione e ai suoi programmi.

Senza la minima smania di sciovinismo, penso che Cuba sia tra il ridotto numero di paesi del mondo che possiede le condizioni per trasformare il proprio modello economico ed uscire dalla crisi senza traumi sociali perché, in primo luogo, abbiamo un popolo patriottico que sa di essere potente per la forza rappresentata dalla sua unitá monolitica, dalla giustezza della sua causa e dalla preparazione militare, con elevata istruzione e con l’orgoglio per la sua storia e le sue radici rivoluzionarie.

Andremo avanti con decisione nonostante il blocco nordamericano e le avverse condizioni imperanti nel mercato internazionale che si traducono, tra le altre cose, nelle restrizioni per l’accesso di Cuba a fonti di finanziamento e nella spirale del costo del petrolio, che trascina il resto delle materie prime e dei prodotti alimentari; in poche parole, rincara tutto ció che acquistiamo all’estero.

A pochi mesi dall’inizio del 2011 e secondo dati molto recenti, é giá arrivato a oltre 800 milioni di dollari il costo aggiuntivo delle importazioni di quest’anno, solo a causa dell’incremento dei prezzi, per acquistare le stesse quantitá pianificate, e ció ci obbligherá, non appena sará terminato il Congresso, a realizzare adeguamenti al piano approvato nello scorso mese di dicembre. 

Attualmente il risparmio di risorse di ogni tipo continua ad essere una delle fonti fondamentali delle entrate del paese, dato che ancora esistono spese irrazionali ed immense riserve di efficienza che dobbiamo sfruttare con molto senso comune e sensibilitá politica.

Nonostante l’accettabile comportamento ottenuto fino ad oggi nella consegna in usufrutto di terre non sfruttate, in base al Decreto Legge 259 del 2008, ancora esistono migliaia e migliaia di ettari di terre coltivabili in attesa di braccia disposte ad ottenere da esse i frutti tanto richiesti dalla popolazione e dall’economia nazionale, e che possiamo raccogliere nei nostri campi per sostituire le sempre piú costose importazioni di molti prodotti, che oggi beneficiano i fornitori stranieri  invece che i nostri contadini.

La prima cosa che dobbiamo fare é adempiere ció che abbiamo appena approvato in questo evento e per questo non é casuale la decisione che il Comitato Centrale analizzi nelle sue riunioni plenarie, almeno due volte l’anno, come vengono adempiute le decisioni approvate dal Congresso, in particolare l’andamento dell’aggiornamento del modello economico e l’esecuzione del piano dell’economia.

In questo senso, devo sottolineare l’estrema importanza del compito assegnato alla Commissione Permanente del Governo per l’Implementazione e Sviluppo, che guiderá armonicamente gli sforzi e le azioni degli organismi e degli enti nazionali coinvolti nell’aggiornamento del modello economico con l’appoggio, in particolare, del Ministero dell’Economia e la Pianificazione, che rappresenta lo Stato Maggiore del Governo per questa occupazione nazionale.

Dall’altra parte, i nostri deputati hanno davanti a loro un maggior lavoro, dato che le Linee Guida approvate dal Congresso saranno sottoposte all’analisi dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, per la loro ratifica legislativa nei vari periodi di sessioni, man mano che completeremo la elaborazione delle corrispondenti. normative legali.

Come avete ascoltato, il Congresso ha deliberato di convocare per il 28 gennaio del prossimo anno, data in cui ricorre il 159° anniversario della nascita di José Martí, la Conferenza Nazionale che inpratica rappresenterá una continuazione del 6° Congresso, dedicata a valutare con realismo e spirito critico il lavoro del Partito e a precisare anche le trasformazioni necessarie per svolgere il ruolo di forza dirigente superiore della societá e dello Stato che gli spetta in virtú dell’Articolo cinque della Costituzione della Repubblica. Abbiamo inoltre deliberato di assegnare a tale Conferenza la facoltá di aggiornare i metodi e lo stile di lavoro, le strutture e la politica dei quadri, compresa quella di ampliare e rinnovare il  Comitato Centrale.

