Donne: PD e IDV non vanno in piazza in nostro nome.

31 gennaio 2011 di

Donne: PD e IDV non vanno in piazza in nostro nome. (articolo di Monica Perugini)

La chiamata in piazza della donne di PD e IDV (a cui in molti casi si sono unite quelle di SeL come a Milano) non è in nostro nome ma nemmeno in nome delle donne che vivono la precarietà, l’esclusione, il sessismo ed il razzismo di questi tempi bui e di cui le donne di quei partiti evidentemente ben poco conoscono.

La chiamata appare immediatamente come una strumentalizzazione: sarebbe la ribellione contro le ultime impresentabili performance del presidente del Consiglio Berlusconi e il concetto, da lui sempre espresso, che ha delle donne e del nostro ruolo. Che Berlusconi incarni la peggior sottocultura densa di ogni fobia immaginabile contro le donne, così come contro le diversità ma anche contro chi lavora ed annovera in una sottocategoria concettuale, così come la destra governa in modo indegno, istituzionalizzando le peggiori forme di sfruttamento e di attacco ai diritti sociali, non ci piove. Connivenze politiche con lui, noi non ne abbiamo mai avute.

Ma prima di lamentarsi della condizione che le  donne hanno raggiunto (a ritroso) in Italia, queste  rappresentanti dovrebbero rispondere a come mai il PD (tranne un consigliere che ha presentato una proposta di legge rivolta ad appaltare i servizi consultoriali direttamente ai privati) hanno votato la legge Tarzia della Regione Lazio che impone alla donna un autentico controllo psicologico  e di l’ induzione chiara a rifiutare qualsiasi metodo di prevenzione e,  ancora,   proposto in Emilia un piano che di fatto smantella  e sostituisce i consultori pubblici con centri gestiti dal privato sociale e più in generale qual è la politica del PD sui consultori e sul potenziamento pubblico dei centri antiviolenza. Qual è la posizione sui CIE, sulle condizioni di vita di queste donne, sulla tutela e l’esigibilità dei loro diritti in quelle  zone buie  create e mantenute (dalla legge Turco Napolitano divenuta poi Bossi Fini e ulteriori peggioramenti) dove ricattabilità, omertà, molestie e stupro sono divenute angosciante normalità. Per il PD semplicemente quelle donne non esistono. E gli avvenimenti del dopo protesta a Modena lo dimostrano. La legge sulla conciliazione dei tempi presentata,  poi, è pressoché identica alla proposta Carfagna: le donne devono pensare alla famiglia;  precarietà, flessibilità e quindi mancanza di garanzie diventano ovvie. Per terminare con le centinaia di casi d comuni che hanno emanato provvedimenti securitari e restrittivi delle libertà in base ad una concezione del decoro  e dell’ordine pubblico che non hanno niente da invidiare a quelli di Lega e PDL e col  provvedimento che ha ribaltato una tendenza sociale e giurisprudenziale che si era consolidata con decenni di lotte da parte del movimento delle donne, ovvero la legge sull’affidamento condiviso, gettata indietro di un secolo in pasto alla concezione del marito, padre padrone, vincente per forza fisica e/o economica.

La legge votata anche da PD e IDV, deputati radicali pd in testa, permette a padri violenti di ottenere l’affido di figli minori, impedisce a donne e bambini di difendersi perché sotto ricatto, tolgono alle donne ogni autonomia decisionale sui tempi per troncare relazioni violente, obbligano le donne ad avere a che fare con ex mariti violenti che usano i figli come arma di ricatto, oltre a provvedimenti ancor più restrittivi di Lega e PDL votati nelle Regioni da PD e IDV, gli stessi  che oggi si scandalizzano del becero ruolo che Berlusconi  assegna alle donne o piangono le vittime quotidiane di femminicidio.

