VENDOLA SBAGLIA, NESSUNA ALLEANZA COL PD.

21 aprile 2011 di

Dichiarazione dell’On. Marco Rizzo , segretario di Comunisti Sinistra

Popolare:

VENDOLA SBAGLIA, NESSUNA ALLEANZA COL PD. IL LORO PROGETTO UCCIDE LA

SINISTRA.

L’intervista di quest’oggi di Niki Vendola a Repubblica pone il problema di

una alleanza politica della sinistra. Vendola sbaglia perchè una vera sinistra

non si può nè costituire nè alleare con il Partito Democratico, in quanto

quest’ultimo ha un progetto politico di continuità col sistema. Per loro il

problema è solo costituito da Berlusconi e non dalle sue politiche. Il premier

viene criticato per le escort e non per la politica sociale, economica e della

formazione. Sulla guerra in Libia anzi il PD è più bellicista del governo. Non

si può stare assieme a chi ha come riferimenti strategici i poteri forti,

Marchionne, la grande finanza , le banche e Confindustria.

La soluzione sta nell’individuare un percorso di alternativa di sistema e non

di alternanza di potere. Ci attiveremo affinchè questi errori non provochino

equivoci nelle masse popolari con cui lavoreremo per costruire il nuovo Partito

Comunista, lontano da queste manovre della bassa politica italiana.

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    31 Risposte a “VENDOLA SBAGLIA, NESSUNA ALLEANZA COL PD.”

    1. Luca Micaloni dice:

      I sondaggi dicono Sel 8%, Fds 1, 5%, altri comunisti in termini di zerovirgola…
      Mi piacerebbe definire tattica e strategia anche a partire da questo dato. E anche finalmente dal dato in base al quale l’alternativa di sistema ha finito di consumare la sua sconfitta negli anni ’80. Dopo non ne abbiamo azzeccata una, compagni.
      Un giovane iscritto a Sel.

    2. Giovanni D'Autilia dice:

      Beh in realtà non sarebbe male una sinistra alternativa al PD!!!
      Non si può creare una sinistra che prima critica il PD e poi ci va a letto!!! Caro ex compagno Luca il comunismo non è legato a uno Stato ma è legato a una popolazione!!!
      Il comunismo non era l’URSS, il comunismo non è Cuba!!!
      Il comunismo va oltre lo Stato!!! Rileggiti Marx!!!
      E cmq quell’1,5 è falso, falso perkè in realtà stiamo cercando di unire la sinistra, quella vera!!! Non quella populista e borghese come voi!!!

      Un giovane iscritto a Comunisti Sinistra Popolare

    3. Luca Micaloni dice:

      Marx lo leggo bene, ma un rilancio delle prospettive insurrezionali in chiave anti-statale, specie se su scala globale, mi sembra fuori epoca, almeno per ora. Inoltre, per quanto si possa leggere bene Marx, mancano precise indicazioni su come diavolo realizzare l’assenza di Stato…affidarsi alle divine contraddizioni strutturali del capitalismo? al nebuloso concetto di dittatura del proletariato? Converrebbe leggere anche Bernstein, che, per quanto criticabile, ha almeno fatto uno sforzo di sintesi progressiva.
      Inoltre, sappiamo bene che il comunismo realizzato in un singolo Stato determina ne determina l’isolamento economico, producendo non una riduzione ma un’intensificazione delle quote di sfruttamento dei lavoratori. Qualcosa di vicino al capitalismo monopolistico di Stato. Forse valeva ancora la pena sperare nel comunismo globale quando erano governati da regimi socialisti l’Urss, Cuba, la Cina (poco collaborativi tra loro, peraltro) e in diverse aree del mondo proliferavano rivoluzioni (poco appoggiate dall’Urss). Ora mi sembra un’idea peregrina, ma se il sol dell’avvenire dovesse lasciarsi intravedere non sarò certo io a tirare le tende.
      Mi dai del populista borghese, in realtà sono un semplice iscritto a un partito di sinistra di recente formazione, e cerco 1) di non aggredire e non chiudere le porte; 2) di incentivare pratiche politiche non soffocate da rigidi establishment, micropotentati, perverse affiliazioni di contrada (che imperversano in tutte le formazioni politiche sopra lo zerovirgola, e spesso anche in quelle dello zerovirgola, leggiti la polemica tra Alternativa Comunista di Mantovani e il Pcl di Ferrando…che tristezza!).
      Nei veri partiti di sinistra vigerebbe un serio centralismo democratico, in base al quale le linee congressuali sconfitte (ammesso che centralismo democratico e linee non siano concetti in contraddizione: Lenin ce l’aveva a morte con le fronde e le piattaforme interne) si mettono al lavoro sia per il partito, sia per conquistare la maggioranza dei consensi al congresso successivo. Invece tutta la storia della sinistra, soprattutto italiana, è fatta di scissioni e frazionismi: appena ci salta la mosca al naso facciamo una scissione e diamo vita a un nuovo partito. I risultati si vedono. Anche se Marco Rizzo è uno dei pochi che ha sempre agito coerentemente.
      Può essere che le scissioni siano sempre state operate dai cuori puri che facevano valere il vero comunismo contro quadri di merda, ma il punto è porre questioni di merito e avere un criterio di irrinunciabilità/rinunciabilità delle istanze proposte, in modo tale da evitare sia i compromessi al ribasso, sia le chiusure identitarie, trovando mediazioni virtuose.
      Nell’ambito di un’alternativa da ricostruire, accogliermi a suon di punti esclamativi e rinviarmi alla lettura dei padri fondatori non è stato propriamente ospitale. Avresti almeno potuto intuire che, se mentre i dirigenti del mio partito glissano allegramente su ciò che si muove alla loro sinistra, io sto sul sito di un partito comunista a cercare interlocutori, qualche motivo forse c’è.
      Saluti.