Come indicato nel testo della Convocazione, la Conferenza Nazionale sará presieduta dalla determinazione di “cambiare tutto ció che deve essere cambiato” contenuta  nella brillante definizione del concetto di Rivoluzione del compagno Fidel.

Per avere successo, la prima cosa che siamo obbligati a modificare nella vita del Partito é la mentalitá che, come barriera psicologica é ció che, secondo me, ci costerá piú lavoro per superarla in quanto é rimasta legata per lunghi anni agli stessi dogmi e criteri obsoleti. Sará inoltre imprescindibile rettificare gli errori e modellare, sulla base della razionalitá e della fermezza dei principi, una visione integrale del futuro in ossequio alla preservazione e sviluppo del Socialismo nelle attuali circostanze.

In materia di politica dei quadri, con la elezione del nuovo Comitato Centrale, della sua Segreteria e dell’Ufficio Politico, presentati questa mattina, abbiamo compiuto un primo passo per adempiere a quanto deliberato dal Congresso, in modo particolare per quanto si riferisce all’inizio di un processo graduale di rinnovamento e di  ringiovanimento della catena delle cariche politiche e statali, mentre  é stata migliorata, in maniera sostanziale, la composizione razziale e di genere.

Il Comitato Centrale é risultato composto da 115 membri, dei quali 48 donne, il 41,7%, di oltre tre volte superiore alla proporzione raggiunta nel precedente congresso che fu del 13,3%. I negri ed i meticci sono 36, aumentando di un 10% la loro rappresentanza che é ora pari el 31,3%

Questo risultato che, ripeto, rappresenta un primo passo, non é frutto di improvvisazione.Il Partito, da vari mesi, sta lavorando con profondità in questa direzione allo scopo di conformare una candidatura che tenesse in considerazione il bisogno di ottenere proporzioni giuste di genere e di razza nella composizione del Comitato Centrale.

Sono stati scelti dalla gigantesca fucina di laureati e di specialisti qualificati, che la Rivoluzione non ha perso tempo a preparare. Sono figli della classe operaia, nati dalle viscere più umili del popolo, con una vita politica attiva nelle organizzazioni studentesche, la UJC ed il Partito; giovani che nella loro maggioranza possiedono più di 10,15 o 20 anni di esperienza nella base, senza smettere di lavorare nelle professioni per cui hanno studiato e quasi tutti sono stati proposti dai nuclei in cui militano, come parte del processo di preparazione del Congresso.

D’ora in avanti ci spetta seguirli e far proseguire la loro formazione per prepararli affinché progressivamente, con il loro lavoro, possano occupare responsabilità superiori.

Nella composizione degli organi superiori del Partito, nonostante l’uscita dal Comitato Centrale di 59 compagni, la metà dei suoi membri effettivi, la maggioranza di essi con un positivo curriculum al servizio della Rivoluzione; abbiamo mantenuto diversi veterani della generazione storica ed è logico che sia così, come una delle conseguenze delle deficienze commesse in questo ambito, criticate nella Relazione Centrale, che ci hanno impedito di poter contare oggi su una riserva di sostituti maturi e con l’esperienza sufficiente per potersi assumere nueve responsabilitá nelle principali cariche del paese.

Di conseguenza, continueremo ad adottare misure simili in questa decisiva direzione durante la prossima Conferenza Nazionale del Partito e nella vita giornaliera della nostra attivitá di Partito, di governo e statale.

Il compagno Fidel Castro Ruz, fondatore e Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana, ci ha dato il primo esempio di atteggiamento conseguente in questa materia, nel richiedere espressamente di non essere incluso nelle candidature del Comitato Centrale.

Fidel è Fidel e non ha bisogno alcun incarico per occupare, per sempre, un posto di primo piano nella storia, nel presente e nel futuro della nazione cubana. Fino a quando avrá le forze per farlo, e fortunatamente si trova nella pienezza del suo pensiero politico, dal suo modesto stato di militante del Partito e soldato delle idee, continuerà a contribuire alla lotta rivoluzionaria e ai propositi più nobili dell’umanità.