Siamo sempre state al fianco di tutte le donne che rivendicano emancipazione, indipendenza,  autonomia ed uguaglianza nelle differenze e ci torneremo solo se le firme al peggioramento della Legge sull’affido condiviso presentata dal governo verranno ritirate, così come sulla legge Tarzia del Lazio o il provvedimento che smantella i consultori in Emilia Romagna, verrà sostenuto il diritto  delle donne al lavoro senza distinzioni di orientamento sessuale, dell’essere o meno madre o sigle insieme ai  provvedimenti sulla sicurezza, data chiarezza di posizione sui CIE – nuovi lager di povertà, e attivate politiche a favore dei centri antiviolenza e dei consultori pubblici.

Le donne hanno questo genere di problemi:  se chiarezza,  ancora una volta non verrà fatta, parate di donne dai più o meno elevati ruoli istituzionali non ci interessano;  le donne che vivono oggi più che mai la precarietà e l’ingiustizia sociale, non stanno zitte anche se PD e IDV, con l’aggiunta del nuovo arrivato SeL, non le ascoltano.

Monica Perugini

Responsabile nazionale donne Comuniste

Comunisti sinistra popolare

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    20 Risposte a “Donne: PD e IDV non vanno in piazza in nostro nome.”

    1. Alessio ALDROVANDI dice:

      Vi dovete vergognare a fare affermazioni di questo tenore! Partite da assurdi prergiudizi che tutte le donne sono sante e gli uomini tutti violenti: ma non è così. Oggi chi è davvero discriminato quando si tratta di separazioni e figli è ll genere maschile. E voi lo sapete benissimo e ne volete continuare ad approfittare!

    2. paolo dice:

      Fate un salto nei Tribunali e guardate con i vostri occhi com’è la realtà. Forse lo sapete e fate finta di non vedere, oppure vivente in un vostro mondo.
      Non fate le gnorri.
      A nome di tanti e tanti papà che non possono vedere i propri figli, senza aver fatto nulla di male.

    3. giuseppe dice:

      Quanta perdità di valori e dignità si cela dietro a queste mistificatrici capaci solo di alimentare la cultura del pre-giudizio,della discriminazione sessista,dell’incondizionata distinzione dei ruoli.
      Già ai tempi che furono,scrisse Dante Alighieri:”Ahi serva Italia,doloroso ostello,nava senza nocchiero in gran tempesta,non donna da bottega,ma bordello.” (il purgatorio)
      E io aggiungo:”Chi continua ad assistere al male senza opporvisi,non è certo migliore di chi lo compie..!!”

    4. Luca dice:

      Marxismo di quarta. Sveglia!!!!

    5. nonni dice:

      Che dire vi auguro di diventare madri di figli maschi i quali si separeranno dopo aver avuto 1 o 2 più figli, e quindi capirete
      cosa vuol dire diventare genitori di figli machi separati e di conseguenza nonni di padri separati senza mai più rivedere i nipoti.
      Spero per voi che tuttto questi si avveri.

    6. Beatrice dice:

      Spettabile signora giornalista… autrice di questo delirio…
      penso (da collega) che lei dovrebbe fumare di meno e fare una vita piu’ sana, i suoi neuroni ne gioverebbero assai.

      Firmato
      UNA DONNA CHE NON VUOLE SCHIACCIARE GLI UOMINI

    7. Valentina Laineri dice:

      Mi dev’essere sfuggito qualcosa… com’è possibile che voi diciate che la legge favorisce i padri violenti quando invece i fatti di oggi dimostrano tutt’altro, cioè che vengono INDISTINTAMENTE DAL BENE O DAL MALE privilegiate le madri?!?! E vi sembra una cosa giusta questa???? E’ una presunzione bella, buona e GRATUITA sostenere una cosa del genere. Ai fatti che conosco io a chi viene impedito di difendersi da vipere della vostra stessa razza sono spesso proprio i padri, poveri loro! Pensate bene a ciò che dite…ci sono MOOOOOOLTI casi in cui una revisione delle condizioni attuali sarebbe solo un bene per bambini che sono affidati a persone che trattano la PAS sui proprio figli a discapito dell’altro…e voi una cosa che potrebbe cambiare questo me lo chiamate peggioramento?? Si vede che non ve ne importa assolutamnte niente dei figli e del benessere dei bambini in generale, pensate solo al vostro egoismo. Chissà…se voi femministe con la sindrome dell’APE REGINA foste al posto di molte persone e di molti papà, cosa fareste…