    4. mj23 dice:

      Per Luca: Leggi attentamente Stato e Rivoluzione di Lenin. Saluti.

    5. KAMO dice:

      il problema vero è che molti compagni ingenuamente pensano che la formazione del loro “senso comune” non sia influenzato da quello che li circonda, a partire dalla comunicazione di massa in mano da una parte a Berlusconi dall’altra a poteri forti che certo non vogliono dare il potere al popolo. Mi piacerebbe chiedere all’iscritto di SEL come giudica il rapporto tra Vendola ed il padrone De Benedetti, dopo che quest’ultimo ha regalato la copertina dell’Espresso e di decine di articoli dei suoi media. I padroni non regalano niente..

    6. Luca Micaloni dice:

      A Vendola bisogna riconoscere un po’ di carisma comunicativo, quindi un po’ di risalto mediatico mi sembra normale. Quanto alle quote di esposizione “extra” cui alludi…non ho particolari teorie a riguardo, ma sono aperto a congetture.
      Preferisco criticare Vendola sulla natura del partito che sta costruendo e su alcune ambiguità strategiche.
      Io continuo a pensare che un programma comune chiaro e riconoscibile, che non sia, ripeto, un compromesso al ribasso, si possa trovare, e vada trovato in primo luogo (non so se esclusivamente) con le altre forze di sinistra, anche comunista.
      Probabilmente alcuni non saranno disponibili, probabilmente ci sono resistenze del mio partito, che dice: siamo all’8%, possiamo rinunciare al 2% di falci e martelli.
      Secondo me è un errore, non in termini di percentuali ma in termini di scelte storiche e cultura politica.

    7. Luca Micaloni dice:

      Fermo restando che, se si leggono approfonditamente le proposte programmatiche del PD, si visualizza un paese migliore di questo. Non il paese ideale, non un paese socialista. Ma un paese in cui le cose funzionano un po’ meglio.
      Il programma è da partito socialdemocratico di qualità. Ma resta sulla carta. Fossi in loro, per esempio, martellerei tutti i giorni sulla riforma fiscale…per dirne una.

    8. perugini.m@alice.it dice:

      Per Luca; paese migliore? quale esattamente? visto che la politica economica del PD è la stessa basata sui principi del capitalismo e del liberismo sfrenato, per non dire dell’invasione coloniale e della guerra, del PDL? Se va bene il programma del PD, allora è lì che dovete andare e smettere di fare le pulci a chi continua a credere che una società veramente migliore, basata sui principi socialisti dell’egiaglianza, sia possibile. anche perchè il cpaitalismo il suo volto lo ha mostrato ed assai bene. Per il resto, un partito che intruppa di tutto, da colannino a calearo, da ichino a veltroni, che insegue il mito delle banche, che nemmeno manda in aula i suoi deputati qualdo presenta mozioni contro il PDL (vedi la sfiducia a Bondi o peggio ancora il falso in bilancio…per non passare alle scelte amminisrrative tutte rivolte a destra ) e isola la FIOM e i lavoratori nemmeno può dirsi socialdemocratico, ma liberale e basta, presenta una faccia migliore, forse, ma l’arroganza del potere è sempre quella. Occorre una rappresentanza diversa, basata su altri principi e non ce ne facciamo nulla dell’ipocrisia di Vendola che declama panzane e poi sta con Israele, l’idea del mercato regolatore della società e contro Cuba (parole sue). Servi che raccolgono briciole ne abbiamo avuti anche troppi, e il suo maestro Bertinotti dovrebbe servire da monito. Se le rpevisioni smentiscono ciò significa che anche la sinistra è ancora schiava della sctaola mediatica gestita dai poteri forti a proprio uso e consumo e deve ancora percorrere strada per imporre quella che una volta Gramsci, chiamama l’egemonia culturale (autonoma, s’intende….)
      monica

    9. Luca Micaloni dice:

      Credo onestamente che tu non abbia letto il programma del PD,
      i tuoi riferimenti espliciti al programma lo dimostrano. Le altre critiche al PD mi trovano d’accordo.
      Vendola a favore del mercato regolatore della società? Ma se ha sempre sostenuto il contrario!
      Contro Cuba? Non credo sia contro Cuba, credo ponga il problema della libertà, il problema della mediazione tra eguaglianza e singolarità che il comunismo realizzato non è mai riuscito a risolvere. Comunque il Comintern l’ha già convocato per l’autocritica, tranquilla.
      L’egemonia culturale nella società della comunicazione di massa è un bel problema, io non ho soluzioni pronte.