In quanto a me, assumo il mio ultimo compito, con la ferma convinzione ed impegno d’onore che il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ha come missione principale e senso della sua vita difendere, preservare e continuare a perfezionare il Socialismo e non permettere mai il ritorno del regime capitalista.

Nell’Ufficio Politico, come potrete osservare, si riflette un’adeguata proporzione di Capi principali delle Forze Armate Rivoluzionarie. È naturale che sia così, e ciò lo spiego citando le parole del compagno Fidel nella Relazione Centrale al Primo Congresso del Partito:

“L’Esercito Ribelle è stato l’anima della Rivoluzione. Dalle sue armi vittoriose è sorta libera, splendida, vigorosa e invincibile la patria nuova… Quando venne fondato il Partito… il nostro esercito, erede a sua volta dell’eroismo e della purezza patriottica dell’Esercito Liberatore e continuatore vittorioso delle sue lotte, depose nelle sue mani le bandiere della Rivoluzione e fu a partire da quell’istante e per sempre il suo più fedele, disciplinato, umile ed fermo seguace”. Fine della citazione.

Ho fin troppe ragioni per affermare che le Forze Armate Rivoluzionarie, rispetto alle quali conservo l’orgoglio di esserne stato ministro per quasi 49 anni, non rinunceranno mai a compiere tale ruolo al servizio della difesa del popolo, del Partito, della Rivoluzione e del Socialismo.

La condizione di membro del Comitato Centrale, sebbene in parte era stato finora un riconoscimento la storia di lotta degli eletti, cosa che è stata giusta, da questo momento dovrà predominare il concetto secondo cui, in essenza,  tale categoria rappresenta un’enorme responsabilità nei confronti del Partito e del popolo, giacché da un congresso all’altro, il Comitato Centrale è l’organismo superiore di direzione del Partito al quale spettano, tra le altre, secondo gli statuti, ampie facoltà nel controllo dell’applicazione della politica tracciata e dei programmi di sviluppo economico e sociale del paese, così come nella politica dei quadri e nel lavoro ideologico.

In consonanza con ciò, è necessario elevare la preparazione e il miglioramento costante dei suoi membri, giacchè ci proponiamo di utilizzare attivamente Il Comitato Centrale nella materializzazione delle decisini deliberate dal Congresso, come foro per analizzare in maniera collegiale, senza ombra di formalismo, i principali temi della vita del Partito e della nazione.

Faremo lo stesso nell’Ufficio Politico, secondo quanto gli compete, iin quanto é l’organismo superiore di direzione nel periodo tra una riunione plenaria e l’altra del Comitato Centrale.

L’Ufficio Politico si compone di 15 membri, con una riduzione, rispetto al precedente, di 24 componenti, numero che in pratica è risultato eccessivo. In esso sono entrati tre nuovi compagni: Mercedes López Acea, Primo Segretario del Comitato Provinciale del Partito all’Avana; Marino Murillo Jorge, Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Capo della Commissione Permanente del Governo per l’Implementazione e lo Sviluppo e Adel Yzquierdo Rodríguez, che recentemente è stato nominato Ministro dell’Economia e della Pianificazione.

Queste promozioni non sono casuali, nel primo caso ubbidisce alla priorità che il Partito assegna al suo lavoro nella capitale, di oltre due milioni di abitanti, mentre per i restanti compagni risponde al significato strategico dell’aggiornamento del modello economico e dello sviluppo dell’economia nazionale.

Manterremo l’utile pratica di riunire insieme, settimanalmente, la Commissione dell’Ufficio Politico con il Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri, per valutare i temi fondamentali degli avvenimenti nazionali, mentre continueremo a promuovere la partecipazione nelle sessioni mensili del Consiglio dei Ministri, secondo i temi da dibattere ed in qualità di invitati, dei membri dell’Ufficio Politico e della Segretaria del Comitato Centrale, del Consiglio di Stato e della Presidenza dell’Assemblea Nazionale; dei quadri principali della Centrale dei lavoratori di Cuba (CTC), delle altre organizzazioni di massa e della UJC, così come deii primi segretari dei comitati provinciali del Partito e dei presidenti dei consigli dell’Amministrazione Provinciale.