    8. Rosalia dice:

      INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

      Al Ministro della Giustizia

      Per sapere – premesso che:

      con precedente interrogazione n. 4-08504, presentata nella seduta del giorno 8 settembre 2010, si è chiesto di sapere quali iniziative il Ministro della Giustizia intenda adottare al fine di garantire la piena applicazione della legge n. 54 del 2006 in modo tale che il principio della cosiddetta “bigenitorialità” possa trovare finalmente completa attuazione anche in Italia;

      nonostante i solleciti del 12/10/2010 e del 01/12/2010, al predetto atto di sindacato ispettivo non è stata data ancora alcuna risposta;

      nel frattempo l’Osservatorio Nazionale ADIANTUM sul condiviso, che ad oggi annovera un campione di 1.020 sentenze provenienti da quasi tutti i tribunali italiani, ha reso noto che i dati provenienti dall’ISTAT relativamente all’attuazione della legge n. 54/2006 sull’affido condiviso risultano essere fortemente viziati atteso che nelle cause di separazione dei coniugi i figli, sebbene affidati ad entrambi i genitori, vengono “collocati”, nella stragrande maggioranza dei casi, presso la madre (“domicilio prevalente”) a causa di una prassi contra legem di diretta creazione giurisprudenziale;

      ed invero dal campione analizzato dall’Osservatorio Nazionale ADIANTUM sul condiviso si evince che, a fronte di un 95% di concessione nominale del condiviso, così come comunicata dagli organi di informazione, nel 93% dei casi il “domicilio prevalente” viene stabilito presso la madre e solo nel 2% presso il padre. Pertanto, il dato che si ricava ci dice che nel 90% dei casi la legge in vigore non viene applicata, atteso che i tribunali concedono il condiviso solo formalmente, ma i contenuti delle sentenze (tempi di permanenza con i figli e imposizione dell’assegno anche a parità di reddito) sono ancora quelli tipici di quando imperava l’affidamento esclusivo;

      sempre dai dati in possesso dell’Osservatorio Nazionale ADIANTUM sul condiviso si ricava che il cosiddetto “mantenimento diretto” (previsto dalla legge 54/2006), viene negato nel 98% dei casi, al punto che la prassi dell’assegno – anche tra due ex coniugi che hanno il medesimo stipendio – è ancora l’unica ad essere applicata dai tribunali;

      il citato Osservatorio, nell’applicazione di una corretta metodologia, ha operato anche un distinguo tra i tribunali ordinari (che disciplinano le separazioni tra le coppie formalmente sposate) e quelli minorili (a cui va la competenza per le coppie di fatto). Ebbene, nei secondi l’applicazione dell’affidamento esclusivo alla madre è ancora molto diffusa, rispetto a quanto avviene nei primi. Si tratta solo di differenze esclusivamente terminologiche, perchè il contenuto e i tempi di permanenza previsti sono del tutto uguali tra loro, cambiando solo la denominazione formale del regime. In particolare, nei tribunali dei minori la legge n. 54/2006 viene aggirata, oltre che con il sistema del “domicilio prevalente”, anche con la formula dell’ “affidamento ai servizi sociali competenti per territorio e collocazione abitativa presso la madre”. Il che rappresenta un vero e proprio stratagemma per affidare i bambini al “genitore sessualmente corretto” anche in presenza di chiari motivi di pregiudizio per i bambini. Tale aggiramento, per il quale i tribunali minorili si servono della stretta collaborazione degli assistenti sociali, dura mediamente dai 3 ai 5 anni, e nasconde perfettamente un vero e proprio affidamento esclusivo dietro esigenze di tutela assolutamente infondate tipo conflittualità, tenera età e così via;