    10. robespierre dice:

      sinceramente, per quello che dici e per come lo dici, stai bene a Sel.
      a ognuno il suo.

    11. Luca Micaloni dice:

      Brachilogico.
      SI potrebbe almeno tentare di sapere che cosa non ti è andato bene. Il tuo nickname la dice lunga.

    12. Cominform dice:

      Caro Luca Micaloni, sei venuto qui per discutere, come vedi la discussione è stata accettata. Personalmente condivido molto cio che ha scritto Monica, come risposta alle tue tesi.

      Sei venuto per discutere, tuttavia il ‘pelo’, quello che non si perde mai, lo hai mostrato. Chiamo ‘pelo’ ciò che in buona misura contribuisce a identificare una persona (Robespierre per esempio ti ha identificato : da quello che dici e da come lo dici stai bene in Sel). Per esempio: prima hai esaltato il centralismo democratico, poi in risposta a Monica, hai fatto la solita ironia su Vendola che sarebbe stato convocato dal comintern per l’autocritica su Cuba..
      In pratica tu vorresti che il centralismo democratico si applichi quando la mozione vincente è la TUA. Quando è quella degli altri allora vorresti essere lasciato libero di andare controcorrente e non vorresti mai essere convocato da un cominform per una autocritica..
      Detto per inciso Vendola è stato il primo a violare il centralismo democratico, perchè ha perso il congresso di rifondazione, e dopo un pò ha fatto la scissione.

      Detto questo, è bene sottolineare che sono tutte cazzate:
      il centralismo democratico presume una condivisione di fondo degli obiettivi del partito, e presume anche una METODOLOGIA di analisi che sia condivisa..
      Con te siamo ancora alla fase del ‘migliorismo’, cioè stai esponendo le stesse tesi che esponevano i ‘miglioristi’ nel PCI negli anni 80. Giudica un pò tu se dei marxisti-leninisti possono stare nello stesso tuo partito..

      Per quanto riguarda l’8 per cento accreditato a Sel: se il problema si gioca tutto nell’ambito elettorale, allora puoi fare di meglio: puoi iscriverti direttamente al PD, e fare l’ala sinistra del partito. Saresti in minoranza, ma potresti fregiarti di quel 25% che il PD prende mediamente alle elezioni..
      Per noi, forse l’avrai capito, il problema non è questo. Per noi conta vincere, magari anche le elezioni, MA RESTANDO COMUNISTI.. di ‘vincere’ spostandoci a destra non ce ne frega niente, non la consideriamo propria una vittoria (infatti che razza di vittoria sarebbe?). Tu invece sei contento del 8% e dei sondaggi in crescita. Del fatto che Vendola già mostri tentennamenti sulla ripubblicizzazione dei servizi idrici, non te ne frega niente.. eppure è proprio così che i sondaggi crescono: tu fai capire che non ostacolerai granchè la privartizzazione dell’acqua, e in compenso i capitalisti interessati a mettere le mani su queste ‘public utilities’ ti ricompenseranno parlando di te sui loro giornali e sulle loro TV. Kamo, più sopra ti ha già detto la stessa cosa con l’esempio di De Benedetti.

      Infine, per quanto riguarda i problemi teorici: all’inizio tu mostri dubbi sul concetto di ‘estinzione dello Stato’.
      Non credo che le nostre divergenze consistano in questo..
      Questo è l’ultimo dei problemi. Teoricamente l’estinzione dello Stato attiene alla ‘fase superiore’ cioè al Comunismo.
      Nel Socialismo lo Stato c’è ancora. Questo dice Marx, Engels Lenin e tutti quanti. Il problema non si è mai manifestato perche non si è mai superata la fase del Socialismo. Se leggi un pò di comunicati, su qualche libro di storia, da parte di dirigenti di Partiti Comunisti al potere da qualche parte nel XX secolo, vedrai che parlano sempre di ‘organi del Partito e dello Stato’. Lo Stato appunto Socialista, che quindi nessuno ha mai detto che si era estinto..

      Tuttavia io credo che la divergenza principale fra noi non sia su queste cose teoriche, e nemmeno sul ‘centrlismo democratico’. La questione fondamentale è che tu sei un MIGLIORISTA..
      qui invece sono tutti Marxisti-Leninisti..
      E’ difficile conciliare le due posizioni..

    13. Luca Micaloni dice:

      Sul centralismo democratico: io non sono Vendola e non ho fatto scissioni, mi sono iscritto quest’anno. Comunque avrai notato che nello stesso passaggio ho parlato di un criterio di rinunciabilità/irrinunciabilità delle istanze.