Questo metodo ha dimostrato la sua efficacia per trasmettere, senza intermediari, ai principali dirigenti di tutto il paese, informazioni indispensabili ed orientamenti per lo svolgimento delle loro responsabilità.

Alla fine, a nessuno di noi sfugge l’importanza storica che ha avuto per il destino della Rivoluzione la schiacciante sconfitta dell’invasione mercenaria di Playa Girón, risultato della ferma, incessante e decisa azione dei nostri combattenti, che sotto il comando diretto del Comandante in Capo Fidel Castro, rimasto tutto il tempo nel teatro delle operazioni dove avevavo luogo le azioni combattive, frantumó in meno di 72 ore il tentativo del governo degli Stati Uniti di creare una testa di ponte sulla spiaggia in uno sperduto angolo della patria, alla quale pretendeva popi di trasferire, da una base militare in Florida, un governo fantoccio che chiedesse all’Organizzazione degli Stati Americani, la famigerata OSA, l’intervento militare di forze nordamericane, situate in acque molto vicine che avevano accompagnato il contingente mercenario fin dalla sua partenza dalle coste centroamericane, come aveva già fatto in Guatemala nel 1954, sette anni prima, nel rovesciamento del governo progressista di Jacobo Arbenz.

Propizia é l’occasione per ripetere le parole di Fidel nel quindicesimo anniversario della Vittoria, il 19 aprile 1976 quando dichiaró: “A partire da Girón, tutti i popoli d’America sono stati un poco più liberi” fine della citazione.

A Girón per la prima volta fu impiegato in difesa del socialismo a Cuba l’armamento fornito pochi mesi prima dall’allora Unione Sovietica, senza nemmeno averlo potuto assimilare completamente. È giusto, in un giorno come quello odierno, riconoscere che senza l’aiuto dei popoli che facevano parte di quell’immenso paese, soprattutto del popolo russo, la Rivoluzione non avrebbe potuto sopravvivere negli anni iniziali di fronte alle crescenti e continue aggressioni dell’imperialismo, e per questo gli saremo eternamente grati.

La nostra gratitudine, in un giorno come quello odierno, va agli attuali paesi socialisti per la loro costante cooperazione ed appoggio in tutti questi anni di dure battaglie e sacrifici.

I popoli fratelli del Terzo Mondo, soprattutto quelli dell’America Latina e dei Caraibi, che si sforzano di trasformare l’eredità di secoli di dominazione coloniale, sanno che potranno contere sempre sulla nostra solidarietà e sul nostro appoggio.

Un caloroso saluto fraterno ai partiti comunisti ed altre forze progressiste di tutto il pianeta, che lottano senza sosta, partendo dalla ferma convinzione che un mondo migliore è possibile.

Desidero inoltre esprimere la gratitudine del popolo cubano a tutti i governi che, anno dopo anno, hanno preteso, con il loro voto e con la loro voce, alle Nazioni Unite, la fine del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba.

Finalmente, giunga il nostro ringraziamento a tutte e tutti coloro che  in un modo o nell’altro hanno partecipato alla positiva organizzazione e realizzazione di questo Congresso.

Credo che non esista migliore modo di celebrare il 50°  Anniversario del Giorno della Vittoria a Playa Girón, che chiudere questo storico Congresso del Partito con il simbolismo racchiuso nella “Elegia delle Scarpette bianche” dell’Indio Naborí, declamata vibrantemente dall’attore Jorge Ryan e con le emozionate parole di Nemesia, la bambina carbonaia che vide morire sua madre indifesa, e le ferite provocate a sua nonna e ai due fratelli dall’azione assassina di aeroplani con le insegne cubane dipinte, le cui scarpe bianche, perforate dalla mitraglia nemica, sono esposte nel museo di Playa Girón, come concreta testimonianza che la Rivoluzione si mantiene vittoriosa 50 anni dopo, rendendo  onore ai suoi caduti.