      venendo ai tempi di permanenza del minore con i genitori, i tribunali ancora oggi non si discostano dall’organizzazione tipica del modello vigente prima dell’entrata in vigore della legge n. 54/2006 ossia un pomeriggio a settimana e un week-end alternato di permanenza del bambino con il padre;

      sintetizzando i dati di ricerca dell’Osservatorio Nazionale ADIANTUM sul condiviso, si rinviene quanto segue: Totale campione: 1.020 sentenze/provvedimenti;Fonte: tribunali ordinari e minorili; Copertura geografica (regionale) Italia: 100%; Copertura distretti corte di appello: 89%;Provvedimenti recanti domicilio prevalente presso la madre: 969 (distribuzione tempi con figli: 83% madre – 17% padre); Provvedimenti recanti domicilio prevalente presso il padre: 20 (distribuzione tempi con figli: 31% madre – 69% padre); Provvedimenti recanti tempi di permanenza pressoché paritetici: 31; Media mensile dei pernottamenti per il genitore “non domiciliatario” (bambini > 3 anni di età): 6,5;Media mensile dei pernottamenti per il genitore “non domiciliatario” (bambini 3 anni di età): 18;Media giorni consecutivi nelle vacanze estive per il genitore “non domiciliatario” (bambini 3 anni di età): 4,5; Media giorni consecutivi nelle vacanze natalizie per il genitore “non domiciliatario” (bambini < 3 anni di età): 1,5;

      sulla scorta di queste risultanze, l’associazione ADIANTUM ha preannunciato di voler inviare all'ISTAT una richiesta formale di rettifica della metodologia di analisi, sollecitando una nuova ricerca sull’attuazione della legge n. 54/2006 che tenga conto del fenomeno – affatto marginale – della cosiddetta “domiciliazione prevalente”

      :- se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei dati resi pubblici dall'Osservatorio Nazionale ADIANTUM sul condiviso e, in particolare, quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare al fine di garantire la piena applicazione della legge n. 54 del 2006 in modo tale che i minori, anche dopo la separazione dei coniugi, possano continuare a mantenere rapporti equilibrati e continuativi con entrambi i loro genitori.

    9. Roberto dice:

      Credo che la tutela delle Pari Opportunità sia sacrosanta, pari diritti e pari doveri, e non pari opportunismo! e così si comincia a capire che il sudore non ha sesso e il dolore “dietro” e “dentro” è lo stesso per ogni persona indipendentemente da sesso partito e religione che si presti a gestire in maniera esclusiva i figli o i benefici di una ex coppia.
      Credo che la sinistra HAINOI sia sempre più lontana dalla gente, e la spada tratta nella difesa della donna (UNA PER L’ALTRA) cominci a puzzare come il pesce dopo 3 giorni…e mi dispiace da morire….ho le mie buone ragioni!!!!!!
      Cominciamo ad immaginare un mondo di collaborazione e non di antagonismi, almeno in ambito familiare ove i figli diventano, se ci si separa un turpe mercimonio, gestito nel 95% dei casi solo dalle donne, appoggiate in maniera indiscriminata da magistrati e servizi sociali. Non intendo difendere solo gli uomini, ma i bambini, però non SONO CIECO, e credo che anche chi si fa mantenere dall’altro coniuge e vive attaccato come zecca sanguisuga e cozza…rappresenti oggi come oggi una vera personalità parassitaria che NN CI possiamo PIU permettere NESSUNO!!!
      DONNE ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA’, compresa quella di emarginare LE ESCORT che alimentano questo puttanaio mediatico, che sovrasta l’informazione e crea un caos pronto a mascherare i reali problemi del paese.