      Per quanto riguarda le percentuali di consenso: non sono contento di niente, parli come se fossi un dirigente di Sel pronto ad accomodarsi su una poltrona o stessi facendo il tifo per Sel come per la Roma o per la Lazio. Dico solo che nel momento in cui si partecipa alle elezioni occorre tener conto anche di queste cose, mentre da queste parti si tende a ignorarle.

      Sull’estinzione dello Stato: è stato D’autilia nella prima replica a dire che il comunismo va oltre lo Stato. Ho pensato che si riferisse da un lato all’estinzione dello Stato, dall’altro all’internazionalismo comunista, e ho cercato di esporre la mia idea a riguardo.
      Lo Stato socialista finora non è riuscito granché bene, forse proprio perché era un realizzato in un solo Stato (dottrina consolidata con Stalin, io ho sempre simpatizzato di più per Trockij).

      Sul migliorismo e le pulsioni rivoluzionarie: penso che miglioristi e rivoluzionari possano fare almeno un pezzetto di strada insieme, a meno che i rivoluzionari non credano nella teoria dell’immiserimento crescente come motore della rivoluzione.
      E comunque porsi il problema di quale strada percorrere per migliorare la società, valutare strategie più moderate, non significa fare concessioni ai capitalisti sui beni comuni. Personalmente, non sono in grado di fare alcun tipo di concessione dal momento che non gestisco niente. Appoggio temporaneamente un progetto, e l’appoggio è sempre revocabile, questo mi pare scontato.
      Fosse venuto a discutere un dirigente potevate massacrarlo tranquillamente. Io sono un comune signor nessuno, non sono tenuto a giustificare a oltranza e a ogni costo il partito che appoggio.
      A ogni modo, mi avete rinviato dapprima alla lettura di Marx, poi a quella di Lenin, poi a quella dei libri di storia. Vi incazzate troppo facilmente, questo determina chiusure identitarie e anche fuga dei poveri stronzi davanti alla falce e martello.
      Mi piacerebbe sapere, senza alcun intento polemico, quali sono le strategie di recupero da queste parti.

    14. Luca Micaloni dice:

      Con questo, è ovvio che sono quasi sempre stati i miglioristi a rifiutare il confronto con i radicali o come li si vuol chiamare, vedi la Spd tedesca o anche l’atteggiamento del PCI negli anni ’60 e ’70.

    15. Salvatore dice:

      Vorrei chiedere a Luca Micaloni, secondo lui il capitale oggi è nelle condizioni di fare delle concessioni? Dico questo perchè SeL nasce in questo contesto di una socialdemocrazia già ampiamente fallita nel resto d’europa, che si basava sull’illusoria possibilità riformista di miglioramento delle condizioni dei lavoratori, mantenendo intatta la struttura e la sovrastruttura capitalista e borghese. Ciò oggi rappresenta una vera e propria illusione con cui SeL sta acceccando molti lavoratori e giovani italiani, approfittando del disagio, della rabbia, con cui le masse reagiscono spesso al progressivo peggioramento delle loro condizioni (senza esser ovviamente in grado di porre una seria analisi e quindi la giusta risposta), inglobandoli nei canali istituzionali della gestione del potere capitalista, illudendoli e rendendoli innoqui! La Rifondazione bertinottiana che ha partorito SeL, partiva dalla stessa cosa, cioè lo scongelamento dei “voti comunisti” rendendoli utili al miglioramento (tanto da affidarsi anche ai “borghesi buoni” come Marchionne!), andò al governo con percentuali vicini se non addirittura oltre il vostro attuale (probabile) 8%, cosa è cambiato? Nulla, solo il rafforzamento del potere borghese e del bipolarismo parlamentare, ed un progressivo arretramento nei diritti della classe lavoratrice.

    16. robespierre dice:

      Caro Luca i miglioramenti della società e le strategiè più moderate non interessano i comunisti. Massimo rispetto ma ripeto: stai bene dove stai, senza il nome comunista e senza falce e martello.

    17. mj23 dice:

      Sono totalmente d’accordo con Cominform. E’ palese che l’ascesa nei sondaggi di SEL è determinata esclusivamente dalla visibilità che i mass media dei padroni hanno offerto a Vendola in cambio di posizioni più moderate su tutti i fronti cruciali, dalla politica estera alle dinamiche economico-sociali. Sinceramente, questa è nè più nè meno la strada di Bertinotti, che ha portato al suicidio della sinistra in questo dannato paese, e che ha fatto in modo che – visto che sulle questioni di fondo abbiamo dovuto ingoiare di tutto, dal sostegno alle guerre imperialiste alla distruzione dei diritti dei lavoratori – la “sinistra” e i “comunisti” nell’immaginario collettivo venissero identificati come dei buonisti da salotto infighettati di cashmere che pongono al primo posto del loro programma tematiche come gli omosessuali o i rom, invece di fare il mazzo ai padroni. E che ci ha fatto rappresentare in parlamento da personaggi come Caruso e Luxuria. Su questa strada sinceramente abbiamo già dato. Un proverbio dice che “errare è umano, ma perseverare è diabolico”.