Molte grazie.

 

AI PARTITI, ALLE FORZE POLITICHE E AI MOVIMENTI SOCIALI DEL MONDO, AMICI DELLA RIVOLUZIONE CUBANA

 

 

 

Dal 16 al 19 aprile é stato celebrato a L’Avana il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba, che ha coinciso con i 50 anni dalla Vittoria di Playa Girón e dalla Proclamazione del Carattere Socialista della Rivoluzione.

Hanno partecipato oltre mille Delegati e Invitati nazionali in rappresentanza di circa 800 mila militanti, raggruppati in 61 mila organizzazioni di base dei diversi settori di tutta la societá cubana.

La Relazione Centrale, presentata dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, é un’analisi profondamente autocritica ed opportuna della cruciale congiuntura attuale del processo storico della costruzione del socialismo a Cuba. In questo contesto, vengono precisati aspetti essenziali che danno fondamento alla necessitá di continuare le trasformazioni economico-sociali, finalizzate all’aggiornamento del modello economico ed al rafforzamento delle strutture economiche e sociali che garantiscano di avanzare nell’edificazione della nuova societá socialista. In essenza, la Relazione Centrale al Congresso é diretta ad identificare i problemi cardine che il paese affronta e come risolverli.

Il dibattito sui temi fondamentali che sono stati analizzati, ha ratificato l’applicazione conseguente del pensiero creatore del fondatore del Partito, leader storico e Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz.

Dall’altra parte, é stato riaffermato che l’aggiornamento in corso del nostro processo é concepito essenzialmente sulla base delle particolaritá storico-culturali concrete di Cuba, sottoposta ad un ferreo blocco economico, commerciale e finanziario da quasi 50 anni, e non a partire dalla copia meccanica di esperienze simili in altre parti del mondo.

Sono state approvate le Linee Guida della Politica Economica e Sociale del Partito e della Rivoluzione, precedute da un ampio dibattito popolare sul Progetto, svoltosi nel corso di cinque mesi, al quale parteciparono oltre otto milioni di persone (alcune di esse in piú di una occasione) e dove si sono avuti circa tre milioni di interventi da parte della popolazione, con 781.644 opinioni espresse, garantendo in questo modo che i partecipanti esternassero liberamente ed esprimessero le loro insoddisfazioni e divergenze.

Sono state analizzate tutte le proposte formulate dal popolo. L’87,4% delle questioni sollevate, raccolte in questi dibattiti, sono state prese in considerazione, mentre per il restante 12,6% é stato deciso di continuare a studiare la possibile applicazione di una parte delle questioni sollevate e di non prendere per il momento in considerazione le rimanenti.

E’ stata ratificata, con l’appoggio maggioritario del popolo, la validitá del predominio della proprietá statale socialista sui mezzi di produzione, e della pianificazione, come basamento essenziale dell’economia nazionale. E’ stata confermata la ferma volontá dello Stato Socialista di mantenere le conquiste sociali raggiunte come risultato dell’opera rivoluzionaria, espressione dello spirito umanista del nostro progetto sociale e di sostenere l’accesso gratuito  di tutti i cittadini allo stesso modo all’istruzione, alla sanitá pubblica, alla pratica di massa dello sport ed alla cultura.

Il processo, che di fatto é stato un referendum di tutto il popolo, frutto del quale é stato modificato il 68% delle Linee Guida originali proposte, ha confermato la fiducia e l’unitá dell’immensa maggioranza dei cubani intorno al Partito Comunista ed alla Rivoluzione che non lascerá mai nessuno in stato di abbandono. E’ stata dimostrada, una volta ancora, la validitá del pensiero del compagno Fidel: “ ….. la forza del Partito risiede nel suo legame stretto e permanente con le masse …”

 

E’ stato senza dubbio un processo democratico e trasparente, con un’ampia partecipazione popolare che si é sviluppata sulla base del principio che deve essere il popolo con il Partito alla guida chi  deve decidere il destino del paese.