      DONNE PARLATE ALLE DONNE e fate un bel repulisti, la società avanza la sinistra è dogmaticamente ferma da mò!
      CHE GUADAGNO può ricavarne il resto della società?
      La sposa a casa a badare i figli e lui al lavoro…rappresentazione di uno schema che NON REGGE PIU’! Occorre lavorare e collaborare in due, in casa e coi figli, il femminismo ha fatto il suo tempo, ora occorre l’ILLUMINAZIONE delle vetero-menti.
      E’ gradito ogni sussulto emancipatorio che porti benessere A TUTTI in ambito sociale, purchè la libertà dell’uno non rappresenti la wschiavizzazione dell’altro.
      BASTA ALLE SAPROFITE ! SI ALLA CONSAPEVOLEZZA E ALL’AMORE VERSO I FIGLI NEL PIENO RISPETTO DI TUTTI.
      Grazie

    10. riot dice:

      per le comuniste e i comunisti il problema femminile non deve porsi in termini di contrapposizione di “genere” ma di classe.
      le vicende oi “diritti” delle donne borghesi poco ci interessano.
      parliamo di donne proletarie e lavoratrici, spesso sottopagate o ricattate, di ragazze che per prime vivono il regresso culturale e sociale di questo putrescente sistema capitalistico.
      la questione femminile potrà essere veramente risolta solo in un sistema libero da sfruttamento e dove sia possibile uno sviluppo armonico della propria vita e personalità. la lotta per il socialismo è l’unica vera vera lotta per risolvere la questione femminile.

    11. antonella dice:

      Io vivo con un uomo separato: sbattuto fuori di casa dalla ex compagna che si era trovato un più consono cavalier servente . Da quando siamo insieme ho visto e sentito solo pretese da parte della ex compagna, le più assurde e denigranti. Un uomo che ama essere padre viene schiacciato dalla separaizone che si perpetra in Italia,m mentre voi vi girate i pollci: l’uomo cui non interessa la paternità ha migliaia di possibilità di sottrarsi a qualsivoglia onere! si puniscono sempre i giusti in questo modo e voi vorreste essere il baluardo della difesa dei più deboli!? l’esrcito delle mantenute? NON IN MIO NOME, NO!

      • mauro dice:

        brava antonella hai detto bene L’ESERCITO DELLE MANTENUTE SEMPRE INCRESCENDO AUMENTO ,UN EMORAGGIA DI DENARO DATE A LORO ,POI COME DICE GABRIELE , L’AVVOCATESSA CHE LE CURA TI INVIANO UN BEL FOGLIO STALKING .

        CHE VERAMENTE VI FACCIA RINASCERE MASCHI E UN GIORNO PADRI SEPARATI .

    12. Roberto dice:

      Per la signora che si firma RIOT,
      In europa la differenza di retribuzione uomo.donna si attesta sull’ordine del 18% ed è uno scandalo! In Italia siamo al 4% e questo mi pare sia un dato (riscontrabile ed inequivocabile) che può essere appianato, ma dimostra la veemenza di chi si riempe solo la bocca di “motti” e ideologia.
      Molte delle signore che in europa hanno invocato le quote rosa,
      In Svezia ad esempio, il paese più femminista del mondo, il partito Iniziativa Femminista ha partecipato alle elezioni. Oggi il risultato: zero seggi, solo lo 0.40% dei voti, solo decimo partito. Femministe dietro al Partito dei Pirati.
      Il significato è chiaro: IL FEMMINISMO NON RAPPRESENTA LE DONNE: è oggi una minoranza estremista, rifiutata da più di 99 donne su 100.