      Priviet!

    18. Luca Micaloni dice:

      Il capitale non è MAI nelle condizioni di fare concessioni, per sua natura. La socialdemocrazia è fallita perché si basava sulla capacità espansiva del capitalismo e sulla crescita. A mio avviso non può incidere in una fase di recessione. Il mio punto non è cercare di migliorare le condizioni dei lavoratori senza intaccare il capitale, ma impostare una redistribuzione radicale senza uscire dal capitalismo. Questo potrebbe iniziare a essere possibile se la politica avesse modo di influire e i meccanismi di rappresentanza funzionassero (e se i meno abbienti votassero a sinistra). Oggi nessuna di queste tre condizioni è effettiva.

      Considerazione a margine: uscire dal capitalismo può essere auspicabile ma allo stato attuale delle cose non è realistico. Peraltro, la storia mostra che le rivoluzioni socialiste sono avvenute in paesi privi di un capitalismo sviluppato.

      mj23: sono in massima parte d’accordo su Bertinotti.

      Robespierre. Le strade sono lo sciopero generale a oltranza, l’insurrezione armata, o altre di difficile riuscita. Non siamo in condizioni tali in cui la gente è disposta a farsi ammazzare, gran parte sopravvive ancora. Inoltre siamo il paese di Gladio, delle rivoluzioni rosse tradite, del compromesso storico. Un comunista che chiude gli occhi davanti alla realtà non è un comunista. Lungi da me tarpare le ali alla trasformazione, ma un minimo di “utopia concreta”.
      Comunque sia, sarei curioso della tua risposta alla domanda: che fare?

    19. Kamo dice:

      tra fare la rivoluzione e non far nulla , come diceva il compagno Secchia, ne passa e chi segue Sel Pd e alleanze di quel tipo (intendo anche gli ormai esangui Prc e Pdci) non cambia di un millimetro i rapporti di forza nella società e di conseguenza le condizioni del popolo, tranne quelle di coloro che andranno a scaldare le poltrone istitutzionali…tutto il resto sono chiacchere e micaloni qui non convince proprio nessuno. Questo sito non è fatto da radicalchic o tifosi della sinistra ma da veri comunisti…

    20. Luca Micaloni dice:

      Ancora non una parola su che fare. I veri comunisti qualche ideuzza ce l’avranno, no?

    21. Dandalo dice:

      E’ incredibile la spocchia dei vendoliani… incredibile, davvero! Parlano già come se fossero “la Sinistra italiana” e lo fanno fondamentalmente perchè… glielo ha detto la tv, e loro… ci credono! Le parole di Luca Micaloni sono un documento eccezionale secondo me: a parte l’invito a leggere Bernstein (ma nemmeno Turati nel primo Novecento le diceva più queste… spiritosaggini), davvero divertentissimo, trovo invece irritante quest’aria spocchiosa verso i “comunisti” e al contempo l’attegiamento di fondo che definirei easy, cioè forzatamente post-ideologico, del tipo “Appoggio temporaneamente un progetto (cioè SEL), e l’appoggio è sempre revocabile”, e via dicendo…
      Ma come “è sempre revocabile”? Ma fate politica così a… Bari Vecchia? Se ti sentisse il tuo Vendola… E se ti sentisse… Bernstein! Ma perchè, invece, non rientrate buoni buoni nel PD, amici post-ideologici di SEL? Tanto di differenze tali da tenervi disuniti in due partiti distinti, io francamente non ne vedo: SEL è l’ala sinistra (si fa per dire) del PD e per voi che avete letto a fondo… Bernstein, dovrebbe essere importante mantenersi chiari, netti, inequivocabili su questo punto. State sempre a blaterare “unità! unità!” come tante galline e poi?… rimanete distinti dal PD, critici però alleati, “di Sinistra” però pronti a governare pure con Fini e Casini… Via, Micaloni, ma le son bischerate! Possibile che non lo capisci? Siete quattro opportunisti da strapazzo, te, Vendola, Bernstein e quel superbischero di Bertinotti (che se siamo ridotti così lo dobbiamo alla sua “genialità”), quattro bischeri che per un posto da assessore darebbero via il c…! Questo siete, e l’Italia, che è un paese di bischeri peggio di voi, vi ha capito, e infatti probabilmente finirà per votarvi! Se pensi che ancora oggi circa il 30% dichiara che voterebbe per Berlusconi! Vi voterà, pertanto, e proprio per questo non cambierà assolutamente nulla per i lavoratori, per i precari, per i migranti, per chi la crisi la sta pagando di persona!
      Dai retta a me, Micaloni: pochi (con le idee chiare), ma buoni. Il 7% o il 77% di consensi… revocabili tenetevelo stretto! E divertitevici!