Ora si impone, per un periodo di vari anni e in modo graduale, senza fretta, l’implementazione delle misure contemplate dal Nuovo Modello Economico e Sociale del Paese.

I delegati al congresso hanno preso in considerazione la volontá del compagno Fidel Castro Ruz di non essere incluso nelle candidature del Comitato Centrale e la sua decisione di continuare ad essere “militante del partito e soldato delle idee”.

 

Sono stati eletti i compagni Raúl Castro Ruz e José Ramón Machado Ventura, come Primo e Secondo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba.

E’ stato altresí eletto un Comitato Centrale con 115 membri, che ha rinnovato la metá dei suoi effettivi, con una rappresnetanza femminile del 41,7%. E’ stato eletto anche un Ufficio Politico di 15 membri ed una Segreteria del Comitato Centrale. Questa elezione non é stata frutto di improvvisazione, ma di una politica diretta ad incorporare, gradualmente, la reale rappresentativitá del nostro popolo e, soprattutto, di una nuova generazione di cubani che possa garantire, insieme alla Generazione Storica, la continuitá del socialismo a Cuba.

Il Congresso ha approvato la Convocazione per il 28 gennaio del 2012 della Conferenza Nazionale del Partito, incontro che costituisce la continuitá del VI Congresso del Partito.

Avrá come obiettivo principale potenziare il Partito sulla base del principio secondo cui il Partito Comunista di Cuba dirige e controlla; ma non amministra. Per questo la Conferenza deve adottare le decisioni necessarie dirette ad adeguare gli Statuti, le normative interne, la struttura, i metodi e gli stili di lavoro del Partito alle attuali circostanze storiche che il paese vive, oltre che a fornire speciale attenzione alla formazione e allo sviluppo dei quadri dirigenti, come aspetto prioritario e strategico per tutto il Partito e determinante per il futuro della Rivoluzione.

La Conferenza deve inoltre dibattere ed approvare le definizioni fondamentali relative alla politica estera ed ai rapporti internazionali del Partito. In questo senso, il Congresso ha reiterato la invariabile posizione di Cuba di difendere i principi universali di sovranitá, indipendenza, autodeterminazione, del non uso uso della forza nella soluzione dei conflitti e della non ingerenza negli affari interni dei paesi.

E’ stata ratificata la disponibilitá a dialogare con il governo degli Stati Uniti su qualsiasi tema di interesse comune, sulla base del riconoscimento e del rispetto reciproci, senza condizionamenti.

E’ stata approvata la Risoluzione sul Perfezionamento degli Organi del Potere Popolare, del Sistema Elettorale e della Divisione Politico-Amministrativa.

 

Amiche ed amici del mondo:

 

Il VI Congresso del Partito Comunista di Cuba ha confermato che per i militanti ed i patrioti la nazione, l’indipendenza ed il socialismo sono tra loro indissolubilmente uniti, per cui é e sará sempre la loro difesa irrinunciabile la bandiera principale del processo rivoluzionario cubano.

Nelle parole di chiusura del Primo Segretario recentemente eletto, Raúl Castro Ruz ha reiterato la solidarietá militante dei cubani verso i popoli fratelli del Terzo Mondo e l’appoggio ai Partiti Comunisti ed alle altre forze progressiste di tutto il mondo che lottano senza sosta per un mondo migliore.

Cogliamo questa occasione per ringraziare i partiti e le forze politiche, i movimenti sociali, le personalitá e gli amici per i messaggi di incoraggiamento e di solidarietá ricevuti nel corso del grande evento.

 

DIPARTIMENTO DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

 

 

 

L’Avana, 20 aprile 2011

 

 

 

Condividi
  • Twitter
  • Facebook
  • email
    RUBRICHE

    Autore

    L'autore non ha ancora aggiunto informazioni al suo profilo
    Nessuna Risposta to “DISCORSO DI CHIUSURA DEL CONGRESSO PCC DI RAUL CASTRO E DOCUMENTO FINALE APPROVATO”

    Lascia un Commento