      Alcuni partiti moderati di sinistra accolgono le femministe per intercettare il voto delle donne: appare ora che le estremiste fanno perdere più voti di quanti portino. Tanti partiti hanno varato in nome delle donne provvedimenti che in realtà sono femministi ed hanno causato tanto dolore a tanti uomini e bambini. Temi di interesse comune non possono essere lasciati in mano ad una ideologia che vorrebbe rappresentare solo le donne ma non rappresenta nessuno. Violenza domestica, divorzi parassitari, aborti facili, consultori, centri anti-violenza, scuola, diritto sessista, sfacelo della famiglia, quote rosa, false accuse, bambini privati dei loro papà ed alienati. Tanti sono i danni cui possiamo rimediare lavorando a giuste ed urgenti riforme senza temere i quack quack #@*! di chi fa la voce grossa, ma è solo una tigre di carta. e aggiungo, animata da odio di genere!
      AVETE STANCATO… rinfrescate le vostre menti.

      Anche la legge della sopravvivienza indica che gli animali che si sono evoluti e ce l’hanno fatta è perchè hanno avuto la capacità, nel corso della storia, di mutarsi ed adattarsi all’evoluzione dell’habita!
      (wwf)

    13. RIOT dice:

      PER IL SIGNORE CHE SI FIRMA ROBERTO
      VEDO CHE NON HAI CAPITO UN TUBO DI QUELLO CHE HO SCRITTO.
      E NON HAI RISPOSTO NEL MERITO.
      FORSE TI STA BENE QUESTO SISTEMA CAPITALISTICO?
      O HAI SOLO SEMPLICEMENTE DEI PROBLEMI DI MISOGINIA?
      O TUTTI E DUE?

    14. exemplum dice:

      Ho, come tanti, un Falso Affido Condiviso (un solo giorno infrasettimanale, Mercoledì, 6 pernotti su 30) e potrete immaginare che quando non ho il mezzo weekend (dal sabato mattina alla domenica sera, non sarà troppo?..) non vedo la mia bambina per quasi una settimana ovvero fino al Martedì successivo quando per un’oretta posso salutarla, dato che fa uno sport al pubblico.

      Nonostante questa penuria, la mia ex. cerca continuamente e ulteriormente di ridurre i tempi (in pratica di eliminarmi dalla vita di mia figlia) con grande sofferenza per tutti e ovviamente per mia figlia, dato che le modalità oltre che giudiziarie sono state anche materiali e psicologiche sulla bambina che quando aveva pochi anni si sentiva dire “quando vai dal papà pensa alla mamma” o “ricordati che anche qui hai un papà” (riferita al suo nuovo compagno), o ancora schiaffi e minacce quando mia figlia le chiedeva spontaneamente se poteva stare di più con me.

      Menomale che ho sempre insegnato a mia figlia ad aprirsi con me e sfogarsi quando accadevano certe cose e devo dire che le stiamo sorpassando. Ultimamente ad esempio ha spinto anche il suo giovane compagno (totalmente sottomesso, da 3 anni hanno una figlia) a fare queste pressioni, anche lui minacce, schiaffi, l’altro giorno ad esempio sullo sport.. come sempre io in quell’oretta vado, ci vediamo dalla pista, ci salutiamo, baci, e nel minuto di pausa porto per lei una bottiglietta d’acqua.. ecco.. mia figlia mi ha raccontato poi di essere stata sgridata dal ragazzo (e davanti alla sorella, messa in cattiva luce) “come durante la pausa non vieni nemmeno a salutarci, cattiva!” – ecco.. non ci vediamo da 6 giorni, esplodiamo dalla voglia di salutarci, abbracciarci almeno per 60 secondi, no.. secondo loro devi andare dalle persone con cui già stai 6 giorni su 7!