    22. Dandalo dice:

      “uscire dal capitalismo può essere auspicabile ma allo stato attuale delle cose non è realistico”

      Micaloni dixit… in saecula saeculorum! Amen!

    23. Dandalo dice:

      Anche quest’altra dell’amico vendoliano non è male: “Le strade sono lo sciopero generale a oltranza, l’insurrezione armata, o altre di difficile riuscita”… Già perchè uno “sciopero generale ad oltranza” e l’ “insurrezione armata” cosa sono? Una passeggiata di salute? M’immagino le altre “di difficile riuscita”… Ma poi perchè la buttate sempre sul tragico ogni volta che dovete… andare a governare col PD? E poi che ve ne frega del capitalismo, del comunismo, dello sciopero generale? Voi dovete soltanto stare nell’ “alleanza democratica” buoni buoni, andare a votare come tanti pecoroni e battere le mani a Gianfranco Fini. Basta. Stop. Punto. Che vi frega di tutti questi problemi “ideologici”? Dico bene?…

    24. Luca Micaloni dice:

      A mio parere dici malissimo. Puoi avercela quanto vuoi con Vendola, con la linea di Sel, con l’intera parabola della sinistra e della pseudosinistra italiana.
      Ho semplicemente posto la domanda: che fare?
      Non te la prendere con me, sto postando sul sito di un partito comunista, non su quello del PD.
      A me dell’alleanza democratica frega poco, mi piacerebbe avere un programma, e sono venuto per cercare di capire quali erano i programmi da queste parti. Non le strategie elettorali, ma i programmi di governo.
      Certo che l’appoggio al progetto è sempre revocabile, se domani mi rendessi conto fattivamente che la linea del mio partito prende una piega inaccettabile, che non si riescono a ripulire le cose nelle federazioni regionali, provinciali e perfino nei circoli, mi cercherei un posto migliore. Non è che se uno prende una tessera aderisce a vita.

      <>.
      Grazie mille, ma non ho alcun incarico in Sel. Non puoi ragionare come se un iscritto fosse obbligato a rappresentare tutte le nefandezze potenziali del suo partito.

      <>. Glisso elegantemente, tanto per restare conforme alla mia proverbiale spocchia verso i comunisti, soprattutto quelli veri.

      <>. Appunto. Figuriamoci l’instaurazione di una società comunista. La parte decostruttiva, critica, riesce sempre benissimo. Vorrei che si passasse alla ricostruzione, a dire qualcosa di positivo. Come incidere nella società?

      <>. Se tutti avessero questo approccio il partito morirebbe in tre giorni.

      <>. Il punto, provo a rilanciare, è: quali idee? Io tutta sta chiarezza di idee in giro non la vedo. Idee molto chiare su chi ha sbagliato cosa, ma la strategia politica non si ricava meccanicamente, per differentiam, dall’analisi degli errori del passato.

    25. Luca Micaloni dice:

      Le citazioni dell’intervento di Dandalo non sono state trascritte (evidentemente i segni utilizzati le elidono). non sto a ripostarle per non intasare.

    26. Dandalo dice:

      Ma le “idee”, caro Micaloni, di per sè sono come le “elezioni” o le “narrazioni” di Vendola: servono a poco o a niente. “Teoria” è una parola che ha un significato se si innesta in una “prassi” concreta, in un agire politico (e sindacale) e si trasforma progressivamente a partire da questa prassi o agire politico, dai sui “insegnamenti” concreti. “Teoria” (mai scissa dalla “prassi”), oggi come oggi, può e deve essere opposizione radicale e intransigente agli effetti della crisi del capitalismo, difesa strenua dei diritti dei lavoratori e affermazione altrettanto inequivocabile che la Sinistra è programmaticamente e strategicamente all’opposizione delle due grandi coalizioni che si contendono squallidamente il potere, cioè i berlusconiani e gli antiberlusconiani. Una Sinistra che sia anticapitalista, insomma, e non (solo) antiberlusconiana.
      Se tu ancora non hai le idee chiare su questo, cioè sulla collocazione d’una forza politica di Sinistra (cioè dentro o fuori un’alleanza antiberlusconiana), che ti devo dire? Sbrigati a prendere una decisione in merito… Dai tuoi discorsi m’è sembrato di capire tuttavia che sei d’accordo con Vendola praticamente su tutto, e Vendola da mesi sta parlando d’una Sinistra che sia “oltre” il marxismo, “oltre” il socialismo, “oltre” il Novecento, ma dentro un’alleanza per il governo dell’Italia, ovviamente assieme a forze politiche tutt’altro che di Sinistra e tutt’altro che progressiste, tipo Fli, Udc, Api, Mpa e lo stesso Pd.
      Pertanto, a te la scelta Micaloni. Quanto a me non sono un iscritto di Csp nè un supporter sfegatato di questa formazione politica, ed anzi ultimamente, pur essendo (questo sì!) comunista, faccio molta fatica a riconoscermi in un qualsiasi partito comunista fra quelli presenti (e sono molti, anzi troppi) tuttora sul… mercato.
      Comunque: non c’è niente di male ad essere vendoliani, purchè si dica chiaro e tondo come la si pensa, e soprattutto come la pensa Vendola, le cui posizioni sono fin troppo chiare…

