Di nuovo in guerra

23 marzo 2011 di

Finalmente una nuova guerra umanitaria (che paradosso!!!!).

Dopo più di un mese di retorica patriottarda (bandiere, inni, feste e fuochi artificiali) ad uso e consumo di
quello che ritengono il popolo bue, i noti politici italiani, che sono pronti a vendere il nostro Bel Paese per il
solito piatto di lenticchie, sono euforici all’idea di andare a bombardare il popolo libico, di cacciare dal potere
quel Gheddafi che tutti, da Sarkozy a Berlusconi, sino a pochi mesi fa, hanno accolto con tutti gli onori.
Ci diranno che le nostre bombe serviranno per portare la democrazia.
Come in Iraq e in Afghanistan?
Se proviamo a ragionare senza farci prendere da furori ideologici, possiamo facilmente capire che la
democrazia, ammesso che la nostra lo sia, non si può esportare.
I vari sistemi politici sono il frutto di un processo storico, filosofico, sociale che ogni popolo compie secondo i
propri ritmi, abitudini, culture, situazioni.
In realtà quello che interessa agli U.S.A, alla Francia e al Regno Unito sono le ingenti risorse energetiche
libiche.
Altrimenti, perchè sono decenni che non viene risolta la tragedia palestinese?
Perchè non si interviene nello Yemen, dove ieri le forze governative hanno trucidato 53 dimostranti
disarmati?
Facile risposta:
perchè in quei posti non c’è petrolio.
La cosa ancor più tragica è che la nostra classe politica non sa fare nemmeno, in chiave capitalistica, gli
interessi dell’Italia.
Alla fine dei bombardamenti altri subentreranno all’Italia, e cioè all’ENI, nello sfruttamento dei pozzi di gas e
petrolio.
E lo faranno in una maniera piratesca. Come in Iraq.
All’Italia, anzi, al popolo italiano toccherà, invece, subire le prevedibili ritorsioni libiche.
Però, sino a ieri, qualcuno ha detto che sacro dovere di ogni italiano è difendere la Costituzione!
Davvero? Quale?
Forse si sono dimenticati di abrogare l’art.11.

Franco Costanzi
C.S.P.
Dipartimento Politiche Internazionali

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    Una Risposta a “Di nuovo in guerra”

    1. Andrea Balzaretti dice:

      Condivido pienamente, di non immediata comprensione è invece il plebiscitario accordo che tutti gli schieramenti hanno sull’intervento: è evidente che l’Italia ha solo da perderci, vuoi per i contratti petroliferi in essere che non verranno più onorati, vuoi per il costo della missione, vuoi per il probabile -e per altro già in atto- massiccio assalto di nuovi extracomunitari alle coste, vuoi per il pericolo di (giuste) ritorsioni dopo il comportamento da Giuda Iscariota.

      E chiaro che quei figuranti dei politici italiani possano solo obbedire (come hanno sempre fatto) altrimenti Qualcuno avrebbe tramato per un embargo di fatto ai rifornimenti energetici, la Beretta si sarebbe potuta dare alle pistole giocattolo e l’Agusta ai modellini radiocomandati !

      I parlamentari d’altronde sono dei peones che votano in aula ciò che viene loro comandato dai capigruppo… peccato che il contribuente deficiente si debba sobbarcare l’onere di ricche prebende per figure assolutamente di facciata…

      D’altra parte il popolo bue è sempre stato tassato per finanziare le guerre di potere dei ricchi che poi si spartiscono gli onori e i bottini, mentre al popolo bue restano la miseria, i beni distrutti nel fuoco della guerra, i morti, i lutti, le menomazioni, le invalidità e … gli oneri per ricostruire ciò che è stato loro distrutto.

      Una volta si parlava di liberare il Santo Sepolcro, ora di esportare la Democrazia … e i servi della gleba di adesso come di allora sono indotti a crederci … si alzavano all’alba allora, si alzano ancor prima adesso (grazie all’ora legale … altro mezzo di rincoglionimento !), andavano nei campi allora, si fiondano in stazione ad aspettare il treno dei pendolari adesso, poi si pigiano come sardine in metropolitana, per infine portare le chiappe in un ufficio, a movimentare cartacce assolutamente inutili in una grama esistenza scandita solo dalle lasagnate alla mensa aziendale e dalle insulse chiacchiere sulle partite (che ormai -all’insegna appunto del ‘panem et circenses’- sono pressochè quotidiane).

      Una volta almeno esisteva un PCI che mobilitava le masse per dimostrazioni contro la guerra in Vietnam, adesso il conformismo è totale: i discendenti di quel partito -gli ultimi dei Mohicani- sono talmente fuori dal mondo, fuori dall’economia, fuori dal tempo… in definitiva fuori di melone, da continuare ad attaccare Berlusconi per le sue frequentazioni private … senza accorgersi che alla gente di questo non gliene importa nulla ! … dicessero almeno che se uno paga -ancorchè con soldi suoi- 5000 euri per una prestazione che ha un valore corrente di mercato di 100 euri, è quantomeno uno sprovveduto … e chissà quanti soldi pubblici (cioè nostri) spreca (ovvero si fa fregare) negli appalti pubblici !

      Dicessero almeno che i due esponenti principali del governo (ed ex amici) sono nell’ordine: uno che distribuisce baci da Giuda Iscariota e l’altro uno che deruba il suo stesso partito e che considera imbecilli i suoi elettori dal momento che vorrebbe credessero che una casa a Montecarlo vale come un bilocalino di periferia a Milano … persino la mia portinaia si è potentemente inquietata alla notizia di quello che voleva farci credere fosse un prezzo congruo !
      Per finire, un’ultima considerazione: se il primo non ha pesantemente attaccato il secondo su questa tematica, è chiaro a tutti che deve averci i suoi bravi scheletri nell’armadio !

      p.s.) lo scrivente non ha mai avuto simpatie per la sinistra ma -come diceva Montanelli- a volte occorre scegliere il meno peggio !

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