      Ma io e mia figlia (oramai 9 anni) parliamo ed affrontiamo insieme queste difficoltà. E le risolviamo. Dunque questa è la nostra storia e queste nuove punizioni sono solo il sintomo sempre più evidente dell’impotenza di chi le mette in atto, e che la malvagità non ha scampo nei confronti del bene e che qualsiasi amore se onesto, sincero e reciproco non può far altro che vincere, sempre. Un incoraggiamento a tutti i figli e genitori che vivono la nostra situazione. (un papà ed una figlia separati)

    15. Fausto dice:

      Ha ragione riot: da quando non si fa più di lotta di classe, nei vari partiti e gruppi comunisti hanno preso il sopravvento le correnti femministe che parlano solo di lotta di “genere” (sai, sono quasi tutte insegnanti di italiano e c’hanno la grammatica nella testa), intendendo lotta di sesso. Alcune, quelle buone, ce l’hanno coi loro uomini che stanno a discutere, a discutere nelle lunghe riunioni di partito…e loro, invece, a rigovernare la casa…e vorrebbero anche loro tirar tardi la sera a parlare di rivoluzione. Ma la la maggior parte, soprattutto le giovani, sono come il berlusca: c’hanno il sesso nella testa. Son fatte così, non ci si pò far niente.

    16. mauro dice:

      mauro : una risposta ? ciao giuseppe ciao gabriele

    17. Fausto dice:

      Le femministe comuniste sono in compagnia delle femministe fasciste nell’attaccamento a certi privilegi di “genere”, date un’occhiata a questo blog:

      http://www.atuttadestra.net/?p=60570#comment-10145

    18. athos dice:

      quoto per riot. E’ vero la causa di questi mali e’ solo ed escusivamente del sistema in cui viviamo che mette uno contro l’altro senza una vera giustizia.
      Penso che l’articolo della scrittrice non verga verso il femminismo , ma verga verso un analisi della societa’ che si sta disgregando e perdendo sempre piu’ diritti, quei diritti che i primi a perderli saranno i piu debboli, e cioe’ le donne lavoratrici,precari,ecc .Certo casi di aspidi ce ne sono, pero’ non possiamo generalizzare e per questo fare passi in dietro e additare tutte le donne come le cattive o tutti i padri cattivi , su questo punto penso che sia giusto che una coppia separata ho donna ho uomo abbia lo stesso diritto di vedere i propri figli.

    19. Cominform dice:

      Un fiume di risposte in cui non si capisce niente: padri separati che si lamentano di non poter vedere i figli, etc. tutto questo perche? Per una legge votata dal PD e da IDV e contestata dalla scrivente questo post. A giudizio del post. sarebbe una legge che consente ai padri violenti di vedere i figli. A giudizio di chi risponde i padri hanno uguali diritti etc. etc.. e via casi personali (ne ho sentito MIGLIAIA di racconti del genere in vita mia, tutti veri per carità) di padri integerrimi e privati dei figli da ex mogli cattivissime. Tuttavia il post parlava di padri VIOLENTI,,
      Di casi opposti non se ne possono citare, ma supponete che valga la legge islamica (e esistono ex mogli ialiane sposate in paesi islamici che raccontano questi problemi).
      Per la legge islamica i figli si affidano al padre (è il contrario di qui). Pensate sarebbe meglio?
      Si affidano a tutti e due. Bella trovata: pensate che finirebbero le liti? Abbiamo due persone che si odiano,
      e che usano la legge come un’arma contro l’altra. Ma la legge non può risolvere l’odio reciproco fra due persone.
      La legge può solo attenersi al caso MEDIO: ed è indiscutibile che la violenza è esercitata nel 99,999% dei casi da uomini contro donne, e non viceversa. Così come è innegabile che il legame fra i figli e la madre sia più profondo e primitivo che non con il padre.

      Ma in ogni caso, quello era solo un aspetto, ed era pure assolutamente marginale, dell’intervento. L’intervento
      intendeva solo mostrare l’ipocrisia di chi si preoccupa dell”’immagine della donna” anzichè occuparsi di cose più sostanziali. Tutto qui. E tutto sommato è anche il meno interessante degli interventi di questo blog.

      Io intervengo sempre in queto blog, assieme ad altri quattro gatti-compagni. Francamente mi stupisce che il post più commentato sia il meno interessante (meno interessante = questione generale non attinente alla lotta di classe), e per giunta commentato (con durezza spropositata) proprio nelle parti più marginali…

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