    27. Luca Micaloni dice:

      Sono iscritto a Sel, non sono vendoliano. Vendola ha cambiato diverse posizioni, chiaramente ambisce a governare, il punto è come governare. Le esperienze di Rif. Com. al governo sono state pietose.
      Credo che pochi lo seguirebbero in un’alleanza con il grande carrozzone. In un’alleanza con il Pd bisogna vedere che viene fuori, la Lega orienta da anni la politica del Cdx, se si eccettuano riforme della giustizia e leggi ad personam.
      Quello che a mio avviso ci vorrebbe è un processo unitario a sinistra di Sel, che formi con Sel una coalizione potenzialmente autonoma, e lasci al Pd la scelta delle alleanze (vincolarsi a un programma conservatore con il Terzo Polo o a un programma radicale con la “cosa rossa”). Qualcosa di vicino allo schema tedesco o greco.
      Al contrasto della crisi e alla tutela dei lavoratori aggiungerei che la sinistra deve farsi carico dell’elaborazione di un modello produttivo diverso e della sua chiara illustrazione alle masse. Inizierei a parlare di limitazione rigida dell’impatto ambientale delle industrie, inasprirei le regolamentazioni di sicurezza sul lavoro includendo qualità delle mense, inquinamento elettromagnetico, etc. Dovunque la tecnica consenta un progresso nelle condizioni di lavoro inizierei a introdurre l’idea che l’azienda che non agisce per realizzarlo va penalizzata.
      Quando si parla di uscire dal marxismo non si parla di dimenticarselo e buttarlo al secchio. Per esempio, ancor prima di lottare per l’abolizione del lavoro salariato, per me occorre porre con forza la questione redistributiva, abbiamo salari bassissimi. E aumentare i salari non di 100 euro al mese. Magari un criterio di rapporto differenziale massimo tra i vari livelli retributivi di un’azienda, o un principio di redistribuzione degli utili ai lavoratori (fermo restando un elevato salario minimo, ovviamente).
      Occorre anche ripensare la democrazia rappresentativa, il sistema è degenerato e gli eletti non fanno gli interessi degli elettori. Se non lo fa la sinistra, chi lo deve fare?
      Riformare l’istruzione in senso contrario a quello che è stato fatto negli ultimi vent’anni.
      Legalità, efficienza dello stato, politica economica. Tutto ciò che uno stato inserito in un’economia di mercato globale deve fare. L’unica misura presa dai governi, soprattutto quello italiano, è stata la compressione spaventosa delle condizioni dei ceti medi e bassi. Ne veniamo fuori non solo con un’opposizione ma con un’alternativa plausibile.
      Con chi realizzarla, la mia idea l’ho detta: programma della sinistra e poi se interessa ad altri bene, altrimenti si va da soli. Ma soprattutto, discutere di programmi prima che di tattiche elettorali “al buio”

    28. Dandalo dice:

      Intanto non riesco a capire come fai a dire “sono iscritto a Sel ma non sono vendoliano”. Ma Sel è un “partito” inesistente di per sè; è semplicemente la protesi personale di Nichi Vendola e non a caso sul simbolo di Sel c’è scritto addirittura il nome di Vendola! Il che, sia detto fra parentesi, è “ideologia” allo stato puro, qualcosa che nemmeno Stalin o Breznev avrebbero osato fare (giustamente: mica erano scemi!), cioè identificare un progetto politico con una persona, che poi è anche il leader del partito!!!
      Pertanto, in un… partito del genere non può esistere dibattito, confronto, democrazia: è una caserma, dove si battono le mani al “leader” e si canta tutti in coro, come i frati.
      Quanto al tuo discorso Micaloni, scusa ma lo trovo davvero paradossale. Tu dici “Vendola ha cambiato diverse posizioni, chiaramente ambisce a governare, il punto è come governare. Le esperienze di Rif. Com. al governo sono state pietose”. Ma porco mondo, appunto: le esperienze di Rif.Com. sono state pietose e Vendola ripropone per filo e per segno quella strategia fallimentare, che abbiamo già sperimentato: Racimola voti e consensi “a Sinistra”, agitando temi e problemi che naturalmente non potranno avere uno sbocco positivo dentro alleanze variegate, eterogenee, pasticciate, accanto a forze politiche conservatrici e moderate; tutto ciò produce disillusione, delusione e calo dei consensi, oltre ovviamente all’assenza d’un ruolo positivo ed incisivo di Rif. Com. (ed ora di Sel) dentro tali alleanze antiberlusoconiane. Vendola di “diverso” ha solo aggiunto una carica leaderistica e mediatica maggiore, quindi l’accelerazione della grottesca “revisione ideologica” bertinottiana e l’approdo alla concezione d’una Sinistra che definirei a metà fra Craxi e Veltroni. Inoltre Rif.Com. ha avuto se non altro il buon gusto di stare dentro alleanze berlusconiane in cui non c’erano Fini, Casini e Lombardo, cosa che credo il tuo Vendola dovrà invece accettare, oh certo “per il bene del paese” s’intende…
      Tutte le cose che tu proponi, pertanto, caro Luca (aumento dei salari, ecc.) sono, guarda un po’, “idee” tue, anche giuste, ma che il vostro Vendola sa benissimo che non potrà realizzare:
      1. perchè nella “coalizione antiberlusconiana” c’è mezza Confindustria, mezza Democrazia Cristiana e mezzo Msi, e francamente non credo che questi vostri amichetti antiberlusconiani siano così… compagni da garantirvi quello che tu (giustamente) pretendi
      2. perchè politica non si fa andando solo a votare ed eleggendo il “leader”, il “capo”, che poi va in tv o su facebook a declamare. Quando si parla di salari, di pensioni, di diritti dei lavoratori, la faccenda, credimi, è un po’ più complessa e sarebbe bene ricordarlo ogni tanto. Tu parli di conquiste e di diritti sindacali che in questo paese sono stati conquistati in 150 anni a prezzo di lotte durissime, morti, scioperi generali e che sicuramente non vi verranno “concessi” dal demagogo di turno o dall’ “uomo buono” (tipo Fini o tipo Montezemolo) che dovrebbe succedere al “perfido” Berlusconi. Queste puttanate le può dire Saviano, Fazio, Santoro, Travaglio e… Vendola: ma che le persone, soprattutto quelle cannibalizzate dalla crisi, ci credano, beh, lasciami dire che allora ve li meritate 500 euro al mese di salario precario e i calci in c… dei padroni.
      Continuate a votare e a battere le mani a Vendola, mi raccomando!

    29. Dandalo dice:

      errata corrige: “alleanze berlusconiane in cui non c’erano Fini, Casini, Lombardo” ecc., intendevo dire ovviamente “alleanze antiberlusconiane”

    30. Giovanni D'Autilia dice:

      Certo!!! nel 45 nn c’erano le condizioni, ne 68 nn ne parliamo e oggi nn ci sono neanche!!! ma i poveri delle periferie italiani li vedete!!! Voi di SEL siete solo dei governisti che pensate solo alle poltrone e che avete cancellato la vostra storia!!! la ruota gira per tutti!!! Prima o poi farete qualche cazzata pure voi!!! Già dopo la svolta della bolognina dovevate andare nel PDS!!! No che avete illuso chi crede fieramente nel comunismo!!!

    31. Luca Micaloni dice:

      Io, se avessi avuto l’età, sarei stato contro la svolta della Bolognina.
      So benissimo che c’è una forte impronta leaderistica in Sel. Il partito è molto giovane, dipende come si strutturerà. Per questo ho detto che il mio appoggio è revocabile, già vedo più “cattiva politica” di quella che mi aspettavo.
      Se il partito facesse quello che deve fare, Vendola potrebbe essere un volano per il radicamento delle lotte nella realtà, per la parte operativa.
      I poteri sociali condizionano la politica e i governi non da oggi. Eppure, i sistemi della democrazia rappresentativa possono, raramente, darci ragione. Gli esempi sono pochi, mi viene la Vienna rossa di Otto Bauer, esperienza di governo fallita per motivi interni alla strategia del partito più che per la pressione corporativistica sullo Stato.
      Ripeto che le alleanze elettorali devono essere vincolate a un programma, e la cosa più urgente, da parte di tutti quelli che si pongono come alternativa all’esistente, è mettere punti all’ordine del giorno e trovare convergenze reali, se ci sono. Il fatto che se pigli la maggioranza hai mandato per governare rimane. Direi che per pigliare la maggioranza manca un programma serio, concreto, riconoscibile, che offra speranza di cambiamento alle persone. La sinistra se ne frega da anni dei programmi, a parte la migliore capacità di ordinaria amministrazione rispetto al fronte opposto. Ci si è arroccati su posizioni difensive (e si badi, arroccarsi non significa difendere l’art.18 o votare No all’accordo di Mirafiori, significa opporre ai carri armati manichini di cartone e armi spuntate, essere incapaci di rilanciare) o su temi importanti ma marginali rispetto all’ambito economico-produttivo, tipo Rom, gay, eutanasia, diritti civili vari. L’ammorbidimento bertinottiano è stato questo, e non ha pagato neppure in questo campo, manco i pacs siamo riusciti a fare.
      Il primo diritto è quello di condizioni materiali eque e sane.
      Serve ritrovare una linea, un grappolo di temi centrali. A me quando si parla di alleanze viene l’orticaria a prescindere da chi ne parli, perché manca la sostanza, il progetto di governo, o comunque i punti fondamentali dell’azione politica.

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